ESAME DEL TESTE SEN. BONFIETTI DARIA.-

PRESIDENTE: buongiorno. Consapevole della responsabilità che col giuramento assumete davanti a Dio se credente e davanti agli uomini, giurate di dire la verità null’altro che la verità, dica lo giuro! TESTE BONFIETTI DARIA: lo giuro! PRESIDENTE: lei è? TESTE BONFIETTI DARIA: Daria Bonfietti. PRESIDENTE: dove e quando è nata? TESTE BONFIETTI DARIA: a Mantova il 5/07/1945. PRESIDENTE: residente? TESTE BONFIETTI DARIA: a Bologna. PRESIDENTE: prego Parte Civile, può iniziare l’esame! AVV. P.C. GAMBERINI: Avvocato Alessandro Gamberini. Senatrice Bonfietti, lei ha perduto suo fratello Alberto nel disastro di Ustica, quando ha saputo del disastro, quando ha saputo di questa vicenda nel 1980, mi riferisco al momento in cui il fatto si è verificato. TESTE BONFIETTI DARIA: l’ho saputo nella notte... nella notte stessa, circa verso le 12:00, sono tornata a casa e una telefonata di un’amica di mio fratello di Venezia, mio fratello abitava a Mestre, scusate adesso prendo... per me è sempre molto difficile, io credo che mi comprendiate, tornare a quei momenti sono... momenti difficili, ma poi riesco a farlo quindi chiedo soltanto un attimo di pazienza. E... era strano che telefonassero a quell’ora, io vivevo con mio padre e quindi nessuno dei miei amici si... dei nostri amici si permetteva di chiamarmi a quell’ora in casa, e invece suonò il telefono e questa amica mi disse, mi chiese se mio fratello era salito su quell’aereo, se era partito, lei sapeva che doveva partire per... per Palermo per andare a raggiungere la moglie e la figlia e... non sapevo ovviamente se poi l’aveva preso, quindi mi chiedeva conferma e io dissi: “sì, certo, mio padre lo ha accompagnato all’aeroporto oggi pomeriggio e quindi è partito, certo è partito” e allora ha cominciato ad urlare dicendomi che lei aveva sentito la televisione che questo aereo lo davano per disperso, che era scomparso, io appresi così la notizia e mi disse: “corri all’aeroporto”, corsi all’aeroporto e va be’, e da lì è successo tutto, io ebbi le prime notizie ufficiali, non so come dire, da parte di qualcuno dell’aeroporto che non so certo chi fosse alle 5:00, cinque e mezzo del mattino e... e che disse appunto le testuali parole: “questo aereo non sappiamo cosa dirvi, questo aereo è scomparso”, in quell’aeroporto eravamo... e qualcun altro, parenti evidentemente e non certo molti, ma qualcuno c’era perché l’aereo partiva da Bologna ma ovviamente non erano moltissimi i bolognesi su quell’aereo e quindi era solo un momento di incontro di pochi parenti in quella notte almeno. AVV. P.C. GAMBERINI: lei si è costituita Parte Civile nel 1984, dal 1980 al 1984 voi avete avuto, dico lei ha avuto eventualmente se ha saputo che altri parenti abbiano avuto notizie dirette o indirette degli accertamenti che erano stati svolti, mi riferisco all’epoca, eh! TESTE BONFIETTI DARIA: sì. AVV. P.C. GAMBERINI: avete avuto qualcuno che vi abbia dato queste notizie, che vi abbia indicato le ragioni di quel disastro o comunque le supposizioni che si facevano in ordine a quel disastro? TESTE BONFIETTI DARIA: io sono... devo dire la meno indicata per dire qualcosa intorno a quei primi anni, nel senso che a me comunque nessuno riferì alcunché e né ufficialmente e nemmeno ufficialmente, chi seguiva le cose era la moglie di mio fratello e quindi... ma anche lei voglio dire non... non ricevette certamente nessun tipo di informazione ufficiale dell’accaduto, io come dire chiusi e dovetti farlo perché stavo con mio padre e io e lui non sopportavamo, anche dopo la morte di mia madre, nel ’76 insomma eravamo già stati molto provati nella nostra famiglia che invece non è sempre così, ma nel nostro caso lo era, era molto unita, ci amavamo molto, eccetera, quindi eravamo io e lui e abbiamo, come dire, rimosso, cercato di non parlare più di questa cosa, abbiamo finito di parlarne il 20 di luglio, perché come sempre quando ci sono delle morti di solito si fanno i funerali e noi non ci riuscimmo e quindi gli amici però di mio fratello continuavo a chiedere come fare, come ricordare... e appunto il 20 di luglio facemmo un ricordo al cimitero, mettendo una foto soltanto, perché mio fratello non c’era e basta, poi noi chiudemmo io e mio padre non... cercavamo di non... di non sentire ma... e adesso smetto davvero vedrete, ma c’era poco da sentire, nessuno ci diceva niente e quindi non avevamo neanche molte radio e molte televisioni da spegnere, il silenzio cadde terrificante insomma, io l’unico ricordo che ho è dei primi giorni, i primi tempi, i primi... il primo mese in cui sui giornali si dicevano tutte le ipotesi, si facevano tutte le ipotesi e poi l’unica cosa che io ricordo è che era stata data una perizia che se ne interessava il Ministro dei Trasporti, che era stato nominato appunto una Commissione peritale presieduta da Luzzatti, io ricordo solo questo e non... non seppi altro. Nell’82 ricordo anche che questa Commissione Luzzatti terminò i suoi lavori ed ebbi occasione di sentire una volta, me lo ricordo ancora, per televisione che dissero: la Commissione Luzzatti ha consegnato e... e non ha... riuscita a dirimere la natura, la causa del disastro, ha però accertato che non si è trattato di cedimento strutturale e l’unica... e le uniche cause rimaste possono essere o esplosione... o comunque esplosione o esterna o interna, questo ricordo ma... cercai di non farlo sentire a mio padre, insomma eravamo ancora a questi livelli, di dovere nasconderci l’un l’altro questa triste notizia, io ho fatto fatica davvero molto a...  ad elavorare il lutto, come dire, o a rendermi conto di quello che era successo quella notte, finché... finché è stato in vita mio padre non sono riuscita a farlo, soltanto nell’85, quando anche mio padre ci ha... mi ha lasciato, ho capito e così mi sono svegliata da questo, come dire, strano torpore, strano bisogno di rimuove... di rimozione, di dimenticare, di non pensare, di non pensare e allora ho deciso che... ho deciso, ho capito che volevo sapere cosa era successo quella notte e non ha deciso nulla, ho solo capito che volevo sapere cosa era successo perché non lo sapevo e allora da lì in poi sono successe così tutte le cose, ho trovato al mio fianco già della gente che ci pensava, che non l’avrei mai pensato che qualcun altro ci pensava e invece qualcun altro ci stava pensando che era l’Avvocato Romeo Ferrucci, come sapete anche lui ci ha lasciato il primo di settembre di quest’anno e così che aveva già contattato mia cognata, aveva già fatto sì che lei si costituisse Parte Civile mi sembra nell’84 e anche di questo, vi dico, io ebbi solo notizia perché mi telefonò o ci vedemmo, non ricordo, chiese a me e a mio padre se volevamo anche noi costituirci Parte Civile, ho detto: “sì sì, fai, quello che decidi di fare tu va bene” e lasciai che lei facesse e l’Avvocato Ferrucci appunto già in contatto con mia cognata fece sì che ci costituimmo Parte Civile. E poi nell’85 ebbi voglia io di sentirlo, di capire cosa si poteva fare e lui mi disse che stava mettendo insieme un gruppo di intellettuali, di... di come dire? Di politici, di persona che avevano a cuore il... questa battaglia, questa lotta per capire, per sapere, per sapere la verità e infatti organizzò... diede vita a questa cosa che fu l’embrione, fu l’inizio di tutto, come dire, questo comitato per la verità su Ustica nell’85, presieduto da Francesco Paolo Bonifacio, saprete tutti i nomi di questi che allora vennero chiamati dalla stampa i sette saggi e... Rodotà, Ingrao, Cini, Ferrarotti, eccetera, insomma. E queste persone si riunirono, io ero nelle condizioni nelle quali sono adesso molto commossa e molto emozionata vedendoli la prima volta qui a Roma, quando si riunirono per scrivere e organizzare, appunto, questo... questa richiesta  ecco scrivere questa lettera al Presidente della Repubblica affinché si desse da fare o comunque incidesse, inducesse le istituzioni deputate a far sì che su questa vicenda oltre che tornarsi... tornarsene a parlare si potesse cercare di capire davvero di giunge... come fare a giungere alla verità. E partecipai a questa riunione, io li guardavo con un’aria davvero estraniata e sottomessa e di grande timidezza e difficoltà nel vedere queste persone che parlavano del... della mia cosa e quindi questo mi emozionò molto, non pensavo però, scusate! (Piange) Bene, poi credo che dopo sia andato tutto molto, come dire, avanti nel modo che sulla stampa, poi e... che i media hanno trasmesso insomma, nel senso che il Presidente della Repubblica ricevendo questa lettera scrisse al Presidente del Consiglio, il Presidente del Consiglio era Craxi e... il Presidente della Repubblica Cossiga scrisse al Presidente del Consiglio di attivarsi, perché aveva avuto questa sollecitazione da questo Comitato e da lì partì tutto, nel senso che Craxi, il Governo Craxi si attivò per il recupero del relitto e il recupero del relitto si fece nell’87, ’88 e... eccetera, un Giudice della Repubblica, come sapete, sotto nostra sollecitazione e... anche degli avvenimenti di questo... AVV. P.C. GAMBERINI: posso, posso scusi interromperla solo per... in questo arco cronologico che lei sta descrivendo, mi scusi se l’ho interrotta... TESTE BONFIETTI DARIA: no no, ha fatto bene. AVV. P.C. GAMBERINI: ...c’è la costituzione dell’associazione dei parenti delle vittime? TESTE BONFIETTI DARIA: certo, certo sì. AVV. P.C. GAMBERINI: dove la situa? TESTE BONFIETTI DARIA: certo, nell’88, il... AVV. DIF. BARTOLO: chiedo scusa, ma ritiene che la domanda sia irrilevante. AVV. P.C. GAMBERINI: va be’... AVV. DIF. BARTOLO: che ci sia la costituzione di Parte Civile e in quale sede risulta dagli atti, è documentalmente... AVV. P.C. GAMBERINI: no no, di Parte Civile... PRESIDENTE: no, non della... VOCI: (in sottofondo).  PRESIDENTE: non la costituzione... AVV. DIF. BARTOLO: a maggior ragione, Presidente, chiedo scusa, a maggior ragione. PRESIDENTE: no... AVV. DIF. BARTOLO: cioè mi sembra ancor più irrilevante proprio perché non riguarda neppure la costituzione della Parte Civile della Senatrice Bonfietti... PRESIDENTE: sì, però riguardava le... AVV. DIF. BARTOLO: poi se vogliamo fare... PRESIDENTE: ...le iniziative, presumo... AVV. P.C. GAMBERINI: sì sì. PRESIDENTE: ...che riguardi le iniziative, perché l’inizio della domanda era le informazioni che avevano ricevuto i parenti delle vittime nell’ambito... AVV. P.C. GAMBERINI: sì sì. PRESIDENTE: ...dell’inizio di questa vicenda, quindi va bene, ammetto la domanda. TESTE BONFIETTI DARIA: sì, e... l’associazione si costituì il 22, ho la data, 22 o 28 ma glielo dico con precisione, il 22 febbraio del 1988, e ci sarei arrivata insomma, dopo... dopo la costituzione, appunto, di questo Comitato e queste prime azioni che già vennero fatte come conseguenza dell’attivazione nella stampa, nei media nell’interesse dell’opinione pubblica di nuovo su questa vicenda io capii che dovevo non lasciare, come dicevo prima, agli altri gestire questa cosa, ma che la gestissimo davvero un po’ più da vicino noi parenti delle vittime, noi non c’eravamo ovviamente mai visti, mai sentiti, ognuno era a casa sua nessuno sapevo dell’altro e allora cercai di avere i nomi di tutti, quanto meno riuscii ad avere i nomi di tutti i defunti, di tutti... le ottantuno vittime e rispetto all’indirizzo che a fianco di tutte le vittime vi era, scrissi una lettera, scrissi una lettera a tutti i parenti, dicendo appunto che avevo intenzione di fare un’associazione dei parenti delle vittime affinché ci potessimo incontrare, potessi loro raccontare quelle due, tre cose che già erano successe, che si erano attivate in quegli anni. E così feci, ebbi una risposta, come dire, sembrava che davvero non... non voglio esagerare, ma sembrava che tutti aspettassero questo momento, perché la prima riunione che poi facemmo fu appunto molto... molto piena di... di cose e di sensazioni importanti, di comunicazioni che ognuno cerca... evidentemente stava solo aspettando di potere raccontare, di potere mettere a conoscenza dell’altro e quindi la nostra associazione si costituì con l’unico scopo, come dire lo statuto, ma è ovvio non c’è... nessuno... non ci poteva e non ci potrà mai essere nessun altro scopo se non quello di sapere la verità, di capire, di appurare quello che successe ne... quella notte nei nostri cieli e quello quindi che aveva reso possibile... reso reale la scomparsa, la perdita dei nostri cari, delle ottantuno persone che vi erano a bordo. Questa è stata la nostra... il nostro intento, io capivo che bisognava... perché così le prime azioni fatte portavano a farmi pensare che bisognava davvero insistere, chiedere, chiedere conto alle istituzioni, perché secondo me, e questa è l’analisi che ho sempre fatto, né il Parlamento, né il Governo, né la Magistratura fino ad allora avevano fatto il loro compito nei vari... nei vari ambiti per i vari ruoli e quindi cercavo e... a nostro modo, a quel punto davvero mettendoci insieme, ragionando insieme ai parenti e trovandoli con grande volontà di... come dire, di trovare insieme a me i modi per andare avanti e abbiamo lavorato davvero molto insieme, siamo cresciuti insieme in questa vicenda, a Palermo ci siamo incontrati molte volte e abbiamo da lì lanciato sottoscrizioni affinché questa nostra associazione potesse avere la possibilità di e... di avere l’ausilio e la collaborazione di Avvocati e di Legali, intanto le cose come sapete a livello giudiziario erano andate avanti e quindi una perizia nell’89 era stata finalmente consegnata al Giudice Bucarelli e insomma cominciammo ad essere presenti a livello giudiziario, seguire passo passo, giorno per giorno quello che succedeva a livello giudiziario e come sempre cercando a livello istituzionale di incidere sui Governi, sui Ministri e... affinché rendessero possibile questa attività, finché rendessero possibile, più celere e più facile anche l’attività dei Magistrati, questo è stato quello che abbiamo sempre fatto e abbiamo, come dire, e... io devo dire che ne è valsa la pena, siamo arrivati... AVV. P.C. GAMBERINI: scusi! TESTE BONFIETTI DARIA: ...qui, siamo arrivati... AVV. P.C. GAMBERINI: scusi, dopo il deposito... AVV. DIF. BARTOLO: Signor Presidente vorremmo che non venisse interrotta la teste. AVV. P.C. GAMBERINI: ah, no, credevo avesse finito, non... AVV. DIF. BARTOLO: no no, aveva capito benissimo che non aveva finito. PRESIDENTE: no no, pure io avevo capito che aveva finito... AVV. P.C. GAMBERINI: ma scusi.... PRESIDENTE: ...la teste. AVV. P.C. GAMBERINI: io avevo capito che aveva finito, Avvocato Bartolo... PRESIDENTE: sì sì. AVV. P.C. GAMBERINI: ...la sua aggressività la risparmi per altre occasioni che forse sono migliori. PRESIDENTE: andiamo avanti con le domande, per cortesia. AVV. DIF. BARTOLO: Presidente non accetto che il mio comportamento venga definito aggressivo, io faccio il mio dovere di Difensore, sono in un’aula di Giustizia, noi stiamo ascoltando il teste in relazione a fatti e circostanze che a mio avviso sono del tutto irrilevanti, dopo di che le Parti Civili hanno il diritto di fare ascoltare i loro testi, la Corte valuta se i testi sono più o meno interessanti o rilevanti ai fini del giudizio, ma l’Avvocato Bartolo fa il suo lavoro di Difensore, e non lo fa né in modo aggressivo e né in modo scorretto, vorrebbe soltanto ascoltare le risposte di un teste, anche quando il teste si fa sfuggire qualcosa che all’Avvocato Gamberini non piace, e questo lo dica senza mezzi termini. PRESIDENTE: va bene, dunque, per cortesia d’ora in poi, per cortesia, chi vuole intervenire prima abbia la cortesia di chiedere la parola al Presidente, quindi Avvocato Gamberini  prosegua, senza interrompere chi sta parlando, prosegua! AVV. P.C. GAMBERINI: senta, dopo il deposito della perizia Blasi... TESTE BONFIETTI DARIA: sì. AVV. P.C. GAMBERINI: ...lei... voi come associazione dei parenti delle vittime chiedeste un incontro con il Presidente della Repubblica Cossiga, mi riferisco a un incontro che poi è stato oggetto di un interrogatorio da parte del Dottor Priore, un breve interrogatorio. TESTE BONFIETTI DARIA: sì, non credo... io non riesco a collegarlo, come dire, al deposito della perizia Blasi che fu per l’appunto nel marzo dell’89, noi chiedemmo un incontro al Presidente della Repubblica nel ’90... nell’89 e poi nel ’90, così come avevamo fatto nell’88, cioè noi andammo dal Presidente della Repubblica nell’88 nell’anniversario, in occasione degli anniversari dell’88 e dell’89 e del ’90, era un modo per... inizialmente per chiedere per l’appunto che tutto ciò che fosse... che era possibile nelle disposizioni del Presidente fosse fatto affinché su questa vicenda si potesse arrivare alla verità e così facemmo anche quell’anno, per noi era un momento di grande conforto, sentire che qualcuno delle istituzioni in questo caso la carica più alta ci ricevesse, ricevesse i parenti delle vittime, uhm... eravamo davvero molto... non lo so come dire, molto riconoscenti per questo, qualcuno ci ascoltava, ascoltava quello che avevamo da dire e... e vi devo dire che in quegli incontri c’erano molti parenti che si lasciavano anche sfuggire e... delle frasi molto aggressive, ma e... ero io la prima a non riuscire a fermarli perché vi era molto rabbia, vi era molta incapacità di comprendere il perché di quei nove, otto, nove e rispettivamente dieci anni di attesa senza risposta, e quell’anno coincideva con il fatto che la perizia Blasi era già anche stata depositata e quindi fummo per chiedere che dato che una perizia finalmente aveva messo nero su bianco una delle possibili cause dell’abbattimento e della... della caduta di quell’aereo, è evidente che chiedemmo come mai era possibile che il Presidente della Repubblica, allora Presidente del Consiglio, non avesse... non fosse venuto a conoscenza di alcunché, di nulla, e lui appunto disse questa famosa frase, che fu interpretata o detta da me male alla stampa, non so cosa, “se così è stato, come sostiene questa perizia, significa che io sono stato fatto fesso” e io invece riportai o i giornali riportarono: “io sono stato fatto fesso” come affermazione e questo ovviamente fece... come dire, indispettire, arrabbiare, comunque ma con un tono sempre molto pacato il Presidente Cossiga il quale mi chiese di... di... come dire, di cercare di, come si dice quando si chiede di cambiare una... una affermazione, insomma, di... non mi viene il termine. PRESIDENTE: di rettificare. TESTE BONFIETTI DARIA: di rettificare, grazie, la ringrazio molto! Di rettificare questa... questa mia dichiarazione, perché in effetti io la rettificai di buon grado, perché sapevo che era così andato e che il Presidente disse: “se è cosi è stato significa che io sono stato preso fesso”, è drammaticamente vero nel senso che io... anche io ho sempre pensato che insomma ci volesse un rapporto diverso tra gli apparati e la Presidenza del Consiglio. AVV. P.C. GAMBERINI: non ho altre domande! PRESIDENTE: altre domande da parte delle Parti Civili? Nessuna. Pubblico Ministero? PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: nessuna domanda. PRESIDENTE: Difese? Allora, Difesa Bartolucci, domande? AVV. DIF.: nessuna. PRESIDENTE: Difesa Ferri? AVV. DIF.: nessuna. PRESIDENTE: Difesa Melillo? AVV. DIF. NANNI: nessuna grazie! PRESIDENTE: nessuna. Difesa Tascio? AVV. DIF. BARTOLO: solo due. Ci può dire quando è stata eletta al Senato della Repubblica?  AVV. P.C. GAMBERINI: mi oppongo alla domanda Presidente. Non comprendo quale sia la relazione, la rilevanza di una domanda di questo tipo. PRESIDENTE: ammetto la domanda. AVV. DIF. BARTOLO: grazie Presidente! TESTE BONFIETTI DARIA: al Senato della Repubblica nel ’96, invece alla Camera dei Deputati nel ’94. AVV. DIF. BARTOLO: lei ha fatto parte della Commissione Stragi? TESTE BONFIETTI DARIA: ho fatto parte della Commissione Stragi. AVV. DIF. BARTOLO: ci può dire da quando a quando? TESTE BONFIETTI DARIA: faccio fatica, comunque dal... AVV. DIF. BARTOLO: sì ma non ci serve la data e il giorno. TESTE BONFIETTI DARIA: sì sì. AVV. DIF. BARTOLO: soltanto gli anni. TESTE BONFIETTI DARIA: nella... sicuramente come Senatrice sì, nella seconda legislatura del ’96, forse prima si era attivata soltanto negli ultimi mesi della legislatura che è durata solo due anni e quindi insomma ne ho poco ricordo, ma nel... nella seconda legislatura dal ’96 in poi senz’altro, fino ad un certo punto, perché poi ne sono uscita. AVV. DIF. BARTOLO: è stata anche Vice Presidente della Commissione Stragi? TESTE BONFIETTI DARIA: no, sono stata Segretaria come... AVV. DIF. BARTOLO: Segretaria della Commissione Stragi? TESTE BONFIETTI DARIA: sì. AVV. DIF. BARTOLO: grazie! TESTE BONFIETTI DARIA: prego! PRESIDENTE: buongiorno, può andare, la ringrazio! PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: no, c’è l’Avvocato Galasso, non so se... PRESIDENTE: ah! PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: ...per caso volesse fare domande.... VOCI: (in sottofondo). PRESIDENTE: buongiorno, può andare! TESTE BONFIETTI DARIA: grazie, scusate! PRESIDENTE: va bene, allora rinviamo all’udienza di lunedì 17 invitando gli imputati a ricomparire senza altro avviso. L’Udienza è tolta!