È proprio tutto vero: i vertici dell'Aeronautica Militare hanno operato per nascondere la verità sulla vicenda di Ustica.
Questo è il senso profondo della recente sentenza della corte d'Assise di Roma che riconosce i gen. Bartolucci e Ferri, al vertice dell'Arma al momento della tragedia, responsabili di alto tradimento con atti diretti a turbare le attribuzioni del Governo, pur mandandoli assoluti perché nel frattempo, sono passati da allora 24 anni, il reato è andato prescritto.
Qualcuno fa ancora finta di non capire, il ministro Giovanardi immancabilmente è fra questi, e offendendo l'intelligenza di tutti noi tenta di nascondere l'evidenza, ma questa è una sentenza importante, che andrà attentamente studiata quando sarà depositati il suo dispositivo completo.
Ora però vale la pena segnalare i due elementi che sono già indicati: l'omesso riferimento dei risultati dell'analisi dei tracciati radar di Fiumicino e la informazione errata, in una lettera del 20 dicembre 1980, del possibile coinvolgimento dei altri aerei nella tragedia di Ustica.
In altre parole questa sentenza ci dice che i vertici militari hanno potuto esaminare immediatamente tutti i dati radaristici e venire a conoscenza in tempo reale di tutte quelle tracce di presenze aeree, evidenze che non manifestavano certo un cielo sgombro intorno al volo del DC9, né assenza totale di traffici militari prima e dopo l’incidente.
Questo perché dall’esame di tracciati radar, chiunque con un minimo d’esperienza poteva valutare la presenza di segnali correlabili con la presenza di un aereo esterno, proprio in coincidenza con il punto e il minuto del disastro.
Poi, dopo sei mesi dalla notte della tragedia, nella lettera al Governo, richiamata nella sentenza, lo Stato Maggiore dell'Aeronautica, che ha avuto bel frattempo ampie possibilità di operare indagini e controlli approfonditi, persiste nel comunicare notizie non corrispondenti al vero e in grado di deviare il corso delle indagini.
Per questi motivi continuo a sostenere che è stato proprio il comportamento dei militari che ha aperto la strada al processo di rimozione della tragedia che poi ha influenzato la magistratura, che per molti anni ha trascurato per colpevole inerzia questa vicenda, non nominando nemmeno per circa dieci anni una commissione tecnica e dimenticando perfino di risentire le registrazioni della notte della tragedia. Assecondata in questo da un potere esecutivo colpevolmente distratto che non ha trovato un sussulto di dignità neppure davanti a fatti clamorosamente inaccettabili come la assoluta mancanza dell'elenco degli avieri in servizio nella notte della tragedia o la sistematica sparizione di documenti importanti.
Ma questo era stato anche il giudizio che, proprio a partire dagli stessi
elementi, aveva espresso la relazione finale della Commissione Parlamentari
Stragi, presieduta dal compianto senatore Gualtieri, approvata nella seduta del 14-15 aprile 92 quando criticava il
comportamento militare affermando: "L'orientamento
dell'Aeronautica andò nel senso di privilegiare la tesi del cedimento
strutturale .... a questo orientamento furono confermati tutti gli atti
compiuti dall'Aeronautica militare in questa prima fase della inchiesta su
Ustica, anche se sin dai giorni immediatamente successivi all'incidente, aveva
a disposizione informazioni che avrebbero potuto indirizzare le indagini in
tutt'altra direzione".
Dobbiamo amaramente renderci conto che ci sono voluti
ben diciannove anni (sett. 1999 ordinanza Priore) per tornare a scoprire quello
che, noto nell'immediatezza dell'evento, ci è stato poi artatamente occultato.
Oggi la sentenza torna a dare a tutti nuove responsabilità e rende evidente che la Magistratura non può da sola rispondere alla esigenza di verità che questa vicenda ancora impone.
Se " è stato assodato che delle persone sapessero quel che era accaduto quella notte e non lo riferirono a chi di dovere, di fatto non dando al governo la possibilità di esercitare le sue prerogative e ostacolando l'accertamento della verità", bisogna ora che nasca una nuova mobilitazione: il Governo, il potere esecutivo, le Istituzioni di questo nostro Paese debbono sentire la necessità e l'orgoglio di riprendersi le loro prerogative.
Soprattutto avendo ben chiaro che, almeno da quello che possiamo capire, la sentenza fa proprio l'impianto della sentenza ordinanza del giudice Priore che ci aveva messo davanti alla terribile verità "l'incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto"
È lo scenario internazionale sul quale, a questo punto della vicenda dobbiamo insistere, avendo ben chiaro che abbiamo a che fare con un governo che non ha mai mostrato il minimo interesse per la vicenda, debbo amaramente segnalare che il Governo Berlusconi è stato uno dei pochissimi a non dare nemmeno un riscontro formale all'appello per la verità dell'Associazione dei parenti di Ustica ai governanti riuniti a Pratica di Mare.
Proprio il processo appena concluso ci indica una strada: abbiamo dovuto registrare da parte degli Usa un rifiuto alla collaborazione: è il primo elemento da considerare della lunga serie di mancate collaborazioni che in questa vicenda abbiamo collezionato da parte di Paesi amici o alleati.
Vale la pena ricordare che la Francia per "un equivoco tecnico" non ha fornito la documentazione sull'attività effettuata o "vista" dalla sua base di Solenzara o che dagli Usa non abbiamo avuto gli atti dell'attività della Commissione insediata nella stessa notte dell'incidente; poi c'è tutta la vicenda di Gheddafi che continua ad affermare di conoscere la verità senza che nessun passo ufficiale e stringente venga mosso dal nostro Governo.
Mi sento di sostenere che la vicenda di Ustica deve rimanere, ancora dopo 24 anni e ancora di più dopo questa sentenza, una grande questione di dignità nazionale, perché un aereo civile è stato abbattuto, 81 cittadini innocenti hanno perso la vita, la nostra sovranità è stata sfregiata e nessuno ci ha dato spiegazioni.
Daria Bonfietti
Presidente Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica
da LA RINASCITA del 7 maggio 2004