Interrogazioni
Il presidente MIGONE, prima di dare la parola al Presidente del Consiglio,
lo ringrazia vivamente, anche a nome della Commissione, per essersi reso disponibile
a rispondere personalmente alle interrogazioni concernenti la vicenda di Ustica.
Al riguardo, ricorda che la Commissione
ha già avuto occasione a più riprese di affrontare il tema delle
iniziative
volte a promuovere la cooperazione a livello internazionale con l'attività
della magistratura inquirente. In particolare, va fatta menzione della seduta
del 9 aprile 1996, nel corso della quale l'allora Presidente del Consiglio Dini
comunicò che il Segretario Generale pro tempore della NATO gli aveva
manifestato la disponibilità di tale organizzazione ad una collaborazione
nel quadro dell'inchiesta condotta dal dottor Priore. Tale disponibilita si
è in effetti concretizzata in una .serie di contatti con gli inquirenti,
dai quali è certamente derivato un contributo per la sentenza istruttoria
adottata dallo stesso magistrato.
Nel manifestare la sua disponibilità a contribuire agli accertamenti
della magistratura, il Segretario Generale pro tempore della NATO precisò
che la collaborazione con l'autorità giudiziaria era comunque subordinata
alla insussistenza di elementi ostativi alla trasmis.sione di singoli atti o
informazioni per i quali fosse in concreto necessaria l'autorizzazione delle
competenti autorità di taluno degli Stati membri della NATO. In considerazione
di ciò, vennero a suo tempo inoltrate dalla magistratura inquirente numerose
richieste di collaborazione alle autorità di governo di Stati appartenenti
all'Alleanza, volte a sollecitare la trasmissione di tutti gli elementi di informazione
che apparissero idonei a facilitare una ricostruzione della vicenda di Ustica.
Per parte sua, il presidente Migone ricorda di aver scritto una lettera
all allora Presidente del Consiglio D'Alema diretta a sollecitare una riunione
del Consiglio atlantico da dedicare alla questione della cooperazione con gli
inquirenti.
In conclusione, sottolinea l'opportunità di intensificare l'impegno per
fare finalmente chiarezza - anche con il contributo attivo di altri paesi accomunati
all'ltalia da rapporti di amicizia e di condivisione delle responsabilità
atlantiche - su una vicenda che resta di cruciale importanza. oltreché
per il rispetto dovuto alla memoria delle vittime, ai fini di una corretta ricostruzione
della più recente storia d'ltalia.
Il Presidente del Consiglio AMATO ri.sponde congiuntamente alle interrogazioni
nn. 3-03413. 3-03417, 3-03418, 3-03419, 3-03420,
3-03422, 3-03632, 3-03976, 3-04039 e 3-04084, presentate rispettivamente dalla
senatrice de Zulueta, dal senatore Corrao, dalla senatrice Bonfietti e da altri
senatori, dalla senatrice Bonfietti e da altri senatori, dalla senatrice Bonfietti,
dalla senatrice Bonfietti, dai senatori Manca e Pianetta, dal senatore Falomi
e da altri senatori. dal senatore Servello e da altri senatori e dal senatore
Manconi e da altri senatori, tutte riguardanti la vicenda di Ustica.
Al riguardo, fa presente preliminarmente che la sua disponibilità a rispondere
personalmente a tali interrogazioni non nasce, purtroppo, dalla conoscenza di
rilevanti elementi di novità, ma piuttosto riflette il suo desiderio
di partecipare attivamente agli sforzi posti in essere ai vari livelli per pervenire
ad una ricostruzione il più possibile completa della vicenda di U.stica.
Sebbene siano ormai trascorsi oltre vent'anni dagli avvenimenti. non
sono mai cessati gli sforzi della magistratura inquirente, né si è
sopita l'aspirazione alla verità, come del resto è accaduto anche
per altre vicende che hanno turbato la coscienza civile del paese e che restano
a tutt'oggi prive di una chiave di lettura accettabile.
Dopo che in tempi recenti si sono potuti registrare, anche attraverso
l'impegno della magistratura, taluni significativi progressi, si deve prendere
atto che ulteriori chiarimenti sulla vicenda di Ustica saranno realisticamente
possibili soltanto attraverso la collaborazione di persone e istituzioni che
non sono attingibili direttamente dalla giurisdizione italiana. Si tratta di
un passaggio difficile, ma ciò non deve indurre ad atteggiamenti rinunciatari,
specie considerati i rilevanti passi in avanti che sono stati compiuti, anche
grazie alla collaborazione della Nato, nel decorso degli anni, per effetto dei
quali si è ormai pervenuti ad affermare talune circostanze con un ragionevole
margine di affidabilità, laddove in precedenza l'intera vicenda era immersa
nell'incertezza.
La sentenza-ordinanza del dottor Priore, attraverso uno sforzo di
coordinamento delle risultanze istruttorie più risalenti nel tempo con
i successivi elementi forniti dalla NATO, ha finalmente consentito l'affermazione
almeno di alcune possibili verità preliminari, ad esempio in ordine all'esistenza
di un movimento di aerei nella zona ove si è verificato il disastro,
circostanza in precedenza negata da tutti i soggetti interpellati. E' stata
inoltre messa in evidenza l'esistenza di elementi testimoniali capaci di avvalorare
l'ipotesi che il MIG libico rinvenuto sulla Sila sia caduto in realtà
ben prima di quanto dichiarato ufficialmente, ipotesi invero già a suo
tempo da lui ritenuta verosimile sulla base dello stesso esame autoptico condotto
sul corpo del pilota. Si tratta comunque di questioni che formeranno oggetto
di valutazione da parte della Corte d'assise di Roma.
Dalla stessa sentenza-ordinanza risulta poi l'esistenza di testimonianze che
parrebbero accreditare, in contrasto con precedenti affermazioni, una qualche
utilizzazione di un aeroporto in Corsica in concomi-
tanza con i fatti di Ustica.
E ino]tre emerso che informazioni fornite da taluni uomini dello Stato
non siano state conformi alla realtà dei fatti; ciò vale, ad esempio,
per
l'asserita non manipolabilità dei nastri recanti le rilevazioni radar,
circo-
stanza poi risultata priva di fondamento.
La lettura della sentenza-ordinanza del dottor Priore può invece far
insorgere equivoci in ordine ad ipotizzabili responsabilità del generale
Arpino per l'incompletezza dell'elenco dei militari impegnati nelle rilevazioni
radar a suo tempo fornito. A tale riguardo, fa presente di essere personalmente
in condizione di contribuire a collocare l'episodio in una cornice più
appropriata. Ricorda infatti di avere, come Sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, dato la sua disponibilità ad un'intervista televisiva
nell'ambito della trasmissione "Telefono giallo" condotta dal giornalista
Corrado Augias sulla vicenda di Ustica; avendo preso visione, pochi minuti prima
che iniziasse la trasmi.ssione, delle questioni che avrebbero dovuto formare
oggetto di approfondimento, constatò che gli sarebbe stato rivolto un
quesito circa i nominativi dei militari impegnati nelle rilevazioni radar. Non
essendo ovviamente in possesso dell'informazione, ritenne opportuno interpellare
telefonicamente sul punto il generale Arpino, il quale, nei pochi minuti ormai
residuati, acquisì a sua volta elementi per la risposta, e poi glieli
inoltrò. Il fatto che l'elenco si sia successivamente rivelato incompleto
andrebbe quindi valutato tenendo conto delle modalità del tutto peculiari
con le quali l'informazione poté essere trattata dal generale Arpino.
Alla luce delle risultanze desumibili dalla sentenza-ordinanza del dottor Priore.
nella sua qualità di Presidente del Consiglio ha ritenuto utile,
come già in precedenza aveva fatto il suo immediato predecessore, I'onorevole
D Alema, chiedere ai vertici degli Esecutivi degli Stati Uniti, della Francia
e della Libia di fornire tutte le informazioni da essi ritenute idonee a favorire
una più compiuta ricostruzione della vicenda di Ustica, richiamando altresì
l'attenzione sull'opportunità di un fattivo contributo, anche al fine
di dissipare i dubbi e i sospetti, anche rilevanti, insorti nel corso degli
anni.
La scelta è stata invece di non indirizzare un'analoga lettera al Primo
ministro britannico, in quanto, alla stregua della sentenza-ordinanza del
dottor Priore, non emergono circostanze idonee ad affermare, anche solo
in via dubitativa, la presenza nell'area interessata di una nave portaerei
britannica, e risulta per converso che le traiettorie degli aerei militari della
stessa nazionalità non presentano punti di interferenza con lo scenario
nel quale ebbe a verificarsi il disastro.
In risposta alle sue missive, mentre da parte libica non si è avuto alcun
riscontro, tanto il presidente Clinton che il presidente Chirac hanno
dichiarato di annettere la massima importanza all'accertamento dei fatti,
indicando altresì entrambi, in concreto, il canale ufficiale delle rogatorie
internazionali come quello più appropriato per operare.
In tale contesto, ritiene che la strada delle rogatorie, pur essendo stata
in passato infruttuosa, possa essere utilmente ripresa, anche in quanto risulta
ora confortata dalle dichiarazioni dei Presidenti statunitense e francese. In
considerazione di ciò, ha ritenuto opportuno inviare la lettera del presidente
Chirac da lui ricevuta al dottor Priore, che verosimilmente dovrebbe averla
inoltrata alla Corte d'assise di Roma, e si accinge ad inviare allo stesso organo
giudiziario la lettera del presidente Clinton.
Una seconda linea di intervento potrebbe essere ricercata nel quadro
della cooperazione atlantica. Al riguardo, ricorda che il presidente Mi-
gone, nell'interrogazione n. 3-03414, ha prospettato l'opportunità di
una
richiesta del Governo italiano volta ad inserire all'ordine del giorno di
un prossimo Consiglio Atlantico la questione della collaborazione fra gli
alleati ai fini dell'accertamento della verità sui fatti di Ustica. Alla
luce
degli approfondimenti da lui promossi, sembra tuttavia preferibile che la
questione sia per il momento trattata dal Comitato ad hoc su Ustica, a
suo tempo istituito nel quadro della NATO e tuttora esistente.
Potrebbe risultare inoltre opportuno verificare se vi sia la possibilità
per soggetti privati - e in particolare per l'Associazione dei familiari delle
vittime della strage di Ustica - adeguatamente supportati a livello legale,
di promuovere ulteriori, più efficaci accertamenti da parte delle competenti
autorità degli Stati esteri dei quali è stato prospettato un coinvolgimento
nella vicenda. Non si tratta evidentemente per il Governo italiano di sottrarsi
al dovere di concorrere attivamente alla ricerca della verità, ma di
prendere atto della circostanza che in taluni ambiti l'azione dei privati può
risultare più incisiva di quella del Governo, che risulta fortemente
condizionata dall'esigenza di non alimentare la sensazione di volersi intromettere
nella sfera della sovranità di altri Stati.
Per quanto riguarda infine le dichiarazioni rese il 29 settembre scorso
dal generale Arpino, richiamate nell'interrogazione n. 3-03976, con le
quali si è inteso affermare l'esistenza di una analogia fra la po.sizione
dei militari che si trovano imputati nel processo in corso e quella delle
vittime, non può non rilevare che si tratta di affermazioni altamente
inopportune, pur considerando che la vicenda di Ustica è stata ed è
tuttora vissuta dall'Aeronautica militare con grande disagio ed anche .sofferenza.
Il presidente MIGONE comunica che il senatore Russo Spena ha ag-
giunto la propria firma alle interrogazioni 3-03420 e 3-03422 presentate dalla
senatrice Bonfietti, e che il senatore Mantica ha aggiunto la propria firma
all'interrogazione 3-04039, presentata dai senatori Servello, Magliocchetti
e Valentino.
Avverte inoltre che può prendere la parola in sede di replica un in-
terrogante per ciascuna interrogazione.
La senatrice DE ZULUETA, nel replicare come presentatrice dell'in-
terrogazione 3-03413, ringrazia il Presidente del Consiglio per il significativo
gesto politico che ha compiuto con la decisione di rispondere personalmente
alle interrogazioni sul caso di Ustica. Peraltro emerge dalla risposta il senso
di profonda impotenza per le difficoltà che incontra ogni tentativo di
accertare le responsabilità del tragico avvenimento.
Non sottovaluta l'importanza delle risposte inviate dal presidente
Chirac e dal presidente Clinton, che costituiscono atti politici potenzialmente
idonei a rendere accessibili certe informazioni finora negate; tuttavia ritiene
importante perseverare nella collaborazione con la NATO, che non può
esaurirsi a un livello tecnico-militare, ma richiede una netta decisione politica
in sede di Consiglio atlantico. Il Govemo deve perciò attivarsi sia nei
rapporti bilaterali sia in ambito multilaterale, perché non è
possibile accettare che l'abbattimento del DC 9 a Ustica resti un buco nero
nella storia nazionale.
Il senatore MANCA si dichiara parzialmente soddisfatto per la risposta all'interrogazione
3-03632, da lui presentata assieme al senatore Pianetta, poiché il Govemo
ha compiuto alcuni passi diplomatici presso altri Stati che potrebbero fomire
un'utile collaborazione. Non può condividere però le certezze
del giudice istruttore Priore circa la dinamica dei fatti, in quanto la sua
ricostruzione è largamente confutabile e suscettibile di essere smentita
in sede giudiziaria.
Ricordato che le poche acquisizioni delle inchieste fin qui svoltesi si
devono soprattutto alla collaborazione dei militari statunitensi, fa presente
che la Commi.ssione stragi ha da tempo chiesto la collaborazione del Governo
per poter effettuare nel modo più proficuo una missione in alcuni paesi,
tra cui gli USA, allo scopo di attingere ulteriori informazioni: non vi è
stata però una chiara manifestazione di disponibilità da parte
delle autorità governative.
Infine considera singolare che proprio la suddetta Commissione bicamerale, che
aveva sollecitato i passi diplomatici compiuti dalla Presidenza del Consiglio,
non sia stata poi informata delle risposte pervenute dai governi stranieri.
Il presidente MIGONE si dichiara soddisfatto per la puntuale risposta
all'interrogazione 3-03418 - da lui presentata insieme con i senatori Bonfietti,
Corrao e de Zulueta - e sottolinea l'importanza della collaborazione offerta
dalla NATO, a seguito dei passi del presidente del Consiglio Dini presso il
segretario generale Solana, che furono sollecitati dalla Commissione affari
esteri del Senato.
Il senatore CORRAO chiede se, oltre ai tracciati radar della NATO,
siano .stati acquisiti anche quelli della Repubblica di Malta.
Il presidente MIGONE dichiara di ignorare se vi siano state iniziative
in tal senso, ma pone in evidenza che il giudice istruttore ha potuto effettuare
la sua ricostruzione degli eventi sulla base dei contributi degli
esperti NATO; auspica poi che tale collaborazione possa continuare con
il comitato ad hoc o con altri organismi dell'Alleanza atlantica, nel reci-
proco interesse dell'ltalia e della medesima Alleanza.
Quanto alle iniziative di organismi parlamentari, ritiene che siano
realizzabili se si individua un referente istituzionale nei parlamenti degli
Stati interessati.
La senatrice BONFIETTI, nel replicare come firmataria delle interro-
gazioni 3-03419 e 3-03976, rileva che dopo il deposito della sentenza-ordinanza
del giudice istruttore Priore risulta accertato il coinvolgimento
nella vicenda di Ustica di forze militari appartenenti agli Stati Uniti,
alla Francia e al Regno Unito. E necessario a questo punto che il Governo
riproponga con ben altra determinazione ai governi alleati le questioni tuttora
aperte, non potendo certamente accontentarsi delle evasive risposte del presidente
Chirac e del presidente Clinton.
Non basta dunque seguire la via delle rogatorie internazionali, suggerita da
tali risposte, ma bisogna investire della questione il Consiglio
Atlantico, chiarendo ai governi alleati l'importanza che l'Italia attribuisce
a una loro piena collaborazione nell'accertamento della verità.
Pone in risalto poi che, immediatamente dopo l'abbattimento del DC
9, presso l'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma fu costituito un gruppo di
lavoro, cui parteciparono anche ufficiali italiani, che ha acquisito informazioni
e materiale mai messo a disposizione della magistratura inquirente.
Questo e altri comportamenti ambigui hanno indotto il giudice istruttore a scrivere
nella sua sentenza-ordinanza che, nella complessa vicenda, sono emerse due anime
dei militari, della politica e dei servizi.
Il senatore MANTICA, pur dando atto al presidente Amato dello
sforzo di dare una risposta equilibrata all'interrogazione 3-04039, da lui
sottoscritta, e alle altre poste all'ordine del giorno, rileva il grande imba-
razzo in cui si è venuto a trovare. Basti pensare che una delle interroga-
zioni cita un'intervista del colonnello Gheddafi, il quale afferma che nella
notte in cui si svolse la tragica vicenda egli sorvolò l'Italia e vide
la VI
flotta americana che manovrava dalle parti di Ustica: ciò suscita inquietanti
interrogativi sui rapporti che il Governo dell'epoca manteneva con i principali
alleati. da una parte. e con la Libia dall'altra.
A tal riguardo bisognerebbe verificare se corrisponde al vero che il
primo ministro libico Jalloud era solito incontrare il Presidente del Consiglio
dell'epoca in un noto alhergo romano. Sono proprio comportamenti come questi
che dimostrano la doppiezza di chi ha governato l'ltalia in quegli anni.
Per quel che riguarda invece l'accusa di alto tradimento rivolta ad alcuni ufficiali,
occorrerebbe chiarire anzitutto quali ordini sarebbero stati
disattesi dagli imputati e se esistano responsabilità a livelli più
alti.
Infine rileva che in alcuni Stati alleati i documenti relativi al caso
Ustica, avvenuto 20 anni fa, sono probabilmente già consultabili negli
archivi governativi e che per acquisirli non è neppure necessario inviare
in missione Commissioni parlamentari, ma sarebbe sufficiente dare precise istruzioni
all'Ambasciata d'Italia a Washington e alle rappresentanze in altre capitali
Il senatore RUSSO SPENA. replicando come firmatario delle interrogazioni 3-03420
e 3-03422, invita il Governo a non limitarsi a richieste di rogatorie internazionali,
essendo orami ineludibili alcuni nodi politici, tra cui il depistaggio subìto
sistematicamente da vari poteri dello Stato.
Per quel che riguarda le imputazioni per alto tradimento, basta ricordare la
gestione dei tracciati radar da parte dell'Aeronautica miliare e il
comportamento del generale Arpino all'epoca in cui era responsabile del
Centro operativo di pace, che diede al Governo informazioni che .si
.sono poi rivelate inesatte. E stupefacente che lo stesso generale,divenuto
poi Capo di stato maggiore della difesa, consideri i colleghi imputati di
alto tradimento vittime con cui solidarizzare. E evidente che dichiarazioni
di tal fatta mettono in discussione il suo rapporto di fiducia con il Governo,
che si è costituito parte civile nel processo contro gli stessi imputati.
Il senatore MANCONI non può dichiararsi pienamente soddisfatto
della risposta all'interrogazione 3-04084 - da lui presentata assieme ai senatori
Marini, Marino e Pieroni - poichè ritiene che le dichiarazioni del
generale Arpino non siano solo "altamente inopportune", ma costituiscano
un episodio gravissimo proprio perché provengono da un ufficiale che
in passato si è comportato in maniera sleale verso il Governo. Infatti
nel novembre 1986 I'Aeronautica militare e, in particolare, il generale Arpino
fornirono al Governo informazioni inesatte, per ragioni che, secondo il giudice
istruttore Priore, non sono riconducibili a semplice sciatteria.
Alla luce di tali precedenti, le dichiaraz.ioni rilasciate dal Capo di
stato maggiore della difesa sugli ufficiali imputati di alto tradimento risultano
inaccettahili e determinano una situazione di incompatibilità con il
Governo, che si è costituito parte civile contro gli stessi ufficiali.
Il senatore CORRAO dà atto al Presidente del Consiglio dell'ampiezza
e della serietà della risposta all'interrogazione 3-03417 da lui presentata,
nonché alle altre interrogazioni sullo stesso argomento. Purtroppo
si conferma una ricostruzione della situazione politico-militare secondo
cui i principali alleati dell'ltalia potevano svolgere esercitazioni aeree e
navali nel territorio nazionale senza che le autorità italiane ne sapessero
nulla, come ha recentemente ammesso il generale Arpino.
E poi gravissimo che non vi sia stata nessuna smentita alle dichiarazioni del
colonnello (Gheddafi da lui riportate nella sua interrocazione, secondo cui
il DC 9 dell'ltavia sarebhe stato abbattuto per errore dagli Stati Uniti, che
intendevano attaccare un altro aereo su cui volava il leader libico. Sarebbe
un preciso dovere del Governo chiarire tali circotanze e, in particolare, se
il leader di un paese straniero poteva sorvolare l'ltalia senza che le competenti
autorità ne fossero al corrente.
Ribadisce poi l'invito a richiedere al governo di Malta la collaborazione che
è lecito attendersi da un paese amico poiché la sua posizione
geocrafica lascia pensare che i radar potrebbero aver registrato movimenti aerei
rilevanti ai fini della ricostruzione del caso Ustica.
Il presidente MIGONR dichiara chiuso lo svolgimento delle interrogazioni
La seduta termina alle 16,55