Da Il Resto del Carlino – ed. nazionale dell’11 maggio 2005
L’INTERVENTO
Il segreto di Stato non
nasconde tutto
di Daria Bonfietti
L'interessante articolo del giudice-scrittore Giancarlo De Cataldo mi porta ad alcune considerazioni, a partire dalle sue affermazioni e sul Segreto di Stato e sul caso Ustica.
Per cominciare sul caso Ustica non c'è mai stato Segreto di Stato: oggi abbiamo due sentenze, quella del giudice istruttore Priore e poi quella della Corte d'Assise di Roma, che ci spiegano che per tenerci lontani dalla verità è stato commesso, da parte dei vertici dell'Aeronautica militare del tempo, il reato di alto tradimento in quanto, pur disponendo di informazioni altamente significative sulla presenza di altri aerei nello scenario della tragedia non le trasmisero alle competenti autorità di Governo, che avrebbero dovuto e potuto prendere iniziative.
Fu lasciato credere - e a questo riguardo rimangono significative le testimonianze del Presidente del consiglio dell'80, poi Presidente della Repubblica, on. Cossiga - ad un tragico cedimento strutturale.
Invece, è proprio la sentenza di Roma che cito, erano evidenti e da subito furono individuate tracce di aerei nei tabulati del radar di Ciampino che non furono segnalate e poi si fece di tutto, con una azione prolungata nel tempo, perché non fossero giustamente considerate neppure dalla Magistratura.
Detto questo mi sento di avventurarmi nel discorso più complesso del Segreto di Stato a partire dalla mia convinzione che oggi, nel nostro ordinamento non può essere opposto il Segreto quando si indaga per fatti eversivi dell'ordinamento democratico e quindi anche per strage.
Abbiamo avuto molte campagne di alto valore simbolico contro il Segreto di stato, ma se si può concordare sul senso di un sempre vigile impegno per la più larga trasparenza nei rapporto tra cittadini e istituzioni, non si può neppure vedere che il rischio è creare un grande luogo comune- tutto è nascosto dal Segreto di Stato- che non ci permette di guardare fino in fondo alla realtà.
Credo di poter affermare che in nessuna delle vicende processuali per stragi si possa trovare il segno determinante del Segreto di Stato. E mi sembra anche opportuno richiamare all'attenzione anche il fatto che nonostante alcune sentenze senza la condanna dei colpevoli la magistratura nel corso degli anni, nelle motivazioni delle sentenze ci ha consegnato moltissime verità su tanti episodi terribili del nostro recente passato.
Tornando ad Ustica non è il segreto di stato che ostacola il percorso verso la piena verità ma tutta una serie di comportamenti, da quelli più gravi, individuati nel reato di alto tradimento, ai documenti fatti sparire, alle omissioni, ai depistaggi, alle trascuratezze, alle non collaborazione, alle dimenticanze, alle piccole azioni quotidiane condotte negli anni, una ragnatela infinita tessuta per anni dagli apparati militari che non hanno mai avuto, per le più diverse ragioni, adeguati controlli, puntuali interventi, ferme indicazioni, da parte dell'esecutivo che pure dovrebbe avere la piena responsabilità delle loro condotte.
Per Ustica, come per le altre Stragi, ripercorrere questa ragnatela, individuarne gli snodi, smascherarne le responsabilità è il grande e difficile compito che ci compete.
Ma se continuiamo a credere o a lasciar credere che sia il Segreto di Stato a precluderci la via della verità sui tanti episodi terribili della nostra storia recente facciamo un grande errore, e per la storia e per il Paese stesso.