USTICA: SVELATI I TRADIMENTI
MA NON LA VERITÀ
Una
cosa è certa sopra ogni altra nella tragica vicenda di Ustica: lo Stato
Maggiore dell'Aeronautica ha operato, commettendo perfino il reato di alto
tradimento, contro la verità.Questo è il succo delle motivazioni , appena
depositate, della sentenza che la Corte d'Assise di Roma aveva emesso il 30
aprile scorso.
Dunque i
generali Bertolucci e Ferri, ai vertici dell'Aeronautica al tempo della
tragedia, hanno operato contro i loro doveri, fornendo informazioni non
veritiere e in questo modo ostacolando l'azione del Governo.
In particolare i giudici segnalano che nel luglio
1980 non fu informata l'autorità governativa che dai risultati dell'analisi
delle registrazioni del radar di Ciampino emergevano elementi che indicavano la
presenza di aerei non identificati nell'area del disastro.
Tale comportamento portò, come prima conseguenza,
che il Parlamento fu informato in maniera gravemente viziata e che quindi non
vi fu un'adeguata attenzione alla vicenda da parte delle Istituzioni.
Passarono alcuni mesi e, sempre secondo la Corte, il
tradimento si perpetuò in maniera ancora più grave quando, nel dicembre 80 in
una lettera ufficiale, si omettono ancora dei dati per offrire al Governo un
quadro tranquillizzante e apparentemente certo, in netto contrasto con la
realtà dei dati disponibili, in questo modo incidendo sulla possibilità di
sviluppare, in modo efficace e sollecito, adeguate iniziative in sede politica
nazionale e internazionale.
Cosa si nascose in particolare? Si nascose che già
nella mattina seguente l'incidente erano disponibili i tracciati radar di
Ciampino che evidenziavano, ad una immediata lettura anche fatta da un tecnico
senza una straordinaria esperienza, con una probabilità apprezzabile e significativa,
la presenza di almeno un velivolo intersecante la rotta del DC 9 in
corrispondenza della zona del disastro.
Fin da subito dunque c'erano gli elementi per
individuare quello scenario di guerra che i periti dell'Associazione dei
Parenti delle Vittime, professori del Politecnico di Torino, hanno poi con
tanta fatica ricostruito.
Erano dati "inequivocabilmente
significativi" quelli che i vertici militari decisero di non trasmettere,
forti della consapevolezza che solo a loro poteva appartenere il sapere tecnico
in materia radaristica e, sottolineano ancora i giudici, " con una forte
determinazione ad orientare nel senso voluto dallo Stato Maggiore le indagini a
qualsiasi livello svolte sul disastro di Ustica" .
L'obiettivo per un lungo periodo fu raggiunto - fa
osservare la sentenza- se si pensa che dopo quel dicembre 80 "per quanto
riguarda le indagini dell'autorità giudiziaria e della stessa Commissione
nominata dal Ministero dei Trasporti non si segnalarono iniziative
significative con riferimento alla problematica dei dati radar e della
eventuale presenza di altri aerei in prossimità del dc9 ".
Mi sembra di sentire echeggiare le conclusioni della
Commissione Stragi presieduta dal compianto Sen:Gualtieri"forte del
prestigio e della elevata professionalità dei suoi uomini, l'Aeronautica decise
di scendere in campo e di elaborare, con l'apporto determinante del sios
d'arma, un documento in cui, per la prima volta ed in forma ufficiale, prese
posizione sul disastro di Ustica." Era un documento contro la verità!
La sentenza non è neppure tenera con il governo
dell'epoca (come con quelli che si sono succeduti): il loro operato fu
ostacolato sì dalle menzogne dei generali dell'Aeronautica, ma si poteva avere
comunque altri stimoli,a partire dalle sollecitazione della Commissione
ministeriale e dalle inquietudini dell'opinione pubblica, per avere
atteggiamenti più determinati e costruttivi.
Un altro elemento molto significativo dalle sentenza
è costituito dalla scelta di ritenere responsabili di alto tradimento soltanto
in vertici della struttura militare, assolvendo tutti gli altri accusati in
quanto subordinati: è un ribaltamento concettuale significativo. Non si deve
più dunque parlare di alcuni personaggi all'interno dell'Aeronautica, ma
proprio dei vertici che responsabilmente operano contro la verità. Deve dunque
ritenersi ancora più inquietare il fatto che, quasi a trasmissione di un
impegno nefasto, i vari vertici che si sono succeduti, fino ad arrivare
all'attuale Capo di Stato Maggiore, hanno avuto nella vicenda , in vario modo,
comportamenti fortemente discutibili.
I giudici hanno sentenziato che il Governo, e di
riflesso il Parlamento, sono stati traditi, credo che spetti loro riprendere
l'iniziativa per cercare di colmare i vuoti che una azione contro la verità ha
provocato. Se è vero che rimane confermato lo scenario di presenze di aerei
attorno al Dc9 è ovviamente a livello internazionale che deve riprendere
l'iniziativa, proprio a partire da quei Paesi, amici e alleati, che sempre a
detta della Magistratura non hanno fino ad ora offerto adeguata collaborazione
Sen. Daria Bonfietti
(Articolo
apparso su L’UNITA' del 29 novembre
’04)