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Sport–Educazione
verso uno sport di utilità sociale
Siamo tutti d’accordo, in linea di principio, che lo sport possa e debba giocare un ruolo importante nella nostra società. La crisi dei valori, della famiglia e della scuola lascia i giovani sempre più soli, alla ricerca di ideali e di riferimenti che non possono certo ritrovare nel rumore delle discoteche, degli stadi e tanto meno alla televisione e in internet.
Lo sport in generale, l’associazionismo sportivo, le istituzioni competenti in questo campo non sempre sono preparati ad accogliere questa richiesta. Non riusciamo a superare l’idea che lo sport “di alto livello” non sia solo lo sport agonistico e che lo sport-educazione non debba essere relegato ad ruolo minoritario o comunque rivolto a chi pratica sport per hobby o per divertimento.
Si parla dell’importanza dell’educazione attraverso lo sport solo quando vengono portati alla ribalta incresciosi episodi di cronaca o solo quando qualche psicologo o pedagogista pone l’accento sul fatto che l’educazione deve non solo coinvolgere il corpo, ma addirittura partire da questo. Non si fa nulla per promuovere una cultura sportiva e mancano proposte chiare da presentare all’associazionismo, alle scuole, agli istruttori e ai genitori.
Il campione è ancora colui che raggiunge un traguardo sportivo, a volte anche a qualsiasi costo! Quando saremo pronti a premiare e far salire sul podio più alto, affinché servano da esempio agli altri, quelle persone che grazie ai principi morali appresi nella pratica sportiva si sono contraddistinti nella vita di tutti i giorni (a scuola, in famiglia, sul lavoro, …)?
Lo sport-educazione non è lo sport per i bambini o per i ragazzini che non hanno doti per fare attività agonistica. Lo sport-educazione non è in contrasto con la pratica agonistica, anzi l’attività agonistica potrebbe avere un risvolto educativo se vissuta nel modo corretto.
Non possiamo neppure continuare a confondere lo sport-educazione con l’attività ludica e ricreativa o con lo sport praticato per il benessere fisico (fitness). Tutti questi differenti modi di interpretare e vivere lo sport sono meritevoli di attenzione e rispetto; ma non per questo dobbiamo fare confusione.
Lo sport-educazione deve essere una pratica seria, impegnativa, dura, faticosa svolta da insegnanti qualificati e con un progetto educativo ben chiaro. Quando pensiamo allo “sport di utilità sociale” dobbiamo rivolgerci a persone (giovani o adulti) che praticano sport- educazione perché si rendono conto che questa esperienza ha un risvolto positivo nella loro quotidiano, e non solo in termini di salute fisica o di relax.
Il progetto:
Creare un presupposto condiviso - verso la ricerca di una cultura sportiva
Attraverso un ciclo di incontri con l’Associazionismo sportivo del Comune di Bologna sensibile all’argomento, organizzati dall’AICS comitato provinciale con l’ausilio di alcuni esperti del settore (pedagogisti, insegnanti, tecnici, educatori, psicologi), si intende compiere uno sforzo comune per giungere ad una definizione condivisa dello sport, secondo questa traccia iniziale:
- agonistico (ottenimento della prestazione, del record)
- educazione (di utilità sociale)
- ricreativo, sia strutturato che non (relax, tempo libero, socializzazione)
- fitness (salute, benessere)
Cercando di definire per ciascuna di queste categorie (che potranno essere modificate o ampliate) le caratteristiche peculiari, le finalità, i mezzi; in pratica quegli elementi essenziali che possono contribuire a distinguere tra loro i “vari tipi di pratica sportiva”.
Non si vuole redigere una “classifica” o una divisone tra “sport buono” e “sport meno buono”, che non ha senso e non è utile a nessuno. Riteniamo piuttosto necessario fare chiarezza sulle diverse modalità e finalità presenti all’interno delle pratiche sportive, al fine di riuscire a definire meglio le realtà associative, presentarsi in maniera chiara alla cittadinanza e alle istituzioni facendo chiarezza sul “servizio erogato”, migliorandone la qualità, il livello. Definire la connotazione principale di una attività può essere utile anche a definire e valutare le esigenze, le richieste e le offerte del servizio stesso.
Non bisogna dimenticare che spesso la pratica sportiva comprende simultaneamente molti aspetti e quindi può apparentemente appartenere a più categorie. La differenza essenziale sta nel “progetto”, nell’obiettivo principale che si intende perseguire. Ad esempio, se ci si pone l’obiettivo di vincere i campionati italiani di un determinato sport, evidentemente si deve passare da una buona preparazione atletica (che potremo definire inizialmente simile al fitness), ottenere un buon clima nella squadra (quindi creare momenti di socializzazione e relax), e così via. Rimane indiscusso il fatto, comunque, che questi momenti di preparazione ginnica e socializzazione amichevole sono subordinati e funzionali all’obiettivo primario, che è, in questo caso, il raggiungimento di una prestazione atletico-agonistica. Favorire un buon clima nella squadra per vincere il campionato non è fare sport educazione, l’obiettivo principale rimane all’interno dello sport-agonistico.
Gli incontri si proporranno di approfondire i seguenti temi:
- La valenza educativa dello sport: quale sport, quale educazione
- Fitness, agonismo e ricreazione … dove si collocano?
- L’efficacia del gesto e la bellezza dell’azione … chi è il campione?
- L’educazione fisica a scuola e prospettive per uno sport educativo.