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         Gnocchi ai gamberetti                                                       ve li consiglia: Federica Sabioni

(per 4 persone)

 

150 gr. di farina 100 gr. di gamberetti
200 gr. di burro 2 dl. di besciamella
250 gr. di acqua 2 dl. di panna da cucinare
4 uova 1 bicchierino di sherry
2 cucchiai di grana noce moscata, sale

 

Versate l’acqua in una casseruola e unite  150 grammi di burro e un po’ di sale: 

Quando comincia a bollire togliete dal fuoco e versate in un solo colpo la farina, poi rimettete sul fuoco mescolando in continuazione. 

Quando il composto si stacca dalle pareti togliete dal fuoco, fate intiepidire e unite le uova uno alla volta. 

Fate gli gnocchi e lessateli in abbondante acqua salata, poi disponeteli in una pirofila unta con un po’ di burro. 

Fate sciogliere in una padella i restanti  50 grammi di burro, unitevi i gamberetti sgusciati e fate rosolare a fiamma vivace. Aggiungete la panna, la noce moscata ed il bicchierino di sherry. 

Fuori dal fuoco incorporate la besciamella e versate tutto sugli gnocchi sui quali poi spargerete il formaggio grana. Fate gratinare in forno per circa 20 minuti e servite ben caldi.

 

 

IL GAMBERETTO

 

Vi sono innumerevoli specie di gamberi e gamberetti sparsi in tutti i mari che spaziano dalla grandezza di pochi millimetri a vari centimetri, variano dal trasparente ai colori più sgargianti.

 

Molti di loro vivono tra i tentacoli degli anemoni in una forma di simbiosi: in cambio di pulizia, l’anemone, con le sue propaggini  velenose,  tiene lontani  i predatori.

Altri prediligono le praterie di posidonie o le braccia dei crinoidi (di cui spesso assumono i medesimi colori per mimetizzarsi) ed altri ancora si nascondono tra le rocce in attesa del momento favorevole per uscire a procurarsi il cibo; alcuni poi si cibano dei residui organici che ricavano dalla pulizia dei pesci più grandi, i quali, a loro volta, accettano volentieri questo servizio.

Tutti i gamberetti appartengono alla classe dei crostacei: quello che si vede in foto è il Gamberetto maggiore, ovvero quello che normalmente viene presentato sulle nostre tavole.

Appartiene ad una specie molto comune e diffusa, lo possiamo trovare nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Atlantico, dalla Danimarca al Golfo di Guinea.

 

E’ presente nei fondali rocciosi ricchi di alghe, fra le distese di posidonie e nelle lagune, da una profondità di pochi metri fino a 15. Il corpo è trasparente, leggermente rosato con strisce trasversali sull’addome e può raggiungere gli  11 cm. di lunghezza.

 

Non ama la luce, infatti conduce vita notturna, uscendo col buio dalla tana per cercare i residui organici e gli organismi morti che costituiscono il suo cibo principale.

 

 


ci farebbe piacere sapere se questa ricetta vi e' piaciuta; mandateci i vostri commenti, consigli o, semplicemente, ............. elogi!

 

 

 

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