Le differenze nel livello dei prezzi in 20 comuni capoluogo

24 aprile 2008

   

L'Istat ha pubblicato nei giorni scorsi i primi risultati di una ricerca sui differenziali di livello dei prezzi al consumo in 20 comuni capoluogo basata sulla metodologia delle parità di potere d’acquisto. I dati sono stati elaborati dall'Istat per 20 città italiane, la maggior parte delle quali capoluogo di regione, con riferimento:

ai generi alimentari, distinguendo tra prodotti lavorati e prodotti non lavorati;

agli articoli di abbigliamento e calzature, distinguendo tra prodotti con marchio noto e prodotti generici;

agli articoli di arredamento, anche questi distinti tra prodotti con marchio noto e prodotti generici.

I prodotti presi in esame sono rappresentativi di più di un terzo della spesa complessiva delle famiglie italiane.

   

Sulla base dei dati diffusi dall'Istat, il Settore Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna ha redatto una breve nota, in cui viene esaminato in particolare il posizionamento di Bologna rispetto alle altre città. Nella nota vengono esaminati anche i dati relativi al mercato del lavoro e quelli sul prodotto interno lordo procapite, che vedono da sempre Bologna ai vertici delle graduatorie nazionali. In questo modo è quindi possibile avere un quadro più completo degli effetti del caro-vita, mettendo in relazione il livello assoluto dei prezzi con altre variabili, che incidono fortemente sul potere di acquisto delle famiglie.
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