Il ciclo degli affreschi era stato ideato quasi certamente da un padre della Compagnia e rispondeva al proposito didascalico di illustrare la visione cristiana della sapienza.

Nello sfondato che sovrasta la scala d’accesso sono dipinti dal Bertuzzi due putti che reggono un filatterio che incita alla ricerca della sapienza: "in omni animo tuo accede ad illam"(Liber Ecclesiastici, 6, 27). "con tutto il tuo animo accostati ad essa [la sapienza]".

L’invito è rivolto a chi è giovane e vuole volgersi verso beni permanenti e più preziosi dell’oro.

Si entra nell'atrio.

Nella volta è dipinta la Sapienza  su un trono di nuvole, che tiene nella mano destra il simbolo dell’eternità e nella sinistra una cornucopia da cui fuoriescono i simboli del potere religioso e temporale. Il putto ai suoi piedi la dice:
"primogenita ante omnem creaturam" (Liber Ecclesiastici, 24, 5), "nata prima di ogni creatura".

 

Nei quattro pennacchi della volta (uno dei quali viene mostrato) sono dipinti dal Bertuzzi dei putti con filatteri che citano dal testo biblico qualità della Sapienza.

 

"ex ore Altissimi prodivi" (Liber Ecclesiastici, 24, 5),
"dalla bocca dell'Altissimo sono uscita".

"Longitudo dierum in dextera eius" (Proverbiorum Liber, 3,16),
"lunga vita [tiene] nella sua destra".

"in sinistra illius divitiae et gloria" (Proverbiorum Liber, 3,16),
"nella sua sinistra ricchezza e gloria".

"in omni populo steti"(Liber Ecclesiastici, 24, 9),
"presso ogni popolo fui".

 

Da un ritratto ovale ad olio Monsignor Zambeccari, mecenate della biblioteca, guarda lo spettatore, mentre sulla parete opposta, incorniciato da stucchi, è un altro ovale ad olio con un Cristo benedicente.

 

L’ambiente è dilatato dall’architettura illusionistica dipinta dallo Scandellari sulla parete di fronte all’ingresso. Una preziosa balaustra lignea interrompe l’altezza della parete.

 

Si giunge nella libreria vera e propria. Nel grande affresco ovale della volta compare Salomone, illuminato dalla luce di Dio, guidata su di lui dalla Sapienza. Dio è rappresentato dal simbolo trinitario. La Sapienza è una figura femminile, seduta su un trono di nuvole. Salomone, inginocchiato, uomo tra gli uomini, ha pregato per ottenere il dono della sapienza, che ha come fonte Dio, secondo la tradizionale visione cristiana. Il putto ai piedi di Salomone conferma il buon esito della preghiera:

"venit in me spiritus sapientiae" (Liber Sapientiae, 7,7), "è sceso in me lo spirito della sapienza".

Il figurista è Giuseppe Marchesi, il quadraturista Pietro Scandellari.

Ai quattro lati dell’ovale vengono ricordati i fiumi (due noti e due sconosciuti, già citati come fiumi dell’Eden nel libro della Genesi, 2,10-14) alle cui piene fecondanti viene paragonata la sapienza nell’Ecclesiastico.

"Qui implet quasi Phison sapientiam /et sicut Tigris in diebus novorum, /…/qui multiplicat quasi Iordanis in tempore messis, /…/ et adsistens quasi Gehon in die vindemiae. ( Liber Ecclesiastici, 24, 35-37), "è lei [la legge di Dio] che sparge sapienza, come il fiume Fison/e il Tigri le loro acque in primavera, /..../che fa straripare l'intelligenza, come il Giordano nel tempo della mietitura, /.../che espande la dottrina come luce come il Gehon nel tempo della vendemmia".

La sapienza dilaga attraverso le terre, rappresentate dai paesaggi posti ai quattro lati della volta, ed alimenta le discipline simboleggiate negli affreschi delle semilunette, al di sotto delle quali, distinti per argomento, si trovavano i volumi della ricca biblioteca. Chiunque li accostasse dimostrava di voler seguire Salomone e di aspirare al dono più alto e duraturo: la sapienza.


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