PROTASI                                          OMERO, "Iliade", 1, vv. 1-8

L’opera si apre con l’invocazione alla dea e con una sintetica esposizione del tema centrale: questa struttura diverrà consueta nei poemi epici successivi.

Il poeta prega la dea-Musa di aiutarlo a narrare l’ira di Achille, il più forte dei combattenti greci; tale sentimento è stato scatenato da Agamennone, comandante in capo della spedizione contro Troia, che ha sottratto al figlio di Peleo, Achille appunto, la schiava di guerra Briseide.

Achille, sdegnato per questo motivo, si ritira dalla guerra, provocando gravi difficoltà al contingente greco.

L’ira è pertanto il tema principale dell’opera, è un evento particolare e circoscritto che rientra nel grande mito troiano.

Aedo_(autrice l'alunna Sofia Bonvicini)

Canta, o dea, l’ira di Achille  figlio di Peleo,
rovinosa, che mali infiniti provocò agli Achei
e molte anime forti di eroi sprofondò nell’Ade,
e i loro corpi fece preda dei cani
e di tutti gli uccelli; si compiva il volere di Zeus,
dal primo istante in cui una lite divise
l’Atride, signore dei popoli, ed Achille divino.
Ma chi fu, tra gli dei, colui che li spinse a contesa?

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