Il mito nel genere epico

BEOWULF


Il disegno è stato eseguito dall l'alunna Sofia Bonvicini)

 

La leggendaria e antichissima storia di Beowulf fu composta tra il VII e IX sec. d.C. da un anonimo scrittore d’origine sassone e narra le gesta del suo protagonista e le atrocità compiute dal mostro Grendel e da sua madre.

Grendel è, infatti, una delle più grandiose incarnazioni del male che sia mai apparsa in letteratura.

Beowulf, giovane eroe scandinavo, si impegnò con tutte le sue forze a sconfiggere Grendel e in seguito il terribile drago sputa fuoco, che dovette affrontare in tarda età; egli viene descritto come un eroe dall’incontaminata forza virile e a lui non vengono mai attribuiti né figli né moglie.Manoscritto di Bewulf dal Cotton Vittenius Manuscript

Così all’inizio del poema epico ci viene presentato l’eroe e la sua partenza per la Danimarca:

"I racconti di stragi e atrocità nella terra di Hrothgar giunsero alle orecchie del nobile guerriero Beowulf nella sua casa presso i Geti: era coraggioso, senza paura e dal cuore generoso.

Comandò di preparare una nave attrezzata per il viaggio; e voleva veleggiare sulla via dei cigni per andare in Danimarca. I suoi arditi seguaci lo accompagnarono nell’impresa. Il gruppo che lui radunò intorno a sé era molto coraggioso ed era formato da quattordici uomini risoluti, esperti e audaci, che si diressero verso la spiaggia dove li aspettava la nave. Venne l'ora di salire a bordo; la nave era nel porto sottostante la collina.

Nella stiva della nave erano al sicuro le scintillanti armature e le attrezzature da battaglia.

Sui flutti, la nave percorse in un solo giorno il suo tragitto con le vele gonfiate dal vento, finchè il sole del mattino dopo mostrò scogliere scintillanti.

Avevano attraversato il mare, il viaggiò finì e la nave gettò l'ancora. Gli uomini ringraziarono Dio che con la sua grazia aveva concesso un percorso sicuro nel loro viaggio nell'oceano".

Questa la cruenta storia che Beowulf apprese: in Danimarca, il re Hrothgar diede una festa nel suo palazzo, nel corso della quale il terribile mostro Grendel, spinto da una grande invidia per tanta felicità, fece irruzione e uccise gli uomini che dormivano nella grande sala. Da quella volta il mostro visitò il palazzo di Horthgar ogni notte.

Beowulf, una volta giunto alla corte del re Hrothgar, sentendo anche le suppliche del sovrano, si propose di porre fine alle continue stragi. Una notte, dopo una lotta estenuante, l’eroe riuscì nell’intento, ma il pericolo non era sventato, infatti la notte successiva la madre di Grendel voleva già vendicare la morte del figlio, uccidendo altri uomini. Così Beowulf seguì le sue tracce fino al lago in cui viveva, si gettò nell’acqua e raggiunse la tana del mostro; la lotta fu terribile, la feroce creatura cercò di ferirlo ma l’eroe ebbe la meglio. Quella sera venne data una grande festa in suo onore e il giorno dopo Beowulf partì alla volta della sua terra.

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Il mitico eroe diventò il re dei Geti e governò saggiamente il suo popolo, fino al momento in cui qualcuno non penetrò nell’ antro di un terribile drago sputa fuoco e ne risvegliò l’ira; questo percorse tutto il paese bruciando le case e la reggia di Beowulf, non lasciando più nulla di vivo.

Il re fu costretto ad una terza prova di coraggio e, dopo una lotta sfrenata con il mostro, riuscì ad ucciderlo anche se fu colpito mortalmente al collo; dopo la sua morte il popolo dei Geti precipitò verso la rovina e il mondo eroico cedette alla violenza.

Così Beowulf, che aveva rappresentato la purezza degli ideali eroici, ne proclamava il fatale fallimento.

 


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