Aspetti connotativi


E’ possibile individuare in molte immagini del romanzo aspetti nascosti e più significativi di ciò che la narrazione esprime in un primo momento. Queste immagini infatti esprimono aspetti connotativi intuibili dal contesto.

In particolare nel brano ‘La Noia’ ogni elemento della descrizione è funzionale alla delineazione dello stato d’animo di Emma e non è indipendente: assume invece significato in rapporto alla condizione intima della protagonista.

Attraverso queste immagini connotative che appartengono al livello di coscienza di Emma l’autore adotta il punto di vista del personaggio, e si identifica con esso per ottenere una narrazione realista.

Eccone alcuni esempi: "…tutta l’amarezza dell’esistenza gliela servivano, le pareva, sul piatto, e al fumo del bollito le salivano dal fondo dell’anima come altri fiotti di scoramento". Analizzando l’aspetto denotativo, questa immagine non è nient’altro che carne bollita servita su un semplice piatto, ma dal punto di vista connotativo assume grande significato. Infatti richiama la sofferenza di Emma e la forma circolare del piatto evidenzia lo stato di oppressione e di chiusura cui Emma è soggetta.

"…i boccioli di fior d’arancio erano gialli di polvere, e i nastri di raso, listati d’argento, si sfilacciavano sull’orlo. Lei lo gettò nel fuoco. Divampò subito come paglia secca. Poi fu simile a un cespuglio rosso, nella cenere, e lentamente si consumava, (…) infine s’ involarono su per il camino".

La figura del bouquet impolverato e rovinato rappresenta il deterioramento sia del rapporto tra la donna e il marito, sia la condizione psicologica di Emma. Inoltre, l’azione di bruciare il mazzo di fiori segna la fine decisiva del matrimonio ed è il presagio della morte non lontana di Emma.

Altre immagini riguardano il tema della morte, che si rivelerà al personaggio come il rifugio ultimo da una vita insoddisfacente e vuota.

"…Il vento sulla strada maestra alzava mulinelli di polvere ..." .

"…Fra le abetine presso la siepe il curato col tricorno che leggeva il suo breviario aveva perso il piede destro, e sulla faccia , dove il gesso si era scrostato per il gelo, aveva una lebbra bianca…".

Ulteriore immagine riferita simbolicamente alla vita infelice di Emma è quella della vigna "…come un gran serpente malato, sotto il ripiano del muro…".

Ancora il musicista ambulante è una figura estremamente rappresentativa in quanto simboleggia per Madame Bovary il contrasto esistente fra lei stessa e l’alta società: la miseria e la rudezza dell’uomo, infatti, contrastano non poco con la musica che esce dall’organetto, una musica che si suona (magari con strumenti diversi) anche nelle lussuose sale da ballo che Emma sogna. Dunque, per la protagonista anche questa figura è fonte di sofferenza, ma al tempo stesso di desiderio. Un’immagine analoga è quella dei cavoli: "…dai merletti d’argento con lunghi fili chiari che si stendevano dall’uno all’altro". I merletti di rugiada possono simboleggiare il mondo di sfarzo al quale Emma ha sempre desiderato appartenere e la cui visione la fa per un attimo sognare, distraendola dalla realtà che la circonda.

(Grimaldi, Porelli, Riffeser, Martelli, Melegari, 2^ai)

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