ALESSANDRO MANZONI
(Milano 7/3/1785 - 22/5/1873)

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Nasce nel 1785 da Giulia Beccaria e Pietro Manzoni. Il loro è un matrimonio difficile e si conclude con la separazione nel 1792.

Alessandro viene affidato alle cure del padre e portato al collegio dei Padri Somaschi; Giulia vive a Parigi con Carlo Imbonati e frequenta circoli culturali e mondani.

Quando l’Imbonati si trova in punto di morte, scrive ad Alessandro pregandolo di trasferirsi a Parigi presso la madre.

Nel 1805, in seguito alla morte di Carlo Imbonati, Alessandro si reca a Parigi, nonostante consideri la madre una sconosciuta.

A Parigi inizia una nuova esistenza per il Manzoni, che viene introdotto dalla madre negli ambienti da lei frequentati: conosce Fauriel, stringendo con lui una solida amicizia e confida in lui nel fargli leggere ogni suo progetto.

Frequenta con Giulia un gruppo di patrioti piemontesi. La sua vita sociale è condizionata dalla madre e legata ad essa.

Giulia stabilisce che per Alessandro è il momento di sposarsi, scegliendo per lui Enrichetta Blondel per la sua modestia e docilità d’animo. Enrichetta è di fede calvinista ma si converte prendendo esempio dal marito, a sua volta condizionato dalla madre.

Ma la conversione interna del Manzoni avviene qualche anno più tardi, nel 1810, quando (durante i festeggiamenti del matrimonio di Napoleone e Maria Luisa d’Austria) la protezione di una chiesa lo salva dall’esaltazione della folla facendogli ritrovare la moglie momentaneamente persa. Da quel momento le sue crisi nervose si fanno più forti: Manzoni è un uomo insicuro, bisognoso di certezze, vivvein una solitudine interiore e non ha molti rapporti interpersonali. Infatti, in varie occasioni rifiuta svariati riconoscimenti poichè non ama la gloria e la fama. E’ perseguitato dai rimorsi poichè la sua fede non gli sembra abbastanza tenace, e dalla paura di passeggiare solo; varie volte infatti nel romanzo I Promessi Sposi esalta l’ambiguità, l’irrazionalità e la potenza negativa di una massa tumultuosa: la folla.

Nel frattempo Manzoni continua a scrivere.

Nel 1822 ha già pubblicato due Odi: Marzo 1821 e il Cinque Maggio, e due tragedie, Il Conte di Carmagnola e l’Adelchi.

Già nel 1821 inizia una prima elaborazione del romanzo Fermo e Lucia.

Nel 1833 Manzoni subisce la perdita della moglie. Quattro anni più tardi si risposa con Teresa Borri Stampa nonostante la madre disapprovi. Ma pochi anni dopo, nel 1841, essa muore, lasciando tutto al figlio.

Nello stesso anno Manzoni si impegna a pubblicare il romanzo storico I Promessi Sposi in una veste nuova, nella quale sono particolarmente curate le immagini e le litografie.

Egli decide infatti di lavorare al suo progetto già dal 1830-1831 quando chiede aiuto al pittore Hayez per la realizzazione del progetto. Dopo un primo fallimento, Manzoni si rivolge, sotto consiglio di D’Azeglio, all’artista dell’epoca Gonin, famoso per la sua duttilità in tecniche e generi pittorici.

Il proposito dell’autore era quello di illustrare il testo al meglio e proprio per questo segue direttamente lo svolgimento dell’opera.

.Una delle sue richieste è la rappresentazione dei riferimenti storici e la documentazione dei fatti. Secondo Manzoni, le immagini dovevano anche servire al lettore come supporto visivo; avevano cioè una vera e propria funzione all’interno del testo.

Dopo la delusione causata dal fallimento del progetto, Manzoni nel 1844 subisce la perdita dell’amico Fauriel, che ricorda spesso nelle sue lettere. Da quel momento, con il passare del tempo le sue crisi peggiorano e la sua apprensione gli fa frequentare la chiesa sempre più spesso. Muore infatti in una chiesa nel 1873.

(Valentina Giannerini, Giorgia Soncin, M. Letizia Tega)

Natalia Ginzburg, La famiglia Manzoni, Sansoni
Fernando Mazzocca, Quale Manzoni, Il Saggiatore, 1985 Milano