Perché le Giornate Nazionali contro la vivisezione
I prossimi 12 e 13 marzo saremo chiamati in piazza per raccogliere fondi e firme
affinchè la normativa REACH, che l'Unione Europea si sta accingendo ad emanare, sia modificata,
sostituendo la prevista sperimentazione di prodotti chimici su animali, con i metodi alternativi.
Ma cos'è il REACH?
REACH ("Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals", cioè "Registrazione, Valutazione ed
Autorizzazione delle Sostanze Chimiche") è una normativa che avrà il compito di
definire il contesto del settore chimico dell'Unione Europea.
La proposta REACH prevede l'esecuzione di
test di tossicità per 30.000 sostanze che si trovano sul mercato da oltre vent'anni, ma che
non hanno mai subito controlli rigorosi.
Per eseguire i test previsti nella proposta REACH sono necessari
fino a 1700 animali per ogni singola sostanza tra ratti (la specie maggiormente
impiegata), topi, conigli, cani e scimmie. Questo significa che per testare le 30.000 sostanze finora selezionate
si uccideranno fino a 50 milioni di animali in tutta Europa, senza considerare
tutte le sostanze che verranno immesse in commercio in futuro.
Piattaforma LAV su REACH
Premesso che:
- il REACH rappresenta un'occasione unica per salvaguardare l'ambiente e
i consumatori e per ottenere informazioni chiare sui rischi legati all'utilizzo delle sostanze chimiche;
- le decine di migliaia di sostanze chimiche che si prevede di sottoporre a verifica si trovano sul mercato da
oltre 20 anni e di queste sono già disponibili dati sui loro effetti sull'organismo umano e sull'ambiente
in cui viviamo;
- i dati ottenuti dai test su animali sono inattendibili e non predittivi degli effetti di una sostanza sull'uomo,
poichè un composto chimico innocuo per gli animali risulta spesso tossico per la specie umana;
- molti dei prodotti chimici che si trovano in circolazione e che hanno effetti dannosi sui consumatori sono
stati immessi in commercio dopo una sperimentazione sugli animali incapace di rilevare i veri effetti sull'uomo;
- è stato dimostrato che l'impiego dei metodi in vitro e degli altri
metodi alternativi forniscono risultati scientificamente attendibili e predittivi degli effetti di una sostanza
sulla salute umana rispetto a quelli ottenuti con animali;
- i metodi alternativi generano risultati in tempi molto più brevi e a costi più contenuti permettendo
più rapidamente di intervenire su sostanze dannose per l'uomo;
- eseguire tutti i testi previsti dalla proposta REACH utilizzando gli animali
determinerebbe l'impossibilitā di ottenere dati prima di diversi anni, continuando ad esporre l'uomo e l'ambiente
a sostanze chimiche dannose.
Per quanto esposto la LAV considera il REACH un'importante opportunità di sviluppo
dei metodi alternativi e l'occasione per superare definitivamente un anacronistico e assurdo massacro di vite
animali. Condividiamo nel contempo l'esigenza di una maggiore sicurezza umana e per l'ambiente ma crediamo che tale sicurezza
possa essere conseguita efficacemente introducendo adeguate modifiche al REACH che
prevedano:
- di rendere pubblici e condividere i dati noti per le migliaia di sostanze che sono giā sul mercato e che
si intende testare;
- per le sostanze di cui non si dispone di dati, lo studio degli effetti della sostanza dovrà avvenire tramite
l'impiego dei metodi alternativi;
- di verificare le nuove sostanze tramite i metodi alternativi e tutti i metodi non animali disponibili (metodi
matematici in grado di predire i possibili effetti di un composto sulla base di similitudini con altri composti di cui
sono già noti gli effetti e studi epidemiologici);
- qualora, dopo aver utilizzato tutti i metodi alternativi, non fosse possibile valutare il livello di sicurezza
di alcune sostanze chimiche, le stesse andrebbero regolate sulla base del principio di precauzione. Ogni ulteriore
sperimentazione dovrebbe attendere la validazione di nuovi metodi e mai comunque il ricorso a test su animali.
In conclusione, la LAV considera i test chimici su animali scientificamente inattendibili e crudeli, quindi
rischiosi e inadatti a salvaguardare la salute dell'uomo e l'ambiente.
Riteniamo che la proposta REACH rappresenti un'occasione unica per
creare le basi di un'industria chimica sostenibile e sicura, che impieghi metodi di verifica avanzati, non cruenti e rispettosi della vita
di milioni di esseri viventi.