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VIVISEZIONE: SABATO 19 GIUGNO MANIFESTAZIONE LAV A BOLOGNA CONTRO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE CONDANNA A MORTE CANI E GATTI NEI LABORATORI DELL'EMILIA ROMAGNA.

LAV: APPELLO A REGIONE, COMMISSIONE UE E PARLAMENTO PER UNA NUOVA LEGGE. ANIMALI PROTETTI DALLA LEGGE NAZIONALE? SENZA AUTORIZZAZIONE SPECIFICA L'80% DELLE PROCEDURE SPERIMENTALI SU ANIMALI. GRAVE AUMENTO DELLA VIVISEZIONE IN DEROGA (20%).

Sabato 19 giugno  (dalle ore 15:30 alle 19) la LAV scende in Piazza Maggiore, a Bologna, per protestare contro la sentenza della Corte Costituzionale che, su ricorso del Governo, ha recentemente bocciato la Legge regionale dell'Emilia Romagna che limitava parzialmente il ricorso alla vivisezione. La sentenza condanna a morte centinaia di cani e gatti, inutilmente torturati nei laboratori, per tutelare gli interessi di chi lucra sulla pelle degli animali con il falso alibi di favorire una ricerca utile ai malati. La manifestazione sarà l'occasione per chiedere alla Regione di riproporre i contenuti della Legge in un nuovo provvedimento alla Commissione Europea e al nostro Parlamento una nuova legge in materia che garantisca agli animali quella protezione che non trova riscontro nella realtà.

La motivazione avanzata dalla Corte Costituzionale per annullare la Legge dell'Emilia Romagna "salva cani e gatti", in vigore dall'agosto 2002, è la salvaguardia dei principi fondamentali che devono essere dettati dal Governo e non dalle Regioni; secondo la sentenza, quindi, la Legge regionale in oggetto contravverrebbe al Decreto Legislativo 116/92 che regola la sperimentazione animale in Italia. La LAV giudica la sentenza sbagliata anche dal punto di vista giuridico, perché:

  • con la scusa di confermare allo Stato l'esclusiva di dettare i principi fondamentali sulla ricerca, cassa una norma regionale che interveniva solo su aspetti particolari;
  • non tiene conto della modifica già intervenuta e dettata da palazzo Chigi a cui non è seguito il promesso ritiro del ricorso;
  • scambia il principio di libertà di ricerca con il principio "faccio tutto quello che voglio senza alcun controllo": chiunque infatti, e sono oltre 500 i centri in Italia per oltre 900mila animali uccisi ogni anno , può aprire un centro di sperimentazione!
  • Definisce di "protezione degli animali" il Decreto Legislativo 116/92 sulla vivisezione, che protegge invece i vivisettori, ignorando l'esistenza di proposte di modifica a tale normativa, proprio per garantire un'effettiva protezione agli animali e per aggiornarne i contenuti;
  • permette alle Università di Bologna, Ferrara, Modena e Parma ed alle industrie farmaceutiche di riprendere gli esperimenti su cani e gatti. Nella regione, infatti, fino al 2001 sono stati autorizzati esperimenti "in deroga" su cani e gatti presso: l'Università di Parma (cani, gatti), l'Università di Bologna (gatti) e l'Università di Ferarra (gatti). A questi si aggiungono poi molte decine di altri animali tra topi, ratti, cavie, conigli, equini, bovini, suini, scimmie, uccelli e pesci.
  • Permette all'allevamento Morini di San Polo d'Enza (Reggio Emilia) di riprendere la vendita di cani per la vivisezione.

"I Supremi Giudici dimostrano di non conoscere la realtà della vivisezione, sia europea che italiana , parlando di limitazione della libertà di ricerca e di violazione dei principi - dichiarano Gianluca Felicetti e Roberta Bartocci, responsabili LAV del settore Vivisezione - Infatti oggi in Italia l'80% delle procedure sperimentali su animali vengono effettuate senza alcuna autorizzazione specifica da parte delle Autorità e le sperimentazioni in "deroga", cioè quelle condotte su cani, gatti, primati, specie in via d'estinzione e/o senza anestesia, risultano in grave aumento: il 20% del totale, mentre dovrebbero rappresentare l'eccezione e non la regola. Inoltre, da circa quattro anni a Bruxelles si lavora per la revisione della Direttiva Europea 86/609, recepita con il Decreto Legislativo. 116/92, a testimonianza della diffusa necessità di un aggiornamento dei principi della norma a livello internazionale".

E' evidente che la sentenza della Corte è stata dettata da interessi economici piuttosto che dall'amore per la giurisprudenza, dal momento che alle Regioni più volte è stato consentito di fissare delle deroghe ad altre normative di protezione degli animali: è accaduto per le galline ovaiole in batteria, per i vitelli a carne bianca e per la zootecnia biologica, ambiti nei quali, non si è esitato a violare principi nazionali in favore di interessi economici.

La LAV invita i cittadini a partecipare numerosi alla manifestazione organizzata per sabato 19 giugno a Bologna, alla quale parteciperanno anche i Consiglieri regionali Daniela Guerra (Verdi) e Antonio Nervegna (Forza Italia), "genitori" della Legge regionale bocciata, Davide Ferrari (Capogruppo DS al Consiglio Comunale di Bologna), Davide Celli (Consigliere comunale Verdi).

Per informazioni e/o adesioni: LAV Delegazione provinciale di Bologna 333.8175258 email: lav.bologna@infolav.org

Disponibile il Rapporto LAV: "La vivisezione in Italia, Regione per Regione" (maggio 2004).

17.6.2004

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