LAV

REACH

REACH ("Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals", cioè "Registrazione, Valutazione ed Autorizzazione delle Sostanze Chimiche") è una normativa che avrà il compito di definire il contesto del settore chimico dell'Unione Europea.
La proposta REACH prevede l'esecuzione di test di tossicità per 30.000 sostanze che si trovano sul mercato da oltre vent'anni, ma che non hanno mai subito controlli rigorosi.
Per eseguire i test previsti nella proposta REACH sono necessari fino a 1700 animali per ogni singola sostanza tra ratti (la specie maggiormente impiegata), topi, conigli, cani e scimmie.
Questo significa che per testare le 30.000 sostanze finora selezionata si uccideranno fino a 50 milioni di animali in tutta Europa, senza considerare tutte le sostanze che verranno immesse in commercio in futuro.

Piattaforma LAV su REACH

Premesso che:

  • il REACH rappresenta un'occasione unica per salvaguardare l'ambiente e i consumatori e per ottenere informazioni chiare sui rischi legati all'utilizzo delle sostanze chimiche;
  • le decine di migliaia di sostanze chimiche che si prevede di sottoporre a verifica si trovano sul mercato da oltre 20 anni e di queste sono già disponibili dati sui loro effetti sull'organismo umano e sull'ambiente in cui viviamo;
  • i dati ottenuti dai test su animali sono inattendibili e non predittivi degli effetti di una sostanza sull'uomo, poichè un composto chimico innocuo per gli animali risulta spesso tossico per la specie umana;
  • molti dei prodotti chimici che si trovano in circolazione e che hanno effetti dannosi sui consumatori sono stati immessi in commercio dopo una sperimentazione sugli animali incapace di rilevare i veri effetti sull'uomo;
  • è stato dimostrato che l'impiego dei metodi in vitro e degli altri metodi alternativi forniscono risultati scientificamente attendibili e predittivi degli effetti di una sostanza sulla salute umana rispetto a quelli ottenuti con animali;
  • i metodi alternativi generano risultati in tempi molto più brevi e a costi pi&uvgrave; contenuti permettendo più rapidamente di intervenire su sostanze dannose per l'uomo;
  • eseguire tutti i testi previsti dalla proposta REACH utilizzando gli animali determinerebbe l'impossibilità di ottenere dati prima di diversi anni, continuando ad esporre l'uomo e l'ambiente a sostanze chimiche dannose.

Per quanto esposto la LAV considera il REACH un'importante opportunità di sviluppo dei metodi alternativi e l'occasione per superare definitivamente un anacronistico e assurdo massacro di vite animali.
Condividiamo nel contempo l'esigenza di una maggiore sicurezza umana e per l'ambiente ma crediamo che tale sicurezza possa essere conseguita efficacemente introducendo adeguate modifiche al REACH che prevedano:

  • di rendere pubblici e condividere i dati noti per le migliaia di sostanze che sono già sul mercato e che si intende testare;
  • per le sostanze di cui non si dispone di dati, lo studio degli effetti della sostanza; dovrà avvenire tramite l'impiego dei metodi alternativi;
  • di verificare le nuove sostanze tramite i metodi alternativi e tutti i metodi non animali disponibili (metodi matematici in grado di predire i possibili effetti di un composto sulla base di similitudini con altri composti di cui sono già noti gli effetti e studi epidemiologici);
  • qualora, dopo aver utilizzato tutti i metodi alternativi, non fosse possibile valutare il livello di sicurezza di alcune sostanze chimiche, le stesse andrebbero regolate sulla base del principio di precauzione. Ogni ulteriore sperimentazione dovrebbe attendere la validazione di nuovi metodi e mai comunque il ricorso a test su animali.

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News Salviamo i cavalli vivisezionati dall'Università di Bologna

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Le quote associative e le attività sono finalizzate unicamente all'autofinanziamento delle iniziative e alla copertura delle spese sostenute dall'Associazione nel raggiungimento degli obiettivi statutari e, comunque, non rappresentano per l'Associazione una fonte di lucro.

La LAV ha diffidato, tramite l'avvocato Giovanni Adamo, il Responsabile dell'Unità di Ricerca del Dipartimento Clinico Veterinario dell'Università degli Studi di Bologna, prof. Cesare Galli, nonché il Direttore dello stesso Dipartimento, prof. Paolo Famigli Bergamini, dal sopprimere tre cavalli sottoposti ad una sperimentazione presso lo Stabulario della Facoltà di Medicina Veterinaria, sotto la diretta responsabilità del prof. Alessandro Spadari.
Oltre ai pareri tecnici sottoscritti dal Dirigente Medico Veterinario dott. Enrico Moriconi e dal Medico Chirurgo dr. Stefano Cagno, che esprimono perplessità circa la metodica proposta di soppressione dei cavalli, la LAV ricorda che per un esperimento analogo all'Università degli Studi di Pisa, vi è stata la piena riabilitazione degli animali coinvolti.
Lo stesso Ministero della Salute, inoltre, nell'autorizzare l'esperimento, aveva suggerito che dovesse "essere valutata con attenzione l'eventuale reimmissione dei soggetti nella loro filiera zootecnica di provenienza."
Unitamente alla diffida, la LAV ha presentato istanza di affidamento dei tre cavalli, come previsto dalle norme in vigore.

Clicca qui per partecipare alla protesta e sostenere la LAV nella richiesta di affidamento dei tre cavalli.