LAV

Campagna contro l'allevamento intensivo dei polli

L’allevamento intensivo dei polli al momento non è disciplinato da alcuna legge specifica, nazionale od europea: 5 miliardi di polli (450 milioni solo in Italia) vengono allevati nella discrezionalità delle industrie della carne.
Il risultato sono animali ridotti a "macchine da carne": selezionati geneticamente per crescere più in fretta, rinchiusi per tutta la loro brevissima vita in un capannone sovraffollato, vittime di molte gravi patologie e curati con antibiotici per evitare che muoiano prima di giungere all’et&argave; adatta per la macellazione.

Ma adesso possiamo cambiare le cose, possiamo dire basta agli allevamenti intensivi.

Per la prima volta l'Unione Europea si sta apprestando a regolamentare in modo specifico questo settore, con una Direttiva Europea che sarà emanata nei prossimi mesi.
L’attuale proposta in lavorazione è fortemente orientata a garantire gli interessi dell’avicoltura europea, senza considerare il benessere degli animali ed i rischi per la salute umana.
La LAV si sta impegnando per modificare questa proposta e ottenere una normativa più favorevole agli animali e alla salute di tutti.
Proponiamo il progressivo smantellamento dell’allevamento intensivo dei polli e la riconversione a sistemi di allevamento all’aperto, più rispettosi degli animali e della salute umana; chiediamo la fine delle pratiche di selezione genetica.

Il 15 e il 16 ottobre potrai trovarci nelle principali piazze italiane.
Ai tavoli LAV riceverai materiale informativo e potrai sostenere la nostra campagna con una firma sulla petizione rivolta al Governo italiano affinchè si schieri in sede Europea contro l’allevamento intensivo e la selezione genetica di questi animali. Per dare maggiore forza a questa campagna, raccoglieremo fondi attraverso la cessione di un gadget appositamente realizzato per l’occasione: con una donazione minima di 10 €, riceverai una confezione contenete due sacchetti di legumi e cereali ed un simpatico ricettario vegetariano.

Ancora una volta abbiamo bisogno del tuo aiuto, ti chiediamo di essere al nostro fianco in questa difficile campagna, per dare più forza alla nostre richieste di maggior rispetto per gli animali e per la tutela della salute di tutti.

News Salviamo i cavalli vivisezionati dall'Università di Bologna

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per essere sempre informato sulle nostre iniziative:

Nome

Cognome

Cittá

E-mail (*)

Professione

(*) = campo obbligatorio

 

Viaggi bestiali

Basta pellicce Basta pellicce

Per informazioni:

LAV

Delegazione Provinciale di Bologna

333.81.75.258

Le quote associative e le attività sono finalizzate unicamente all'autofinanziamento delle iniziative e alla copertura delle spese sostenute dall'Associazione nel raggiungimento degli obiettivi statutari e, comunque, non rappresentano per l'Associazione una fonte di lucro.

La LAV ha diffidato, tramite l'avvocato Giovanni Adamo, il Responsabile dell'Unità di Ricerca del Dipartimento Clinico Veterinario dell'Università degli Studi di Bologna, prof. Cesare Galli, nonché il Direttore dello stesso Dipartimento, prof. Paolo Famigli Bergamini, dal sopprimere tre cavalli sottoposti ad una sperimentazione presso lo Stabulario della Facoltà di Medicina Veterinaria, sotto la diretta responsabilità del prof. Alessandro Spadari.
Oltre ai pareri tecnici sottoscritti dal Dirigente Medico Veterinario dott. Enrico Moriconi e dal Medico Chirurgo dr. Stefano Cagno, che esprimono perplessità circa la metodica proposta di soppressione dei cavalli, la LAV ricorda che per un esperimento analogo all'Università degli Studi di Pisa, vi è stata la piena riabilitazione degli animali coinvolti.
Lo stesso Ministero della Salute, inoltre, nell'autorizzare l'esperimento, aveva suggerito che dovesse "essere valutata con attenzione l'eventuale reimmissione dei soggetti nella loro filiera zootecnica di provenienza."
Unitamente alla diffida, la LAV ha presentato istanza di affidamento dei tre cavalli, come previsto dalle norme in vigore.

Clicca qui per partecipare alla protesta e sostenere la LAV nella richiesta di affidamento dei tre cavalli.