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Laissez nous grandir ici
Poche parole, semplici. ma efficaci: Laissez nous
grandir ici.
Questo l'appello dei
bambini figli di sans-papier che in Francia dal
settembre 2006 sono ricercati dalla polizia per essere espulsi con i loro
genitori, grazie alle decisioni prese dall'allora Ministro degli
Interni, ora Presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy.
Moltissimi genitori e insegnanti hanno deciso di costituire una rete di
resistenza, la resf, e di prendere questi bambini sotto la loro
protezione, così come si legge nel loro primo appello
che risale al luglio 2006.
Si sa ultimamente essere come "Sarko" va
di moda, a Milano poi moltissimo.
La storia dei bambini figli di "clandestini" esclusi dalle scuole
dell'infanzia milanesi continua.
Lunedì 11 febbraio l'Ordinanza
del Giudice Claudio Marangoni sembrava aver segnato una svolta nell'intera
vicenda. A seguito del ricorso presentato da una mamma marocchina
nell'interesse della figlia minore, il Giudice ha ordinato al Comune di
Milano la cessazione del suo comportamento discriminatorio.
Nei giorni immediatamente successivi sembrava che l'Assessore Mariolina Moioli volesse modificare la
Circolare sulle iscrizioni incriminata, per dar seguito all'ordinanza del
Giudice, senza riconoscere il diritto a tutti i bambini che vivono a Milano
di frequentare la scuola dell'infanzia, ma solo accogliendo i figli di
clandestini che hanno abituale dimora a Milano e affidando tutti gli altri ai
servizi sociali.
La linea dell'Assessore Moioli non è stata però
condivisa, così come in altre occasioni, dalla sua stessa maggioranza. Lega,
AN e Forza Italia hanno infatti preteso che il
Comune di Milano presentasse ricorso contro l'Ordinanza del Giudice
Marangoni, e così è stato. La voce di alcuni
esponenti si è anche levata minacciosa, alludendo al fatto che con il nuovo
Governo Berlusconi episodi di questo tipo non
potranno più verificarsi.
Sta di fatto che la Giunta milanese ha deciso oggi,
con il Sindaco Moratti in testa, di procedere in
tal senso: si darà seguito all'Ordinanza, non si sa bene in che modo, così
come sostiene
lo stesso MPI, ma
contemporaneamente il Comune presenterà ricorso contro l'Ordinanza stessa.
Questa la cronaca giudiziaria. Parliamo del resto.
Tutta questa vicenda sembra non interessare la maggior parte dei
cittadini milanesi, tanto meno quelli italiani, ma solo i palazzi: da una
parte il Comune di Milano, dall'altra il Ministero della Pubblica Istruzione.
A colpi di dichiarazioni sui giornali e carte bollate il conflitto procede,
ma è solo un regolamento di conti per l'esercizio del potere, nient'altro.
Chi sono allora questi bambini e i loro genitori? Delinquenti, assassini,
spacciatori, come leghisti, fascisti e forzisti
vogliono far credere?
La mamma marocchina che ha avuto il coraggio di esporsi al rischio di espulsione per difendere il diritto di sua figlia ad
andare a scuola, è una donna come
tante, ha avuto solo la disgrazia di perdere il lavoro, come accade a
tanti di questi tempi, e per questo di non poter rinnovare più il suo
permesso di soggiorno. Niente di più.
Dove sono allora? Sono vicino a noi, ma non ce ne accorgiamo
perché sono come noi, non hanno niente che li distingua dagli altri genitori
o dagli altri bambini, per tutti lo stesso desiderio, far crescere bene i
propri figli e voler crescere bene qui a Milano, in Italia. Niente di più.
Per molto tempo mi sono
chiesto dove fossero per davvero e poi mi sono accorto che li
incontro tutti giorni: mamma, papà, bambino e bambina. Il bambino frequenta
la scuola elementare che frequentano le miei figlie,
il papà ha perso da poco il lavoro regolare e per portare avanti la famiglia
è stato costretto a trovarne un altro, in nero però. Un
lavoro che permette loro di vivere dignitosamente, ma che non permette di
mandare la bambina alla scuola dell'infanzia. Per lei infatti sarebbe dovuto essere questo il primo anno, ma
mamma e papà sono terrorizzati all'idea di essere espulsi e quindi hanno
deciso di tenerla a casa. Tutto questo si sa perché la mamma si è confidata
con le altre mamme fuori da scuola all'uscita dei
bambini. A nulla sono valsi i tentativi per cercare di convincerla a iscrivere la bambina ugualmente, garantendole la
solidarietà e l'aiuto degli altri genitori: niente, è prevalsa la paura, la
paura di non poter più far crescere qui i loro figli. Meglio a Milano senza
asilo che altrove senza casa, lavoro e in un Paese che i loro figli conoscono
appena.
Quanti saranno i genitori
spaventati da tutta questa vicenda, che non intendono rischiare l'espulsione
e rinunciano per questo a mandare a scuola i loro figli? Almeno due di
sicuro.
Anche se la Circolare sarà
modificata ormai l'effetto previsto si è già
verificato: i genitori sono stati spaventati e questo è stato sufficiente per
raggiungere l'obiettivo.
Indipendentemente dalle
circolari, le ordinanze, ma anche dalle manifestazioni
davanti a Palazzo Marino, proviamo a cercarli e a "prenderli sotto la
nostra protezione". Così come è accaduto in
Francia nonostante "Sarko", può accadere
a Milano nonostante la Moratti.
Milano, 15 febbraio 2008
Mario Piemontese
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