Comitato bolognese Scuola e Costituzione

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Perché la toppa non sia peggio del buco. Quali sono gli impegni per la scuola che chiediamo a Comune e Provincia di Bologna.

 

In queste settimane il Comitato e alcuni rappresentanti dell’assemblea delle scuole di Bologna hanno incontrato le due nuove assessore alla scuola del Comune e della Provincia di Bologna alle quali hanno consegnato un documento di analisi e proposte.

La situazione che si rischia di creare a settembre nella scuola sarà pesante. I dati forniti ieri dalle assessore lo confermano.

Non tutto è perduto però. E’ notizia di questi giorni che il Provveditore di Milano ha ottenuto 1.000 posti in più. Anche a Bologna c’è spazio per un intervento immediato delle nuove Giunte verso il Ministero, che prosegua l’azione messa in campo nei mesi precedenti, mettendo in evidenza l’assurdità dei tagli in presenza di aumento demografico: 391 insegnanti e 117 tecnici e amministrativi in meno. 3.050 studenti in più.

Attendiamo poi che l’impegno preso dal Sindaco uscente per un ricorso avverso questi provvedimenti diventi realtà.

In ogni caso ci sarà da patrocinare il ricorso delle centinaia di genitori che si troveranno senza posto nella scuola dell’infanzia (mancano 19 classi statali, 453 bambini sono in lista d’attesa) e senza tempo pieno (57 sezioni in più richieste e non attivate) e che verranno privati di un diritto costituzionale.

Questi sono i primi impegni che abbiamo chiesto alle assessore per salvaguardare la qualità della nostra scuola.  

Solo dopo che saranno state messe in campo iniziative di lotta e atti concreti di contrasto, si potrà avviare la discussione su eventuali interventi compensativi delle amministrazioni locali.

L’assessora Lembi promette interventi di qualità e si impegna ad un ampia consultazione per trovare soluzioni. Apprezziamo la proposta e concordiamo con lei che qualunque intervento dovrà mantenere la qualità oggi presente nella nostra scuola.

Tale qualità si basa sulla presenza di un tempo scuola lungo, che permette un apprendimento disteso e capace di intervenire sui bambini con difficoltà.

Per mantenere questi livelli di qualità c’è un’unica soluzione: l’utilizzo di personale insegnante abilitato oggi presente sia nelle graduatorie della scuola dell’infanzia del Comune di Bologna sia in quelle dell’Ufficio scolastico provinciale.

Questo faceva il Comune di Bologna 40 anni fa, questo è stato fatto due anni fa dalla Giunta uscente che ha assunto 5 insegnanti presi dalle sue graduatorie per inserirli in 5 sezioni dell’infanzia statale che altrimenti avrebbero funzionato solo a metà tempo.

Genitori e insegnanti non accetteranno soluzioni “ricreative” gestite da soggetti privati che farebbero solo il gioco della Gelmini e sancirebbero l’accettazione del principio della diminuzione del tempo scuola con gravi ripercussioni culturali sulle famiglie disagiate.

I genitori hanno scelto la scuola dell’infanzia e quella elementare a tempo pieno con due insegnanti per classe per il loro valore didattico ed educativo e non accetteranno soluzioni di doposcuola.

Le decine di insegnanti precari che perderanno il posto di lavoro nelle scuole statali a settembre chiederanno conto al Comune di soluzioni che li taglino fuori.

Come ha affermato l’Assessore regionale Sedioli: “serve più scuola e più qualificata, non meno docenti”

 

Bologna 29/07/09