Armando Simoni (1891-1958) 


Alla fine della Prima Guerra Mondiale (1915-1918) il cav. Armando Simoni si avvicina, con razionale calcolo commerciale, ad un mondo per lui non ancora del tutto esplorato. Si presenta, infatti, la necessità di riparare le prime stilo che i nostri soldati hanno portato dal fronte e delle quali i militari americani si erano serviti per primi, contribuendo a diffonderne la conoscenza, perché é proprio negli Stati Uniti che é nata la penna stilografica. Le capacità del cav. Simoni nel campo della meccanica di precisione lo inducono ad effettuare un servizio di riparazione e ricondizionamento fino alla completa ricostruzione di alcuni particolari difficilmente reperibili. In un momento in cui non era possibile pensare in termini attuali all’esistenza di reti di assistenza per prodotti internazionali, Simoni fu davvero un pioniere.

In seguito al successo di questa nuova attività, nel giugno del 1925, il cav. Simoni può finalmente registrare il suo marchio: Officine Meccaniche Armando Simoni, o più semplicemente OMAS, un nome facile da ricordare e da pronunciare in quasi tutte le lingue. Dal piccolo laboratorio che era, la OMAS evolve presto in un’Azienda all’avanguardia dove la creatività, le conoscenze tecniche e la forte genialità del Cav. Simoni si sublimano anche nella creazione di originali macchinari ed attrezzature per la zigrinatura e la faccettatura delle penne, per il taglio, la sagomatura e la smerigliatura dei pennini. Dal 1925 fino allo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale, l’intuito di Simoni si rivela provvidenziale nel fare grandi scorte di ebanite e celluloide, materiali indispensabili per la produzione delle penne. Questo consente alla sua azienda un’ampia autonomia produttiva ed una conseguente affermazione sui diversi mercati.

L’estro di Armando Simoni si concretizza anche in una serie di prodotti unici nel loro genere e oggi molto ricercati dai collezionisti, ed in una serie sbalorditiva di brevetti che hanno segnato per sempre la storia della stilografica. Alcuni esempi sono la "penna del Dottore" dalle forme inusuali e dotata di un apposito spazio per l’alloggiamento di un minuscolo termometro clinico; la stilografica attrezzata con due serbatoi per contenere inchiostri di diverso colore nonché due pennini alternativamente selezionabili; la straordinaria ‘colorado’ a forbice; il caricamento a stantuffo tuffante; la mitica 361 con pennino a due posizioni per la scrittura normale ed il ricalco. E’ comunque nel 1932 che raggiunge l’apice del successo, quando viene presentata la linea faccettata dodecaedrica che, grazie all’inarrivabile equilibrio estetico che la caratterizza, diventerà l’insuperato cavallo di battaglia della OMAS per i lustri a venire.

ALCUNI  BREVETTI

Stando all'archivio di OMAS, il primo brevetto ufficiale della casa risale al 1927 anche se, in realtà, particolare ed esclusive lavorazioni già in precedenza erano state adottate ed applicate sulla produzione. Si trattava, in massima parte, del metodo Guillochè, adatto a penne sia d'ebanite che in oro, tanto ben eseguito da lasciare stupiti ancora oggi per la bellezza del disegno riprodotto.

1927 Penna a serbatoio con riempimento automatico ed apposito spazio per termometro clinico

Si tratta di una stilografica di originale forma piatta, concepita in modo tale da consentire il posizionamento interno di un piccolo termometro; venne definita la penna del medico.

1928 Posa penna stilografica da tavolo

E' il primo boccale prodotto. Di forma assai elegante e raffinata ottenne subito l'immediato consenso dalla più attenta clientela.

1930 Perfezionamenti tecnici apportati sul conduttore porta pennino delle stilografiche

Possibilità di intercambiare il pennino normale per stilografica con altri da cannetta in acciaio.

1932 Faccettata con caricamento a levetta e vera alla greca

Questa collezione, per quanto priva di particolare innovazione tecnica si è sempre distinta perché tangibile sintesi di tutte le peculiarità che dovrebbe avere una stilografica: bellezza ed eleganza, funzionalità d'uso, solidità, lunga durata nel tempo, pennino morbido ed elastico.

1936 Perfezionamento nel dispositivo di riempimento di penne stilografiche

Nasce nella penna Lucens il sistema di caricamento a stantuffo tuffante che permette di eliminare gomma e molla ampliando, allo stesso tempo, la capacità del serbatoio che inoltre è trasparente, dando quindi il nome alla stessa stilo.

1948 Perfezionamento su stilografiche e pennini

Con la 361 (brevetto internazionale) unica stilografica ad avere l'asse longitudinale della stilo passante esattamente sulla punta del pennino (coassiale), Armando Simoni suscita meraviglia tra la concorrenza. Attraverso l'opportuna rotazione del porta pennino, permette all'utilizzatore di poter impiegare la penna per scrittura rigida o flessibile e quindi di praticare calligrafia, disegno ed anche ricalco. Tentativi d'imitazione non sono mancati, anche se privi di risultato, come le offerte molto allettanti di acquisizione del brevetto da parte della maggiore concorrente a livello mondiale.

1949 Dispositivo di caricamento a stantuffo per stilografica

Quello in uso ancora oggi.


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