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Con la sua attività di ricerca, il CFR integra
le tecniche più valide ed efficaci nel campo della comunicazione,
del potenziamento delle risorse umane, dello sviluppo personale
e del problem solving individuale e di gruppo, promuovendone
la diffusione attraverso vari percorsi di formazione.
L'attività formativa si rivolge a diversi ambiti: clinico,
didattico, aziendale, sociale e comunitario, facendo dei
criteri dell'efficacia e dell'efficienza il proprio punto di
riferimento. Il CFR intende attuare una svolta nel settore
delle psicotecnologie tese a migliorare la qualità della
vita.
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Svolge attività di ricercatore sulla possibilità
d'integrazione tra le più attuali ed efficaci tecniche
di problem solving in materia di disagio psichico. É
promotore e presidente del CFR.
Cos'è la PNL?
La Programmazione
Neurolinguistica, altrimenti conosciuta
come PNL, non è una teoria, né una semplice
metodologia, bensì un particolare approccio allo studio
del comportamento umano. Essa nasce circa trent'anni or sono
dalle ricerche di Richard Bandler, matematico ed informatico,
e di John Grinder, professore di linguistica, quale risultato
dell'osservazione sistematica del lavoro dei "maghi"
della psicoterapia, quali Milton Erickson, Virginia Satir,
Fritz Perls, così come di professionisti in grado di
raggiungere regolarmente risultati eccellenti.
La PNL agisce individuando la "struttura dell'esperienza
individuale", il "come" una persona sviluppa
certi comportamenti ed ottiene certi risultati, sia desiderabili
che indesiderabili, e si pone come obiettivo il pieno utilizzo
delle risorse individuali finalizzato allo sviluppo personale.
La PNL ha messo a punto molteplici tecniche che permettono
di sfruttare in modo naturale l'innata capacità del
nostro cervello ad apprendere in modo istantaneo, tenendo
conto del fatto che i nuovi apprendimenti si traducono in
nuovi comportamenti.
Le caratteristiche fondamentali della PNL.
Il "cambiamento istantaneo": le strategie e le tecniche usate in PNL funzionano sulla base del principio secondo il quale la nostra condizione dipende da come "usiamo la testa", momento per momento. Come si può ben capire questo principio esclude il passato come causa dei nostri problemi, i quali possono così essere "fatti a pezzi", scomposti nelle loro componenti. È un po' come se ci trovassimo nella necessità di trasportare un'auto con una carriola: l'auto è molto più grande della carriola e quindi l'unico modo di procedere è smontare l'auto e trasportarla pezzo per pezzo.
I "sistemi
rappresentazionali":
il cambiamento istantaneo avviene agendo sui sistemi rappresentazionali,
che costituiscono la base dell'attività psichica. In psicologia
si parla molto del processo di pensiero, senza tuttavia individuare
i suoi costituenti elementari, vale a dire immagini, suoni,
sensazioni, rappresentazioni gustative e olfattive. Agendo
direttamente sulle rappresentazioni interne è possibile impartire
al nostro cervello precisi comandi sul cosa vogliamo che faccia.
C'è la stessa differenza del dire a qualcuno
"Vieni a casa mia" oppure "Prendi
l'auto, esci dal parcheggio, arriva fino alla piazza Tal dei
Tali, poi continua dritto per 200 metri e gira a destra al
3° semaforo, fermati al n° 5 e suona al campanello su cui
c'è scritto "Mario Rossi" e sei arrivato!".
Il comportamento come risultato: spesso dividiamo i nostri comportamenti in successi ed insuccessi. Pensiamo che i primi ci hanno condotto ad ottenere un risultato, mentre i secondi no. In realtà, ogni nostro comportamento conduce ad un risultato e quindi, per un certo verso, ad un successo, solo che a volte questo risultato non ci piace. Il punto è che la stragrande maggioranza dei nostri comportamenti è guidata da una sorta di "programma automatico", che gira al di sotto della soglia di consapevolezza. Nel caso di quei comportamenti definiti come "disagio", la possibilità di individuare questo meccanismo automatico risulta di estrema importanza, in quanto permette di capire come una persona sta letteralmente "creando" il proprio problema. Senza conoscere il modo in cui noi creiamo i nostri problemi diviene difficile risolverli in tempo reale e questo è uno dei motivi per cui spesso si pensa al cambiamento come ad un percorso lungo e faticoso.
Il cambiamento a livello "formale": una lunga tradizione di pensiero psicologico ci ha abituati a pensare che per risolvere i nostri problemi occorra conoscerne il contenuto. Per la verità, il vero cambiamento riguarda soprattutto la forma dei nostri processi interni, piuttosto che il loro contenuto: mentre i contenuti cambiano continuamente, la struttura dell'"esperienza individuale" tende ad essere stabile nel tempo. Un esempio è dato dalla tendenza che molti di noi hanno ad allacciare rapporti con persone diverse ma che riflettono gli stessi tratti di personalità, a ritrovarsi in situazioni analoghe, a mettere in atto le consuete dinamiche comportamentali. Di conseguenza, un cambiamento stabile non tocca necessariamente il livello del "cosa" bensì quello del "come".
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