Centro di Formazione e Ricerca in PNL e Ipnosi
PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA

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CFR - Via de' Griffoni 10/2 - 40123 Bologna
telefono 051.232044
e-mail: cfr@neurolinguistic.net 

 


Chi siamo?

Il CFR è il Centro di Formazione e Ricerca in PNL e Ipnosi moderna con sede a Bologna, che si pone l'obiettivo di diffondere la Programmazione Neurolinguistica attraverso conferenze, seminari e corsi. 

In collaborazione con la 
Rete Civica Iperbole 
Comune di Bologna
 
e
Seabo S.P.A.

 

© CFR 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





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          Con la sua attività di ricerca, il CFR integra le tecniche più valide ed efficaci nel campo della comunicazione, del potenziamento delle risorse umane, dello sviluppo personale e del problem solving individuale e di gruppo, promuovendone la diffusione attraverso vari percorsi di formazione. 
L'attività formativa si rivolge a diversi ambiti: clinico, didattico, aziendale, sociale e comunitario, facendo dei criteri dell'efficacia e dell'efficienza il proprio punto di riferimento. Il CFR intende attuare una svolta nel settore delle psicotecnologie tese a migliorare la qualità della vita.

 

Stefano Boschi, psicologo, docente di "Teoria e tecnica della comunicazione" presso la C.S.A.M. (Scuola di Counseling con sede a Pavia), NLP Master Trainer e Advanced Hipnotherapist. Ha pubblicato Il potere del cambiamento (trattato di Programmazione Neurolinguistica) su www.vertici.it , testo in cui raccoglie e rielabora i contenuti di tutta la letteratura italiana sull'argomento. 

 

Svolge attività di ricercatore sulla possibilità d'integrazione tra le più attuali ed efficaci tecniche di problem solving in materia di disagio psichico. É promotore e presidente del CFR.

Cos'è la PNL?

          La Programmazione Neurolinguistica, altrimenti conosciuta come PNL, non è una teoria, né una semplice metodologia, bensì un particolare approccio allo studio del comportamento umano. Essa nasce circa trent'anni or sono dalle ricerche di Richard Bandler, matematico ed informatico, e di John Grinder, professore di linguistica, quale risultato dell'osservazione sistematica del lavoro dei "maghi" della psicoterapia, quali Milton Erickson, Virginia Satir, Fritz Perls, così come di professionisti in grado di raggiungere regolarmente risultati eccellenti.

           La PNL agisce individuando la "struttura dell'esperienza individuale", il "come" una persona sviluppa certi comportamenti ed ottiene certi risultati, sia desiderabili che indesiderabili, e si pone come obiettivo il pieno utilizzo delle risorse individuali finalizzato allo sviluppo personale. La PNL ha messo a punto molteplici tecniche che permettono di sfruttare in modo naturale l'innata capacità del nostro cervello ad apprendere in modo istantaneo, tenendo conto del fatto che i nuovi apprendimenti si traducono in nuovi comportamenti.

Le caratteristiche fondamentali della PNL.
    
Il "cambiamento istantaneo": le strategie e le tecniche usate in PNL funzionano sulla base del principio secondo il quale la nostra condizione dipende da come "usiamo la testa", momento per momento. Come si può ben capire questo principio esclude il passato come causa dei nostri problemi, i quali possono così essere "fatti a pezzi", scomposti nelle loro componenti. È un po' come se ci trovassimo nella necessità di trasportare un'auto con una carriola: l'auto è molto più grande della carriola e quindi l'unico modo di procedere è smontare l'auto e trasportarla pezzo per pezzo.

I "sistemi rappresentazionali": il cambiamento istantaneo avviene agendo sui sistemi rappresentazionali, che costituiscono la base dell'attività psichica. In psicologia si parla molto del processo di pensiero, senza tuttavia individuare i suoi costituenti elementari, vale a dire immagini, suoni, sensazioni, rappresentazioni gustative e olfattive. Agendo direttamente sulle rappresentazioni interne è possibile impartire al nostro cervello precisi comandi sul cosa vogliamo che faccia. C'è la stessa differenza del dire a qualcuno "Vieni a casa mia" oppure "Prendi l'auto, esci dal parcheggio, arriva fino alla piazza Tal dei Tali, poi continua dritto per 200 metri e gira a destra al 3° semaforo, fermati al n° 5 e suona al campanello su cui c'è scritto "Mario Rossi" e sei arrivato!".


Il comportamento come risultato: spesso dividiamo i nostri comportamenti in successi ed insuccessi. Pensiamo che i primi ci hanno condotto ad ottenere un risultato, mentre i secondi no. In realtà, ogni nostro comportamento conduce ad un risultato e quindi, per un certo verso, ad un successo, solo che a volte questo risultato non ci piace. Il punto è che la stragrande maggioranza dei nostri comportamenti è guidata da una sorta di "programma automatico", che gira al di sotto della soglia di consapevolezza. Nel caso di quei comportamenti definiti come "disagio", la possibilità di individuare questo meccanismo automatico risulta di estrema importanza, in quanto permette di capire come una persona sta letteralmente "creando" il proprio problema. Senza conoscere il modo in cui noi creiamo i nostri problemi diviene difficile risolverli in tempo reale e questo è uno dei motivi per cui spesso si pensa al cambiamento come ad un percorso lungo e faticoso.

Il cambiamento a livello "formale": una lunga tradizione di pensiero psicologico ci ha abituati a pensare che per risolvere i nostri problemi occorra conoscerne il contenuto. Per la verità, il vero cambiamento riguarda soprattutto la forma dei nostri processi interni, piuttosto che il loro contenuto: mentre i contenuti cambiano continuamente, la struttura dell'"esperienza individuale" tende ad essere stabile nel tempo. Un esempio è dato dalla tendenza che molti di noi hanno ad allacciare rapporti con persone diverse ma che riflettono gli stessi tratti di personalità, a ritrovarsi in situazioni analoghe, a mettere in atto le consuete dinamiche comportamentali. Di conseguenza, un cambiamento stabile non tocca necessariamente il livello del "cosa" bensì quello del "come".

   
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