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di Paola Frontera

   
"Incrementare la conoscenza dell' uso delle armi", ma anche "la capacità di parlare con l'"utente", una categoria che comincia con l'automobilista ma tocca anche il delinquente, lo scippatore, l'ubriaco che molesta la quiete pubblica.
Per tutelare le vigilesse si apriranno anche le porte del poligono di tiro, oltre alle lezioni di autodifesa, di uso della pistola, di "assertività",che significa saper parlare con tutti, non perdere la calma, non cedere alle provocazioni, non arrivare allo scontro.
L'idea di addestrare sempre meglio le vigilesse è del Comitato aziendale pari opportunità (Cpo), presieduto dalla consigliera de La Tua Bologna Elisabetta Brunelli, che ieri presentando la versione internet dello sportello, ha anticipato alcune delle prossime iniziative dello staff che si occupa di pari dignità tra lavoratori e lavoratrici di Palazzo D'Accursio.
 All'autodifesa
 fisica verranno
 affiancate lezioni
 di psicologia
 per capire meglio
 gli utenti


Elisabetta Brunelli - Presidente del CPO

 
Per le vigilesse partiranno dunque due corsi diversi ma entrambi con lo scopo di imparare i metodi di autodifesa. Un corso sarà di autodifesa fisica, l'altro di psicologia. L'obiettivo del primo corso è quello di - addestramento all' uso delle armi - e di un rinvigorimento della forma fisica: "Non vogliamo promuovere solo l'utilizzo dell'arma- spiega Brunelli - ma anche tutta l' attività fisica di cui un vigile ha bisogno per far fronte ad alcune situazioni di pericolo".
Le vigilesse sono ormai quasi la metà dei "fischietti " bolognesi, e sono sempre più spesso vittime di maltrattamenti - aggiunge Brunelli - quando svolgono servizi in strada, specialmente in casi di microcriminalità ma anche di diffidenza da parte degli utenti nei confronti di un vigile donna".
La pistola è in dotazione a tutti gli agenti, donne comprese, ma "la formazione non è abbastanza capillare sull'uso delle armi. Chi vince il concorso per entrare in polizia municipale è senza dubbio preparata - afferma Simonetta Moro, vigilessa e collaboratrice del Comitato pari opportunità per il progetto mirato alle colleghe - ma c'è bisogno di più formazione per le donne che portano la pistola. Siamo spesso oggetto di discriminazione quando lavoriamo, soprattutto quando abbiamo a che fare con immigrati extracomunitari, che hanno una cultura nella quale la donna è vista in modo negativo". L' obiettivo del Comitato è di "avviare una convenzione con il poligono di tiro, lo stesso dove si esercita la Polfer - conclude Brunelli - per avere la possibilità di fare esercitare le vigilesse a costi meno alti di quelli praticati ai singoli utenti. Vorremmo che questi progetti di formazione siano continuativi, e non a scadenza, perché riteniamo che ci sia bisogno di aggiornamenti continui".
Sul fronte psicologico, per le vigilesse partiranno lezioni che mirano a "dirimere il conflitto con l'utente, imparando a dire la propria ma con l'obiettivo di una mediazione positiva". Le lezioni saranno aperte anche agli uomini. Intanto tra le iniziative del Comitato pari opportunità ci sono i corsi di formazione per le dipendenti dei nidi, "soprattutto dopo l'aggressione di una operatrice al nido Giaccaglia della Montagnola".

DA "IL DOMANI" DI MARTEDI' 5 FEBBRAIO 2002 - SEZIONE "IL FATTO