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Un sondaggio rivela che su 800 interpellati, 550 si sono detti interessati allesperienza. |
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Pari
Opportunità con il Telelavoro
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Riscuote
consensi tra i dipendenti del Comune lidea dellufficio a casa
propria. Quali sono
i progetti e quali sono le realizzazioni nel campo del telelavoro nelle
pubbliche amministrazioni? Se ne è discusso ieri al convegno dal
titoloIl Telelavoro: prospettive e applicazioni concrete per i dipendenti
degli enti pubblici, incontro realizzato dal Comitato aziendale
per le pari opportunità del Comune di Bologna. Mancavano tutti
i grandi ospiti previsti: i ministri Roberto Maroni per il lavoro e le
politiche sociali e Stefania Prestigiacomo per le pari opportunità,
trattenuti a Roma da impegni istituzionali, e Ombretta Colli,in qualità
di Presidente della Provincia di Milano. Ma anche Giorgio Guazzaloca si
è fatto attendere a lungo dalla platea della sala del consiglio
comunale. Atteso per le 9,15, sapete ero dal dentista, ha
precisato. Guazzaloca è arrivato alle 11,20 per riandarsene alle
11,25, giusto in tempo per dare un saluto ai partecipanti e per precisare
che il progetto per il lavoro da casa del Comune di Bologna è
molto interessante, ma ancora allo stato preparatorio. Anche se Palazzo
dAccursio è allavanguardia nel campo tecnologico, la
strada da fare è ancora lunga. A dirigere i lavori il presidente
del comitato, Elisabetta Brunelli, coadiuvata dalla consigliera
di fiducia della giunta, lavvocato Nicoletta Boccanera, che,
tra le altre cose, si occupa anche della difesa delle dipendenti che subiscono
molestie o discriminazioni. Il telelavoro può sicuramente
contribuire alla piena realizzazione delle pari opportunità tra
i dipendenti comunali ha esordito la Brunelli e, secondo
un sondaggio da noi effettuato, 550 dipendenti comunali su 800 si sono
dimostrati interessati, in particolare donne e disabili che potranno collaborare
con il comune direttamente dal pc di casa. Ma occorrono formazione, nuove
norme e molta attenzione per evitare le ricadute negative che questa modalità
di lavoro può comunque comportare, come, ad esempio, la ghettizzazione
dei dipendenti e lisolamento dai luoghi di decisione, oppure, ancora
peggio, un aumento del carico di lavoro. Il Comitato da me presieduto,
dopo aver vinto il bando comunale di concorso, realizzerà i primi
progetti nel 2003. Aspettiamo i contributi e intanto abbiamo già
attirato linteresse di altri enti, tra i quali la Provincia di Milano,
quella dellAquila e quella di Matera. Subito dopo è
intervenuta la consigliera regionale Silvia Bartolini, che ha precisato:
Il telelavoro è sì un potente strumento, ma non può
essere lunico. Va inserito in un progetto generale per le pari opportunità
che, secondo me, si deve basare su quella che io chiamo la conciliazione
dei tempi, cioè dei tre momenti della vita di una donna:
quello del lavoro, quello della famiglia e quello del tempo libero, troppo
spesso ignorato. Il rischio, come ha sottolineato anche Elisabetta
Brunelli, è che chi decida di lavorare da casa si veda oberato
da compiti in più, come già è stato testimoniato
in alcune realtà o che, ancora peggio, le amministrazioni utilizzino
questa modalità per isolare dagli uffici le donne. Oggi cè
in Italia un deficit di democrazia, con una bassissima partecipazione
femminile ai piani alti. Peccato perché le donne, quando hanno
lopportunità di progettare e di governare, danno anche prova
di grande abilità. Lo prova anche uno studio allUniversità
di Padova, diretto dalla professoressa Zarrè: le donne al comando
sono bravissime. |
| IL
RESTO DEL CARLINO Data: Venerdì 14 Giugno 2002 |