Federico Pellizzi
Umanesimo & Informatica


Ricavare assunti univoci o risultati certi da un convegno appena concluso è sempre riduttivo, ma si può cercare di rendere conto almeno di alcuni orientamenti di base che sembrano essere emersi. Il Convegno organizzato da Corrado Donati a Trento il 24 e 25 maggio scorsi, con il titolo «Umanesimo & informatica. Le nuove frontiere della ricerca e della didattica nel campo degli studi letterari», ha mostrato con chiarezza alcune istanze: innanzitutto una spinta verso un confronto tra realizzazioni concrete, la necessità di passare, nella discussione delle prospettive aperte dall'informatica umanistica, da un piano virtuale a un piano reale; in secondo luogo la richiesta, espressa da più parti, e specialmente dagli editori e dagli informatici presenti al Convegno, di un investimento massiccio delle risorse umanistiche - progettuali, culturali, tecniche e speculative - in tali realizzazioni. Uno dei dati interessanti del Convegno si è rilevato proprio nella funzione progettuale e nella forte componente operativa (elemento che forse dovrebbe caratterizzare, di là dalla pubblicazione degli Atti, ogni convegno di studi) espresse dall'incontro.

Nella prima giornata Roberto Busa dell'Università Gregoriana di Roma, uno dei padri dell'informatica umanistica, ha introdotto i lavori definendo quattro piani ben distinti dell'informatica testuale: documentaristico (le banche dati), ermeneutico (la ricerca umanistica propriamente detta), didattico ed editoriale. La multimedialità è il patrimonio degli ultimi due, mentre Internet, fino ad oggi, riguarda soprattutto il primo. Per Padre Busa ciò che non va confuso, soprattutto con il piano documentaristico dell'organizzazione dei dati, è il piano della ricerca, che richiede un lavoro di «riediting» dei testi, di codificazione nei testi stessi delle diverse tipologie del discorso, di lemmatizzazione, di individuazione di indici di semanticità. Di altra formazione e settore di studi, a dimostrazione dell'utilità e della necessità di un dialogo serrato tra diversi tipi di addetti ai lavori, l'ingegnere informatico Fausto Giunchiglia ha affrontato poi la questione di alcune differenze strutturali e funzionali nel reperimento di informazione in Internet e in CD-Rom, invocando poi il coinvolgimento degli umanisti sul piano delle categorizzazioni, ovvero, forse, una sorta di ricaduta scientifica del «piano della ricerca», individuato da Busa, sugli altri tre. A conclusione della mattinata Mario Ricciardi dell'Università di Torino ha illustrato, insieme ai suoi collaboratori, il sito Web «Baudhaus», allestito con gli studenti, nelle sue valenze di comunità di studio, al tempo stesso formative e di ricerca, e di monitoraggio dei progetti e delle risorse, anche in funzione di un colloquio e di un'offerta nei confronti del mondo del lavoro. Sono seguiti poi, nel pomeriggio, l'intervento di Luca Toschi, dell'Università di Firenze, orientato, secondo una delle cifre del Convegno, sulle realizzazioni effettive e sui problemi concreti che esse pongono sul piano della scrittura, dell'autorialità e della lettura, con la forte componente di oralità che la comunicazione in rete convoglia e con tutto il peso interpretativo che ogni memorizzazione comporta; e l'intervento teorico-applicativo di Claude Cazalé Bérard, dell'Università di Lille, che ha preso in esame i livelli di connessione - intratestuali, intertestuali ed extratestuali - dell'ipertesto critico, sottolineando l'importanza di trovare i modi, oltre che di stabilire le connessioni, di descrivere i percorsi e i criteri di tali connessioni. Infine sono seguite la presentazione dell'assiduo lavoro del Centro di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa nel campo dell'elaborazione testuale, da parte di Manuela Sassi, e l'intervento di Pier Luciano Guardigli, editore e scrittore, che ha illustrato alcune aporie culturali che affliggono il mercato editoriale e offerto una serie di "disincantamenti" sulle aspettative di rinnovamento dell'editoria affidate al puro dato tecnologico della potenzialità informatica.

Nella seconda giornata è intervenuto Giuseppe Gigliozzi, dell'Università di Roma La Sapienza, che ha rilanciato la proposta di una collaborazione tra siti, già emersa nella prima giornata, e illustrato alcuni problemi di edizione elettronica dei testi letterari. E' seguÏto un intervento di Fabio Ciotti, sempre dell'Università di Roma, sulle modalità di codifica nel linguaggio SGML, poi è intervenuto Paolo D'Iorio, dell'Università di Pisa, il quale ha presentato un ricco ipertesto sulla biblioteca di Nietzsche in cerca di editore; poi Paolo Ferri della Bruno Mondadori che ha illustrato un Seminario di Informatica umanistica attivo presso lo IULM di Milano; infine, Corrado Donati dell'Università di Trento, promotore tra l'altro del progetto dell'Istituto di Ricerca sui Periodici Culturali Europei, che ha concluso i lavori. La discussione, dopo e attraverso gli interventi, è sempre stata ampia e propositiva e questa, per un convegno, è sempre la miglior prova di un lavoro utile, ovvero produttivo anche per il lavoro a venire.

 


[versione cartacea: n. quattro-cinque, maggio 1996, pp. 59-60 - versione web: 1996, n. 2, II semestre]

 


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