La transizione negoziata: la Spagna dal franchismo alla democrazia, "Ricerche di storia politica", IV, n. 1, gennaio 2001
L’interessante numero monografico della rivista, emanazione del Dipartimento di politica istituzioni e storia dell’Università di Bologna, è dedicato alla transizione spagnola. Il fascicolo è composto da una serie eterogenea di contributi che nel complesso costituiscono uno dei pochi prodotti editoriali in lingua italiana sulla transizione spagnola.
Nel saggio di presentazione Gaetano Quagliarello cerca di inquadrare la transizione all’interno di una prospettiva comparata internazionale. L’autore ricorda il tradizionale inserimento del caso spagnolo nella cosiddetta «terza ondata» (Huntigton), mostrando come l’esperienza spagnola, come e più di quelle portoghese e greca, si pose come inizio e modello di un processo destinato a proseguire fino agli anni Novanta. In particolare, il caso spagnolo è un modello esemplare di imporsi di un nuovo regime senza lacerazioni, attraverso l’utilizzazione della strumentazione istituzionale del passato regime. Tuttavia l’autore tenta una diversa comparazione che pone la transizione spagnola quasi a valle di processi precedenti, e non origine di nuovi. Quagliarello propone cioè una comparazione del caso spagnolo con i processi di transizione europea del dopoguerra (Francia, Germania, Italia). In particolare, l’autore punta l’attenzione ad un confronto col passaggio dalla IV alla V Repubblica in Francia nel 1958. Le motivazioni del confronto stanno nell’essere, entrambe, due «transizioni negoziate», e nell’essere la transizione francese del 1958 quasi una cerniera fra le transizioni del ’45 e quelle di terza ondata. L’analisi dei fattori che distinguono i due momenti storici (transizioni del 1945 e terza ondata) pongono infatti l’esempio francese in un asse mediano. La crescita economica, e la volontà di cogliere le opportunità del processo di modernizzazione, hanno certamente svolto un ruolo diverso fra ’45 e ultimi decenni del secolo, ponendo l’esempio francese in un piano mediano. L’influenza esercitata dal contesto internazionale è stato diverso: se nei primi anni del dopoguerra gioca un ruolo decisivo la guerra fredda, le possibilità dell’integrazione europea hanno certamente svolto un ruolo maggiore nei fenomeni di terza ondata. In questo caso l’esempio francese oscilla verso gli anni precedenti che verso i successivi. Una similitudine è per Quagliarello il peso della memoria: il fatto che la Francia del 58 e la Spagna del 75 non lasciassero alle spalle macerie di regimi caduti per sconfitte militari ha permesso un distacco non traumatico dai precedenti regimi, permettendo una continuità storica col regime precedente. Infine, il maggior dato in comune alle due esperienze è l’esigenza di moderazione espressa dalla popolazione, che ha permesso processi costituenti veloci e scarsamente conflittuali.
Il sottoscritto confessa una certa perplessità sul tipo di parallelismo avanzato nel saggio. Certamente, ogni parallelismo ha il pregio di concentrare l’attenzione su aspetti talvolta non evidenziati, e ogni nuova prospettiva evidenzia aspetti differenti dei casi studiati. Dunque la comparazione è uno strumento utile a meglio capire i singoli oggetti, e non ad appiattirli. Tuttavia mi sembra ci voglia una certa astrazione per sostenere che la transizione spagnola è una mera «successione di sistemi politici» (p.5), perdendosi infatti la specificità data dal passaggio da un regime dittatoriale (totalitario o autoritario che si voglia) durato quasi 40 anni ad una democrazia compiuta. L’autore comunque si serve di questa griglia comparativistica anche per discutere i saggi contenuti nel dossier della rivista, saggi di cui darò conto più velocemente.
Palma Aguilar indaga il ruolo della memoria della guerra civile nel favorire una soluzione non traumatica e nel creare consenso attorno alla nuova costituzione democratica (La democratizzazione della politica in Spagna); Giuseppe Perticone sottolinea il ruolo svolto dalla monarchia nel garantire una transizione senza traumi (Il ruolo della monarchia nella transizione spagnola alla democrazia). Infine Maria Elena Cavallaio traccia una rassegna storiografica utilissima al lettore italiano (La transizione pactada nella storiografia degli ultimi vent’anni). Il carattere monografico del fascicolo è accentuato da una consistente scelta di recensioni di libri di storia spagnola.
Carmelo Adagio