UN SISTEMA POLITICO ALLO SFACELO, UNA OPPOSIZIONE CHE NON C’E’

da "Il Carlone" dicembre 1984


E’ difficile enucleare un tema politico di cui parlare.
Tanti, troppi avvenimenti si accavallano in pochi giorni.
Il quadro che appare è comunque quello di un sistema politico ormai in sfacelo, incapace di risolvere i problemi, che può però permettersi di fare ciò che vuole per l’inconsistenza e la mancanza di una opposizione.
E questo è sempre più evidente.
Il “decisionismo” di Craxi è una favola per deficienti. Craxi si mostra deciso solo quando si tratta di colpire il salario operaio, di tagliare la scala mobile, di ridurre le spese sociali e le pensioni, di installare i missili americani.
In questi casi può fare il “decisionista”, dal momento che ha davanti a sé i Lama, i Carniti, i Benvenuto che definire uomini di pasta frolla equivale a rivolgere loro un complimento. Ma quando si passa ad altre questioni il “decisionismo” scompare e Craxi diventa il più umile dei servi. Facciamo degli esempi.

Il caso Berlusconi
In Italia, caso unico al mondo, non esiste alcuna regolamentazione dell’emittenza televisiva e radiofonica. Era inevitabile che si creasse il monopolio. Oggi Berlusconi, oltre a possedere le tre reti principali, ha contratti di ferro anche con Euro-Tv e Rete A.
La mancanza di leggi è servita proprio a creare questa situazione e lo si sapeva.
Tre pretori intervengono, “spengono” Canale 5, Rete 4, Italia 1 in tre regioni italiane. Berlusconi si arrabbia, telefona e Craxi ritorna immediatamente da Londra (dove era in visita), convoca nella notte il Consiglio dei Ministri, emana un decreto legge che annulla le sentenze dei pretori e “riaccende” le tre reti.
Le considerazioni sono varie: 1. Non si è riusciti a fare una legge sull’emittenza in sette anni, ma una notte è stata sufficiente per emettere il decreto pro Berlusconi; 2. Cosa ha in mano Berlusconi per permettersi di dare ordini così tassativi a Craxi e all’intero governo? Si sa che la figlia di Craxi lavora per Canale 5, ma questo non è certo sufficiente. In cosa ricatta Craxi, quali fascicoli possiede? 3. I cialtroni del governo hanno insistito sull’autonomia della Magistratura. Di questa sono rispettosi quando i magistrati condannano Naria a morte dopo otto anni di carcere preventivo. Ci hanno detto “siamo spiacenti ma la Magistratura è sovrana, non possiamo farci niente”. Per Berlusconi, invece, ignorano l’autonomia della magistratura ed emettono un decreto assolutamente incostituzionale.

Il fisco e il bilancio dello Stato
L’Italia è l’unico paese al mondo in cui le tasse le paga solo una parte della popolazione, la più povera.
Secondo i dati forniti dal Ministero delle Finanze il prelievo fiscale su categorie sociali era nell’81 il 79% da lavoratori dipendenti, il 13,9% dai redditi d’impresa (i padroni), il 4,1% dai redditi sui terreni e fabbricati, il 3% dai lavoratori autonomi (professionisti, commercianti, artigiani, contadini, etc.). Nell’83 la quota dei lavoratori dipendenti e dei pensionati era salita all’84% del totale, senza contare le trattenute previdenziali.
L’evasione fiscale assomma, sempre secondo il Ministero delle Finanze, a 120.000 miliardi, senza contare l’evasione legalizzata (le varie possibilità di detrazione, comprese le “cene di rappresentanza”), senza contare l’evasione all’Inps (i soldi che le aziende trattengono ai lavoratori, la parte che dovrebbero versare loro e poi non versano all’Inps).
Il deficit del bilancio dello Stato ammonta circa a 110.000 miliardi. Diciamo circa perché il governo dichiara di non essere in grado di dare cifre esatte.
Per trovare un altro stato in cui il governo non è in grado di fornire un bilancio esatto bisogna addentrarci nell’Africa Centrale.
A questo punto ci vengono in mente tre considerazioni:
1. non si può cavare sangue da una rapa. E’ difficile aumentare il carico fiscale sui lavoratori dipendenti e sui pensionati;
2. il recupero dell’evasione fiscale coprirebbe più o meno il deficit del bilancio dello stato;
3. bisogna fare pagare quelle categorie che non pagano. Qui viene il difficile: il “decisionista” Craxi comincia a balbettare.
Qui non si hanno di fronte le pavide Cgil-Cisl-Uil ma agguerrite associazioni di categoria, che formano base elettorale o clientelare di Dc, Psdi, Pli e dello stesso Psi.
Categorie che non hanno mai pagato e continuano a non pagare.
Qui si hanno di fronte le banche e i finanzieri che si sono arricchiti con i Bot e i Cct esentasse.
E allora non si fa la tassa patrimoniale, non si tassano i Bot e i Cct, non si mettono le manette agli evasori, non si riesce nemmeno a fare passare la proposta Visentini che voleva fare pagare un po’ anche i bottegai.
Intanto la situazione rimane drammatica e l’unica strada è l’aumento delle tariffe, della benzina, con gli ovvi effetti inflattivi.

La lotta alla inflazione
Il “decisionista” Craxi ci sta spiegando che l’inflazione è debellata, grazie a lui. Anche il Psi si è inventato lo slogan “con il Psi il dopo crisi è già cominciato”.
In realtà non è stato debellato nulla. Si dicono bugie e si fanno giochi con i numeri. Per calcolare il costo della vita si prendono strani indici, i prezzi di strani prodotti, si manipolano le cifre. Si preferisce tacere alcune cose: l’inflazione sta diminuendo in tutta Europa, quello che conta è il cosiddetto “differenziale” (cioè la differenza tra l’inflazione italiana e quella degli altri paesi) che rimane invariato. Ci sono aspetti irrisolti: ciò che è diminuito sono gli aspetti secondari, il “nocciolo duro” dell’inflazione è la spesa pubblica, il costo del denaro e soprattutto il debito pubblico che anzi aumenta vertiginosamente. C’è infine l’aspetto drammatico che viene taciuto. La riduzione (minima) dell’inflazione è dovuta solo ad un drastico taglio ai salari, alle pensioni, ai servizi sociali. Questo vuol dire diminuzione drastica del potere d’acquisto della gente, quindi immiserimento ma anche disoccupazione, diminuzione della qualità della vita. E questo senza avere toccato i veri problemi.

A tutto questo si aggiungono gli scandali.
Andreotti risulta essere uno dei capi della mafia, l’intera Dc siciliana una cosca, i servizi segreti gli autori della strage di Bologna. Sono più di 500 gli amministratori socialisti in galera, metà dell’apparato statale era nella loggia P2 e si potrebbe continuare.
In questo quadro fosco di degrado politico ciò che emerge è l’incapacità del Pci di fare opposizione, la sua inadeguatezza a svolgere un ruolo di forza alternativa.
Mai come oggi il quadro governativo è stato così debole, così vulnerabile, così incapace.
Ma mai come oggi i partiti di governo possono fare ciò che vogliono senza che nessuno gliela faccia pagare. Questa è una realtà. La realtà di un paese in cui manca una opposizione degna di questo nome, che si ponga qui e ora come alternativa di governo, per governare contro questo regime corrotto e inefficiente.
Il Pci negli ultimi vent’anni non ha mai detto di voler governare al posto o contro la Dc e i suoi alleati. E’ passato dal compromesso storico all’unità nazionale, al “governo degli onesti”, all’”alternativa democratica” mai all’”alternativa di sinistra”.
In Italia si perde non perché l’avversario è molto forte ma perché la sinistra è debole e incapace di fare opposizione e di porsi come alternativa.
Le centinaia di leggi passate con il voto del Pci, la posizione del sindacato, il mancato ostruzionismo a fondo sul decreto Craxi sulla scala mobile, il mancato ostruzionismo sui missili a Comiso, il recente salvataggio di Andreotti alla Camera la dicono lunga.
Democrazia Proletaria è una coerente forza di opposizione, fa la sua battaglia, ma è troppo piccola per reggere da sola uno scontro di questa portata. E’ indispensabile un riequilibrio a sinistra, un rafforzamento di chi fa opposizione sul serio, è necessaria una ripresa del movimento di opposizione anche nel paese, lasciandosi alle spalle delusioni, compromessi, tattiche furbesche, illusioni unitarie.

P.S.: oltre a non sapere quale è il deficit del bilancio dello stato, il governo non conosce la cifra esatta dei suoi dipendenti. Ci parlano di era post-industriale e di informatica, in realtà siamo all’Uganda di Idi Amin.

Marco Pezzi