COS’E’ "IL CARLONE"?

da "Il Carlone" dicembre 1984


Avete in mano il primo numero del “Carlone”, il mensile ella Federazione bolognese di Democrazia Proletaria.
Se l’avete in mano vuol dire che avete firmato il referendum di Dp per il reintegro della contingenza nelle liquidazioni, o vi siete rivolti all’Unione Inquilini per problemi di casa, o avete firmato contro le centrali nucleari, o per il ritiro delle truppe italiane dal Libano, o qualche altra iniziativa di Dp.
Infatti, il Carlone viene inviato a tutti quelli che, in un modo o in un altro, hanno condiviso con noi le battaglie di questi anni in difesa dei diritti e del salario dei lavoratori, per la pace, per la salvaguardia dell’ambiente, per la democrazia.
Sono più di 25.000 persone nella provincia di Bologna. Molte, a dimostrazione della giustizia e della profondità di quelle battaglie politiche.
Già nella scelta degli interlocutori sta il programma di questo giornale: sono quelli, infatti, i temi che tratteremo.
Ma anche nella scelta del nome c’è un elemento programmatico.
Il Carlone è un giornale povero, come povera è Dp.
In questa società, una forza di opposizione al sistema di potere non può che essere povera, contro e fuori dalla greppia in cui pasteggiano forze politiche e associazioni.
Né abbiamo redattori pagati: questo giornale viene fatto nel tempo libero da un gruppo di compagne e compagni che lavorano.
Ma nonostante questa povertà, lo abbiamo chiamato “Carlone”, un po’ per richiamo affettuoso a quel Carlo Marx che i padroni, i mezzi di comunicazione di massa, e financo i sindacati e i partiti della sinistra tradizionale, ci dicono superato e che, invece, noi sappiamo non esserlo.
Ma soprattutto per contrapporci al Carlino, principale giornale di questa città.
Ambiziosi lo siamo di certo, in questa scelta, ma è giusto esserlo, e vediamo perché.
Certo non possiamo essere competitivi sul terreno dell’informazione: la povertà di mezzi, la periodicità mensile lo impediscono.
Ma è un altro il terreno su cui vogliamo essere competitivi, fino a contrapporci ai grandi giornali: vogliamo contrastare il conformismo dell’informazione, dare a chi legge strumenti di riflessione autonoma, vogliamo aiutare la gente a pensare con la sua testa, a respingere la soffocante cappa di conformismo che caratterizza stampa e Tv.
Ormai tutti i giornali dicono fondamentalmente le stesse cose. Tutti i partiti, al di là di scontri più apparenti che reali, sono omogenei nelle valutazioni di fondo.
E guarda caso giornali, Tv, partiti, sono omogenei nel proporci alcuni concetti, ad esempio:
a) la classe operaia non esiste quasi più;
b) i lavoratori devono fare i sacrifici;
c) il mondo è diviso fra due superpotenze, e non ci si può fare niente;
d) esistono delle leggi oggettive di sviluppo per cui certe scelte sono obbligate (ad esempio le centrali nucleari);
e) la politica è bene lasciarla fare a chi se ne intende, cioè alle segreterie dei partiti, ai grandi leader, a Lama, Carniti e Benvenuto;
f) il socialismo e il comunismo hanno dimostrato di essere brutti, non auspicabili. E’ impossibile lavorare e lottare per trasformare la società: al massimo si può migliorare quella esistente.
Noi pensiamo che tutte queste affermazioni siano false.
Noi pensiamo che non solo sia possibile ma necessario che la gente ragioni con la propria testa, faccia politica in prima persona, non si affidi a nessun leader, si batta per cambiare la società, per eliminare i privilegi, per costruire il socialismo. Noi pensiamo che in questo processo gli operai, i lavoratori debbano avere un ruolo determinante.
Per questo sul “Carlone” cercheremo di dire e documentare quelle cose che gli altri non dicono e cercano di nascondere.
Tutti i giornali (Repubblica è il massimo) da otto mesi ci dicono che la lotta dei minatori inglesi è lì per concludersi, che è una lotta di retroguardia. Sul “Carlone” troverete informazioni su questa lotta, che dimostra tra l’altro che è possibile un sindacato diverso da quella fogna che è ormai la Cgil-Cisl-Uil.
Tutti i giornali vi parleranno dell’inflazione come di una calamità naturale. Sul “Carlone” si parlerà di inflazione come di un fenomeno voluto e pilotato dal governo e dai padroni.
Tutti i giornali vi diranno che bisogna rafforzare le istituzioni nella lotta contro la mafia e la camorra. Il “Carlone” vi spiegherà come la mafia e la camorra sono le istituzioni.
Vi spiegheremo come l’unità sindacale oggi è un male e non un bene.
Vi ricorderemo che l’esperienza degli autoconvocati è stata importante e che va ripresa.
Vi dimostreremo che anche a Bologna il comune non fa quello che deve fare e anche qui esiste la corruzione e il privilegio.
Cercheremo, ed è su questo che vogliamo essere giudicati, di fornire informazioni diverse, che nessun altro dà, di essere anche sgradevoli in questo. Vi chiediamo di collaborare. Le critiche, anche feroci, sono desiderate, le lettere auspicate, i commenti ricercati.
Ma vi chiediamo di aiutarci. Denunciateci le ingiustizie di cui siete a conoscenza.
E infine: questo giornale è gratuito. Però costa. Noi ci autofinanziamo, invitiamo chi legge ad aiutarci anche finanziariamente, abbonandosi, inviandoci un contributo.

Marco Pezzi