QUEL DIAVOLO DI GHEDDAFI

da "Il Carlone" gennaio 1989


Ancora una volta sul Mediterraneo venti di guerra. Ancora una volta i protagonisti sono gli Usa. Ancora una volta l’obiettivo è la Libia. Mentre si attende una seconda flotta con tanto di portaerei, che si aggiungerebbe a quella fissa nel Mediterraneo, la prima battaglia è avvenuta.
Gli aerei Usa hanno abbattuto 2 Mig libici, uccidendone i piloti, un vero e proprio atto di guerra.
Gli Usa hanno con forza e all’improvviso sostenuto che una industria chimica libica produce gas nervini e armi chimiche e hanno deciso che essa deve chiudere, anche con la forza. Il governo libico nega e sostiene che si producono solo farmaci.
Nessuno è seriamente in grado di dire chi dice la verità. Ma sono necessarie alcune considerazioni su tutta la vicenda.
Gli Usa dimenticano di dire che è il loro esercito l’inventore dei famigerati gas nervini, quei gas cioè che agendo sul sistema nervoso paralizzano e uccidono intere popolazioni, lasciando intatte le strutture abitative e produttive. Dimenticano inoltre di dire che sono loro i maggiori produttori mondiali di questi gas e da sempre ne detengono le principali scorte.
Gli Usa non portano alcuna prova certa che in quella fabbrica si producono quei gas. Sono essi i primi ad ammettere che le foto dei loro aerei spia non dimostrano nulla se non che l’industria è chimica.
Gli Usa adducono come prova che la fabbrica è difesa da batterie di missili contraerei. Ma, a parte che ogni paese (Italia compresa) difende le proprie industrie di base chimiche o siderurgiche con batterie antiaeree, è proprio la loro presenza davanti alla Libia, le loro minacce, le loro dichiarazioni di intenti che, paradossalmente, giustificano quelle difese.
Quando nel caso della guerra Iran-Iraq, quest’ultimo ha fatto ampiamente uso dei gas nervini massacrando decine di migliaia di civili, gli Usa, alleati all’Iraq, non hanno battuto ciglio.
Non è quindi questo il vero motivo che spinge la flotta Usa a incrociare nel golfo libico e a impegnarsi in battaglie aeree.
Inoltre non si può certo dire che la Libia possa far paura al colosso americano. Poco appoggiata dall’Urss, in declino come credibilità nel terzo mondo, in crisi economica, la Libia oggi non è certo in grado di essere destabilizzante, specie per gli Usa.
Allora perché questo accanimento, perché correre questi rischi? I motivi sono tutti di politica interna agli Usa, o comunque la Libia è solo un pretesto.
Negli ultimi anni il governo Reagan ha subito l’iniziativa pacifista di Gorbaciov, ne ha subito i gesti unilaterali di disarmo, ne ha subito la politica di distensione praticata nei vari teatri di conflitto (Afganistan, Angola, etc.). Gorbaciov è diventato popolarissimo negli Usa. Come continuare a parlare dell’Urss come “impero del male”? come non rispondere, senza perdere la faccia, alle profferte di disarmo ma anche come spiegare alle masse di reazionari anticomunisti americani (che votano repubblicano) che non si sta abbassando il tiro e che il diavolo è ancora alle porte.
Quindi si trova un capro espiatorio, un demone inoffensivo: il pazzo di Tripoli. Ed è contro di lui che si mostrano i muscoli e che si è ancora duri. E con (si spera) poco rischio.
Il secondo motivo, più serio e recente, è la vittoria diplomatica dell’Olp.
Gli Usa sono i principali (e ormai unici) sostenitori dei sionisti israeliani. Israele è sempre stato sicuro di sé grazie all’appoggio certo degli Usa. Ma l’Olp è riuscita a costringere gli Stati Uniti ad un suo parziale riconoscimento. La lobby ebraica, potentissima negli Usa, ovviamente continua ad opporsi con tutte le sue forze a questo dialogo, accusando Reagan di cedimento. Ecco allora che l’iniziativa anti Gheddafi (è pur sempre una arabo, protegge gruppi palestinese estremisti) viene a proposito per dimostrare la fermezza e la coerenza di Reagan.
Il risultato comunque è che la flotta Usa, come se fosse il “mucchio selvaggio” dei western, si aggira per tutto il mondo a intimidire, minacciare, sparacchiare, bombardare.
Qualunque cosa pensiamo di Gheddafi, l’aggressione americana (che già una volta portò al bombardamento di Tripoli) è intollerabile.
Essa va condannata senza mezzi termini, anche per impedire che si trasformi ancora una volta nel massacro di migliaia di civili.
E al di là delle giustificazioni, gli Usa potranno sostenere di essersi difesi solo quando un combattimento o uno scontro aereo avverranno lungo le sue coste e non a migliaia di km. Un’ultima riflessione. La fabbrica libica è stata costruita da una ditta tedesca, utilizzando anche sofisticati macchinari prodotti in Francia, Italia e Inghilterra.

Marco Pezzi