Antonio Rabinad, "La suora anarchica", Edizioni Spartaco, 2006, pp. 250, 14 euro

Spagna 1936, un evento senza precedenti: per sette mesi, gli uomini vivono in un mondo dove tutto è di tutti, come nelle età dell'oro.

In queste pagine di Rabinad, storia e leggenda si fondono con maestria, attraversate da personaggi come Hemingway, Malraux, Durruti, il generalissimo Franco.  Ma
soprattutto Juana, la suora anarchica, e le sue compagne miliziane. Con lo scoppio della guerra civile, la giovane religiosa si unisce al gruppo libertario Donne Libere, insieme a operaie e prostitute. Giunte a Barcellona, vivono il breve momento di euforia e disordine in cui poveri e diseredati si ritrovano al potere: un nuovo ordine che prima gli stalinisti e poi le truppe di Franco revocheranno con le armi, cancellandolo dalla memoria della società spagnola.

Dal libro è stato tratto il film Libertarias di Vicente Aranda con Victoria Abril e Miguel Bosé.

«Rabinad è uno degli scrittori che meglio ha saputo riflettere le conseguenze della guerra civile spagnola». (Carmen Riera, El Pais)

«...con il suo aspetto di vecchio lupo di mare, Rabinad veleggia nell'oceano agitato che è la storia della letteratura». (Xavier Ayen, La Vanguardia)

«...è uno scrittore che ricerca, esplora e si ostina a fare le cose in un modo proprio, e pertanto difficile». (Jordi Garcia, El Pais)

l'incipit

Pregava, correva. Fin quando avesse potuto pregare, non le sarebbe successo niente. Sulle sue labbra palpitavano i paternostro e le giaculatorie: «Anima di Cristo,
salvami». Le strade del paese, paralizzate dalla paura, sembravano deserte. Si scorgevano solo loro tre. Un paio di metri più avanti, stranamente agili, correvano
le altre due, la madre vicaria, sulla cinquantina, e la sorella addetta alla ruota, una ragazzona di trent'anni. Solo lei, la più giovane, restava indietro, senza
fiato, stringendo tra le mani il fagotto di panni che le aveva consegnato la superiora.

[...] Cade sul selciato. Alza la testa, stordita, e vede la Belva. È un uomo altissimo, un gigante con la camicia rossa e i pantaloni strappati...

Antonio Rabinad (1927), scrittore della Scuola di Barcellona, nel corso della sua lunga carriera ha vinto il premio "Internacional de Novela" e il "Ciudad de
Barcelona". Con il regista Aranda, ha scritto le sceneggiature di tre film.

Il traduttore Luca Rossomando  è di Napoli, ha collaborato con il Mattino e l'Unità, scrive reportage per il Manifesto, Carta, Lo Straniero e Nuovi Argomenti.
 

(scheda di presentazione del libro a cura dell'editore)