In ricordo di Domenico Jervolino


Domenico "Mimì" Jervolino è stato un dirigente politico ed un intellettuale che, tra mille altre attività, ha anche collaborato con l'Archivio "Marco Pezzi". Lo ricordiamo con le parole di Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena.

E’ con sofferta nostalgia che ricordiamo Domenico Jervolino. Un comune vissuto. Scrivere di lui, della sua militanza, della sua cultura, del suo amore per la formazione dei suoi studenti, delle ragazze e dei giovani demoproletari e, poi, di Rifondazione Comunista, è uno scavare anche nelle nostre vite. Immagini, ricordi, emozioni. Dovremo dar vita ad una Fondazione per ricordare compiutamente la sua opera. Domenico è stato, infatti, un vero ” intellettuale organico” , che permeava della sua profonda ed innovativa cultura la funzione di militante e dirigente politico ( un servizio, non una ” carriera”).E, viceversa, rifiutava il ruolo inerte di accademico. E’ figlio del ’68 cristiano, della Teologia della Liberazione ,giunto all’anticapitalismo, all’adesione ad un marxismo non economicista e non scolastico vivendo le ingiustizie del sistema contro gli ” ultimi”, all’interno di un mutualismo che vive non nel ” capitalismo caritatevole, ma nel conflitto sociale. Partecipazione popolare, autogestione sono i suoi tratti fondamentali , con cui investire anche gli equilibri istituzionali. Con radicalità, non massimalismo. Fu, infatti, anche stimato membro delle istituzioni, che visse con la concezione costituzionale, che amava, della Comune di Parigi ( rotazione, controllo popolare, retribuzione versata al partito e alle associazioni).Anche se con queste scarne righe, non possiamo non ricordare l’attività culturale di un finissimo intellettuale che scavò, con esteso riconoscimento internazionale, nel rapporto ” tra logica del concreto ed ermeneutica della vita morale”. Studioso eccellente, riconosciuto, di Ricoeur, di Gadamer. La produzione scientifica di Domenico, che si combinava, in un magico intreccio, con un intervento congressuale o con un comizio elettorale, è vastissima, nell’opera di riconnettere filosofia del linguaggio con un profondo interesse per la filosofia dell’azione. Gramscianamente. Fondò, nel 2007, creatura a lui cara, la Rete euromediterranea per il dialogo interculturale. Ci piace ricordarlo con Bloch, che molto amava: rivoluzione come democratizzazione della vita quotidiana.
Addio, Domenico. Ci manchi.

Giovanni Russo Spena e Paolo Ferrero

un'altro compagno che molto ha dato non c'è più. Mimì Jervolino ha smesso di soffrire. Da diverso tempo era ammalato. E' stato tra i più autorevoli esponente dei "Cristiani per i Socialismo", docente universitario , per più di 9 anni è stato consigliere regionale in Campania per Democrazia Proletaria, partito che lo ha visto protagonista insieme a tanti altri (ne cito solo Giovanni Russo Spena e Vito Nocera) e poi per Rifondazione Comunista è stato assessore al comune di Napoli. Tanto abbiamo lavorato con lui. Malgrado la sua mole, a sua aria da "pacioccone" aveva un volume di lavoro impressionante, non solo riusciva a seguire tutti i lavori del consiglio regionale (commissioni comprese), non solo garantiva i compiti e i ruoli di PRIMISSIMO PIANO che aveva con Democrazia Proletaria, non solo garantiva sempre le richieste e gli interventi politici frutto del lavoro politico sui territori delle 5 federazioni provinciale di Democrazia Proletaria della Campania addirittura, e io mi sono chiesto tantissime volte come faceva senza mai trovare una risposta, riusciva a proporre a partito lavori e vertenze che individuava grazie al suo impegno in consiglio regionale. oltre a ciò aveva una grandissima capacità di lavorare in "collettivo" e lo cito come esempio di questa sua ulteriore capacità l'immenso e faticante lavoro politico che Democrazia Proletaria della nostra provincia che fece sul piano paesaggistico e territoriale della costiera amalfitana (ma Donato Bella e Gaetano Cantalupo possono essere più "pignoli" per descrivere l'immane lavoro svolto su questo tema e i compiti gravosi che Mimi si assunse sule sue spalle essendo l'unico consigliere regionale impegnato su questa battaglia) . Ciao Mimi tutti noi ti sono debitori e tutti noi ti ricorderemo sempre.

Angelo Orientale



Per tutta DP, Domenico Jervolino era Mimi.
Don Mimi per prenderlo in giro bonariamente per i suoi legami parentali con la ministra.
Una figura storica di DP. L'ala cattolica del partito. Ma anche con Vittorio Bellavite l'anima più aperta, critica e tollerante, a stemperare il comunismo dei milanesi. Domenico lo ricordo sempre con quel vestito scuro, sempre in doppio petto, sempre trasandato e sempre ad intervenire con il suo linguaggio da napoletano colto e la battuta che strappa la risata alla platea. Il compagno che mi porta in una trattoria a Santa Lucia a mangiare spaghetti con il granchio e vino Greco di Tufo. Sempre pronto a ricominciare dopo una sconfitta e a ricomporre. Caro Domenico il ricordo più vivo di te è quando dopo la sconfitta del '79 ci trovammo assieme a Canzo, con altri 4 compagni, per 5 giorni lontani da tutti, soli in una casetta in cima a una montagna, per conoscerci, per meditare, confrontarci, cercare il filo che ci potesse tenere uniti...per scrivere le tesi da sottoporre ai compagni. Buon viaggio Mimi, sei stato un militante della fraternità...un buono, un mite e le porte del cielo in cui hai creduto....sono aperte e ti aspettano. Un abbraccio.

Emilio Molinari