Bisogna fare molta attenzione perché alcuni decoder, venduti
in Italia, per la tv Digitale terrestre, non sono in grado di decodificare
i canali televisivi della banda III.
Molti, infatti, non possiedono la canalizzazione della banda III italiana,
ma solo quella di alcuni paesi europei, quindi, se installati in Italia,
non sono in grado di decodificare la tv digitale terrestre della III
banda TV.
In Italia viene utilizzata una canalizzazione
per la III banda diversa da quella Europea.
Alcuni decoder per la TV digitale terrestre funzionano solamente
dal CH 21 al CH 69 escludendo le bande televisive I e III, inoltre non
tutti i decoder sopportano il vecchio Teletext (televideo).
Si consiglia
un decoder DVB-T con
doppio tuner (digitale terrestre + analogico), con marchio MHP
(Multimedia Home Platform, ovvero piattaforma domestica multimediale)
per ricevere i servizi interattivi,
con una memoria RAM di 64 Mb e una memoria Flash di 8 Mb che consente
un caricamento e un'esecuzione dei servizi interattivi MHP in modo
molto rapido.
(L’Mhp è il nuovo linguaggio universale per tutti gli utenti della
televisione digitale, in tutte le sue versioni (cavo, satellite e digitale terrestre)
che sviluppa ulteriormente il concetto di multimedialità, dato che utilizza
codici Java comuni a tante altre applicazioni,
permettendo anche l’integrazione con il cellullare.)
Si suggerisce inoltre di diffidare dei decoder digitali
terrestri (DVB-T MHP) a basso costo. Si segnala che il digitale
terrestre è in fase sperimentale fino al 2008, quindi
l’acquisto del decoder può rivelarsi una scelta inappropriata.
Alcuni telecomandi per i decoder pur essendo alfanumerici riportano nella tastiera
soltanto i numeri e non le lettere, pertanto diventa difficilissimo scrivere dei
messaggi... (le tastiere dei decoder DTT devono avere la tastiera simile
a quella dei telefonini, contrariamente non si sa a quale carattere
corrisponde il tasto premuto...)
In alcuni decoder non è implementata la funzione del vecchio TELETEXT, nel telecomando.
Inizialmente si potrebbero avere alcuni problemi a ricevere i segnali
digitali terrestri con alcuni impianti condominiali centralizzati,
in quanto per alcuni anni i segnali analogici e digitali coesisteranno
nello stesso impianto.
In Italia esistono generalmente 2 tipologie di impianti:
-Impianti Tv condominiali a larga banda
-Impianti Tv condominiali modulari
L'impianto che potrebbe dare maggiori problemi è quello a larga
banda in quanto i centralini a larga banda sono più soggetti
ad introdurre interferenze, quindi in casi estremi sarà necessario
sostituire la centralina con una modulare. Infatti bisogna precisare
che mentre un segnale analogico terrestre anche se molto degradato
è sempre visibile, uno digitale se degradato sul televisore
si presenterà come immagine a effetto mosaico, fermo immagini
accompagnati da scrosci nell'audio ed in casi estremi anche con il
classico schermo nero. Quindi ogni impianto condominiale potrà
avere problematiche diverse e quindi si dovranno trovare soluzioni
diverse, questo non vuol dire che bisognerà fare per forza
interventi, se l'impianto centralizzato è stato fatto bene
ed è tenuto in buono stato non sarà necessario fare
alcun intervento.
Le frequenze che saranno utilizzate in Italia corrispondono a 54 canali,
48 in banda UHF e 6 in banda III VHF. I canali in VHF avranno una
larghezza di banda di 7 Mhz invece degli 8 Mhz di quelli UHF, quindi
saranno leggermente penalizzati.
Come è indicato nelle istruzioni del decoder (set top box),
bisogna collegarlo alla presa d’antenna, al televisore (con
il cavo SCART in dotazione) e alla rete telefonica, per utilizzare appieno i servizi interattivi.

In caso di problemi nella ricezione del nuovo segnale digitale, consultare
un installatore TV autorizzato per una verifica del tuo impianto oppure,
se abitate in un palazzo, segnalate l’inconveniente all'amministratore
di condominio.
Tenete presente che, specialmente nel caso d’impianti condominiali
“a moduli canalizzati”, potrebbe capitare che manchi il
modulo sintonizzato sul canale digitale (DVB-T)
desiderato.
Questo perché già il “vecchio canale” trasmesso
in analogico (che oggi funziona in digitale) non era disponibile nel
vostro impianto.
Potrebbe, ad esempio, essere necessaria l'installazione di una nuova
antenna ricevente, oppure l'adeguamento dei centralino con la sostituzione
di alcuni suoi moduli o l'installazione di nuovi.
Nei casi in cui sia necessario effettuare interventi tecnici sull’impianto
di ricezione, questi devono venir eseguiti da personale qualificato
che sia in grado di valutare le prestazioni ed i limiti delle varie
soluzioni tecnologiche in relazione alle esigenze dei cliente e operi
secondo procedure che garantiscano in ogni circostanza il conseguimento
di precisi obiettivi di qualità
E’ quindi necessario l’intervento del tuo installatore
TV.
In caso di dubbi, consultalo anche prima di acquistare il decoder
per la TV digitale terrestre (DVB-T).
Italia:
al via la tv digitale terrestre
Multicanale,
Interattiva :
la TV digitale terrestre si presenta come uno strumento rivoluzionario
per i telespettatori.
Non solo un'ampia scelta di programmi TV e Radio tematici e generalisti,
gratuiti e con qualità digitale, ma un universo di servizi
per interagire con i programmi TV, partecipare a quiz e sondaggi,
informarsi, divertirsi e, prossimamente, anche svolgere pratiche burocratiche.
Per fare questo basta collegare al TV ed all'antenna terrestre il
box interattivo.
La presa audio digitale del decoder garantisce un suono surround multicanale
di altissima qualità: tutta la purezza del suono cinematografico
finalmente a casa propria!
Multicanale:
Ogni canale televisivo analogico terrestre, può contenere fino
a 6 canali TV e alcune radio digitali, (con segnali di alta qualità
e senza disturbi) completi di sottotitoli, audio multilingue, superteletext,
guida TV e servizi interattivi. L'offerta televisiva si moltiplica
ed è possibile scegliere tra numerosi canali tematici (news,
finanza, sport cinema, ecc.).
Interattiva:
Il decoder permette di accedere ai servizi realizzati nel sistema
MHP 1.0.2, la versione più evoluta scelta dalle TV digitali
Italiane. La TV digitale terrestre permette al telespettatore di diventare
protagonista, partecipando attivamente, grazie a sondaggi, giochi,
concorsi, News, Meteo, anticipazioni, quiz, sondaggi, home
banking: un universo di servizi facilmente accessibile con
il telecomando.
Il decoder è inoltre dotato di un modem telefonico a 56 kbps,
compatibile al 100% con i servizi interattivi offerti
dalle TV Digitali ed è già predisposto per i futuri
servizi di e-government: che permetteranno di svolgere
alcune pratiche burocratiche direttamente da casa (pagamento tasse,
prenotazione visite, appuntamenti e biglietti, richiesta certificati
e così via), e molto altro.
La televisione Digitale Terrestre potrà essere utilizzata dai
vari Comuni per sviluppare una serie di offerte che saranno accessibili
a tutta la popolazione (T-Government),
con servizi di informazione ai cittadini (accesso a biblioteche, musei,
imprese, notizie per gli immigrati e per l'infanzia), servizi tributari
(per i pagamenti), servizi interattivi con la richiesta di opinioni,
sondaggi, servizi di T-commerce per il trasporto
del gas, acqua, luce, servizi sanitari per la prenotazione di visite
mediche. Al tempo stesso tutta la città, associazioni di
categoria, sindacati, imprese, avranno a disposizione uno strumento
efficace e utile, in una prospettiva di democrazia partecipativa elettronica
Un network televisivo, in uno spot, sulla Tv digitale, affermava che
per vedere la tv
(DVB-T), bastava collegare il decoder
alla vecchia antenna, questo non corrisponde sempre al vero, a Bologna,
per vedere i canali della RAI
del Digitale terrestre, è necessario installare due nuove
antenne, la prima, per il canale G VHF -polarizzazione verticale-,
direzionata verso il colle Barbiano e la seconda per la banda UHF
(CH 52) -polarizzazione orizzontale-, verso il colle Barbiano.
Sarebbe opportuna l’esposizione all’interno degli esercizi commerciali che vendono decoder, mappe indicanti la copertura del segnale DTT.
La normativa nazionale circa gli impianti riceventi
E' opportuno ricordare che la realizzazione degli impianti di distribuzione
via cavo per segnali televisivi, sonori e servizi interattivi ed eventuali
successivi adattamenti devono essere eseguiti in conformità
alle norme tecniche emanate dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).
Le norme CEI prescrivono adeguate caratteristiche elettriche e meccaniche,
cosicché l'impianto sia in grado di soddisfare i requisiti
di funzionalità e sicurezza che anche la legge impone (Legge
46/90).
In particolare la pubblicazione CEI “Impianti d'antenna: come
far installare gli impianti per la televisione e i relativi servizi
interattivi; direttive tecniche ed esecutive” (la Edizione,
novembre 2001) è particolarmente rivolta agli amministratori
di condominio e al grande pubblico utilizzatore. Essa riporta una
serie di informazioni volte a far conoscere i servizi che possono venir
distribuiti negli impianti di ricezione e distribuzione via cavo,
a facilitare la realizzazione degli impianti, nonché a definire
correttamente i rapporti tra il privato committente e l'installatore.
Conclusione:
Il tutto «è gratuito», grida entusiasta la signorina
dello spot. Ora, siccome anche alle bufale c’è un limite,
Megachip, l’associazione di Giulietto Chiesa, ha denunciato
lo spot come “ingannevole e fuorviante” all’Istituto
di Autodisciplina Pubblicitaria. «Uno spot incredibile. Ci viene
detto che è nato il digitale terrestre e che senza cambiare
antenna, senza installare parabole e senza pagare avremo musica, news,
documentari e perfino tv interattiva. Intanto, per fare tutto quello
che viene promesso dallo spot, come l’interattività -
dice Roberto Alessandrini, del Gruppo Pubblicità di Megachip
- non basta il modello base, ma ce ne vuole uno che costa circa 400 euro.
Il fatto che sia “gratuito” è falso. Il decoder
costa, e costa l’installazione. L’unica cosa gratuita
sono alcuni canali, ma se non si riescono a ricevere, a che servono?
Per quanto riguarda l’affermazione “poche settimane”
contenuta nello spot, è ingannevole. In Italia, questo sistema
non si diffonderà prima del 2010. In Gran Bretagna, dove sono
partiti addirittura nel ’98, ci sono due milioni di utenti.
In Svezia esiste dal ’99 e raggiunge il 4 per cento dei telespettatori.
In Spagna è arrivata nel 2000, oggi la riceve l’1 per
cento degli spagnoli. Il Giappone ha lanciato il suo digitale terrestre
a dicembre ma prevede per il 2011 ciò che la legge Gasparri
ha fissato per l’Italia al 2006»
I vari messaggi pubblicitari sulle varie reti televisive e giornali,
invitano ad aquistare il decoder il quale si potrà utilizzare
concretamente solo fra DIVERSI anni, nel 2008 sarà sicuramente
vecchio e superato da tempo... COMPLIMENTI!!!
Quanto ai contenuti interattivi sono assolutamente futili... solo una trovata per far comprare il decoder e le eventuali tessere a pagamento per le trasmissioni pay per wiev terrestri tipo le partite...
In alcune sezioni delle pagine interattive di alcune emittenti televisive
viene richiesta una password, inoltre segnalo, che in altre
sezioni il decoder si inchioda: per sboccarlo bisogna togliere l'alimentazione
per poi reinserirla; inoltre le pagine interattive, per consultarle
bisogna aspettare spesso moltissimo tempo...
Le persone anziane, che già adesso, con i televisori moderni,
dotati di telecomando si trovano in difficoltà a cambiare i
programmi. Con i decoder del digitale terrestre si troveranno in maggiore
difficoltà.
Si segnala che alcune emittenti tv sul digitale terrestre hanno l'audio
non sincronizzato con il video.
Questo pdf
è molto interessante: sintetizza i tanti aspetti tecnici tuttoggi
scoperti. Ancora. È impressionante notare che solo a Febbraio
2005, a meno di ritardi, saranno rilasciate le direttive e le specifiche
complete per il digitale terrestre, quanto l'italiano medio, che acquista
i decoder piu' costosi oggi sul mercato, sarà consapevole dell'acquisto
che sta facendo e che la sperimentazione non riguarda esclusivamente
le emittenti (quindi fino al 2008 non gli viene garantito nulla),
ma riguarda anche le specifiche del decoder che ancora sono in corso
di formulazione e che rischiano di vedere il suo decoder "obsoleto"
o parzialmente non compatibile con le trasmissioni future (noi, ad
esempio, ne eravamo all'oscuro).
Non sarebbe il caso di sospendere la vendita di questi apparecchi
in attesa che le specifiche vengano completate e i nuovi modelli,
compatibili con le nuove specifiche, escano sul mercato?
Quanto gli italiani sono consapevoli che con le loro tasche stanno
sperimentando una tecnologia in corso di evoluzione?
Risparmiate i soldi e spendeteli caso mai per comprarvi una Tv con un
tempo di risposta inferiore ai 7 millisecondi o un
ricevitore Satellitare o fatevi un regalo più sensato
Switch off europeo al 2008
Il passaggio alla televisione digitale e' stato spostato dalla fine del 2006 al 31 dicembre del 2008. E' quanto annunciato a Bruxelles dal ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi. Viene, quindi, modificata la legge 66 del 2001, poi recepita dalla legge Gasparri, che fissava lo switch off nazionale all'anno prossimo.
Modificata anche la data dell' avvio dello switch off, dal 31 gennaio al 15 marzo 2006, in Val d'Aosta e Sardegna, le due regioni 'all digital' che spegneranno in anticipo la televisione analogica iniziando dai capoluoghi di provincia. Confermata invece al 31 luglio 2006 la data per lo switch off totale per le due regioni. A queste, ha spiegato il ministro, "seguira' un altro lotto di regioni che sperimenteranno il passaggio alla televisione digitale terrestre in anticipo". Queste saranno selezionate in base ai criteri di isolabilita', interferenze e numero di operatori.
Il consiglio dei ministri Ue delle telecomunicazioni, ha riferito alla stampa il ministro italiano, ha anticipato al 2008 l'inizio dello switch off per il resto degli Stati membri, "accogliendo anche la richiesta italiana, che insieme alla Gran Bretagna e' nel gruppo di testa" nella sperimentazione del digitale terrestre. Il periodo in cui avverra' il passaggio al digitale per i Venticinque passa quindi dal 2010-2012 al 2008-2012. Nel testo approvato dal Consiglio, inoltre, si fa anche riferimento alla possibilita' di realizzare lo switch off tramite strategie regionali, come sta avvenendo in Italia e in Germania.
3 Italia: le mani sul Dvb-h
La societa' di telefonia mobile 3 Italia ha raggiunto un accordo con il Gruppo Profit per l'acquisto di Canale 7. Quest'ultimo, ha una licenza di operatore per la diffusione tv in digitale terrestre in ambito nazionale. L'operazione di investimento ammonta a circa 220 milioni. 3 Italia potra' sviluppare un'offerta di Pay-TV e servizi interattivi per il videofonino in tecnologia combinata UMTS e DVB-H e avviare le trasmissioni nella seconda meta' del 2006.