Associazione Italiana Contro l'Epilessia
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degli oltre 300 mila Italiani con epilessia.
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Ecco
una serie di articoli
sugli sviluppi delle innovative ricerce sulla condizione d'infiammazione
del tessuto cerebrale e le crisi epilettiche, in corso in America, per definire
una nuova ed efficace terapia contro la farmaco resistenza
A breve sarà disponibile anche un articolo in italiano...
Epilessia:
importante passo avanti
per il controllo delle crisi
Grazie
a ricercatori italiani, prospettiva per una terapia innovativa.
La molecola scoperta è identificata con la sigla HMGB1, responsabile
della particolare condizione di infiammazione del tessuto celebrale che pare
predisponga la comparsa ed il ripetersi delle crisi epilettiche. Con la pubblicazione
su "Nature
Medicine" - prestigiosa rivista scientifica - è stata confermata
l'importante ed innovativa scoperta dello studio frutto in gran parte di ricercatori
italiani.
Un'équipe congiunta dell'Istituto
di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e dell'Università
Vita-Salute San Raffaele di Milano, in collaborazione con altre due istituzioni,
l'Università Insubria di Varese e l'Academisch Medisch Centrum di Amsterdam.
"Si tratta" - afferma la dottoressa Annamaria Vezzani dell'Istituto
Mario Negri, coordinatrice della ricerca - "di una scoperta che, oltre
a mostrare un nuovo meccanismo alla base delle crisi epilettiche, apre la
strada al futuro sviluppo di nuove terapie anticonvulsivanti, basate sull'utilizzo
di specifici farmaci antinfiammatori che interferiscono con l'HMGB1 o con
i recettori Toll-like".
Grazie
a questa nuova conoscenza, i ricercatori saranno impegnati a sviluppare
trattamenti capaci di bloccare l'HMGB1 o i recettori Toll-like ai quali essa
si lega, e che potrebbero portare a una nuova categoria di farmaci antiepilettici.
Una prospettiva verificata sugli studi realizzati sul tessuto cerebrale dei
topi. La presenza di HMGB1 e dei recettori Toll-like è stata evidenziata
anche nel tessuto cerebrale ottenuto da pazienti sottoposti a chirurgia perché
affetti da crisi epilettiche insensibili ai farmaci.
"Un importante passo avanti" - conferma la dottoressa Vezzani -
"rispetto alle terapie attualmente disponibili. Queste infatti sebbene
in grado di bloccare le crisi epilettiche, non sembrano poter realmente interferire
con le loro cause. Cio' potrebbe avvenire quando si riuscirà ad avere
a disposizione dei nuovi farmaci, come ad esempio dei particolari antinfiammatori
capaci di agire direttamente sui meccanismi responsabili
delle comparsa delle crisi".
Un traguardo che prevede ora un lungo percorso per la definizione, verifica
e realizzazione dei nuovi farmaci, ma una nuova e concreta prospettiva attesa
da circa il 25% delle persone con epilessia che versa
in condizione di farmaco resistenza: le crisi si manifestano nonostante
l'assunzione delle terapie oggi disponibili che permettono nel circa 70%
dei casi di controllare le crisi.
L'AICE che contribuisce finanziariamente a queste ricerche e si onora
che la dottoressa Annamaria Vezzani, assieme al professor Raffaele Canger
e professor Giuliano Avanzini, costituisca il Comitato Scientifico dell'associazione.
Tutte le donazioni raccolte sono destinate integralmente alla ricerca sulla farmaco resistenza.
Un impegno in favore degli oltre 300 mila italiani con epilessia che l'AICE coniuga assieme al conseguimento della Piena Cittadinanza degli oltre 300mila italiani con epilessia rimuovendo ingiuste discriminazioni che negano il riconoscimento dei casi, circa il 5%, di guarigione, ed un adeguato accesso alle misure integrative per chi è, oggi, farmaco resistente.

German
http://www.medical-tribune.ch/deutsch/Aktuelles/2011/ice.php