> Negli ultimi sei anni (1997-2003) sono stati assunti dall'Amministrazione, senza pianificazione, almeno 148.000 docenti (con contratto a tempo determinato o indeterminato), presi tra gli abilitati delle graduatorie permanenti oppure tra i laureati delle graduatorie di istituto.
Non é facile prevedere cosa succederà nei prossimi dieci anni, fino al 2014. Ma l'analisi storica della consistenza del turn over (cessazioni per limiti di età e per periodo massimo di servizio), ci dice che in questo periodo si dovrebbero liberare almeno da 200 a 300.000 posti.
La stima é molto prudenziale perché non tiene conto delle dimissioni volontarie (pensioni di "anzianità" o prepensionamenti), difficilmente quantificabili perché dipendono dalla legislazione pensionistica, ma che, fino ad oggi, rappresentano la grande maggioranza (in media dall'80 all'85%) del turn over. (Tabb. 5 e 6).
| anno | cessazioni dal servizio (anzianità e dimissioni) | di cui per raggiunti limiti di età | % | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1997/98 | 34.134 |
4.555 |
13,34 |
|
| 1998/99 | 24.454 |
2.567 |
10,50 |
|
| 1999/00 | 25.222 |
2.402 |
9,52 |
|
| 2000/01 | 23.146 |
2.642 |
11,41 |
|
| 2001/02 | 15.082 |
2.260 |
14,98 |
|
| 2002/03 | 15.563 |
2.353 |
15,12 |
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| 2003/04 | 17.575 |
2.866 |
16,31 |
155.176 |
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fonte Miur 2004
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Se le cose restassero come sono oggi, cioè in una situazione di passività da parte dell'amministrazione e di semplice gestione dell'emergenza, ci troveremo nella condizioni di dover constatare che i precari inseriti nelle graduatorie permanenti - in maggioranza non qualificati e con 39 anni di età media - sono gli unici destinati a sostituire gli attuali docenti.
Per almeno altri vent'anni sarebbe preclusa ogni possibilità o speranza di poter migliorare radicalmente l'attuale funzione, le competenze e la qualità degli insegnanti.
L'Italia pagherebbe un debito troppo oneroso agli errori - forse inevitabili - degli anni Settanta.



