Le caratteristiche della graduatoria permanente
> La graduatoria rappresenta fisicamente quasi tutta la domanda degli insegnanti precari e, nello stesso tempo, é lo specchio fedele delle caratteristiche dei "futuri insegnanti" italiani.
Per questo vale la pena osservarne alcune interessanti caratteristiche:
gli iscritti (2002-2003) sono 422.000, di cui il 24% (103.000) è già in ruolo , e non dovrebbe stare in graduatorie "permanenti" che servono per l'assunzione di precari e di supplenti, tenuto conto che gli insegnanti a tempo indeterminato possono contare sui passaggi di ruolo, i quali dovrebbero essere assicurati su tutti i posti vacanti e disponibili , ma solo dopo una consistente permanenza nel ruolo di provenienza.
L'83% sono donne , con una tendenza all'aumento , come si può vedere dalla percentuale delle donne negli ultimi inserimenti nelle graduatorie permanenti (87%). In Italia la femminilizzazione dell'insegnamento è la più alta di tutti i Paesi industrializzati. Qualsiasi ragionamento serio sulla professione docente non può non tenere conto di questo dato, di una professione cioè che fin dagli inizi, e con sempre maggiore intensità, si è strutturata più sulle caratteristiche di un personale femminile con famiglia da gestire, che su quelle di una vera professione. Tutto ciò ovviamente nel presupposto ideologico che a una donna non si addice una vera professione;
Il 62% proviene dal Sud. Il 25% emigra nelle graduatorie del Nord dove pensa di avere più occasioni di impiego. Come per la femminilizzazione la tendenza è in aumento. Il 70% degli ultimi inseriti in graduatoria (2002-2003) proviene dal Sud. Alla segregazione di genere si somma quindi anche quella geografica;
Il 53% appartiene all'area umanistica: 28% lettere e filosofia, 14% lingue straniere, 11,4% musica. Per assumere tutti i precari di queste classi di concorso al ritmo dell'attuale turn over non basterebbe mezzo secolo, e per musica e filosofia molto di più.
Il 51% ha un'età compresa fra i 35 e i 40 anni. Quindi è un precariato "non giovane", il che aumenta, comprensibilmente, la tensione e a volte la disperazione. Si tratta nella maggioranza di donne sposate che:
- hanno investito tutto il loro tempo e le loro energie sul posto di insegnamento;
- non sono più in grado di assumere altri impegni lavorativi per i quali non hanno acquisito competenze;
- non sono disponibili ad altri impieghi , perché per mantenere la speranza del posto di insegnamento devono essere disponibili a tutte le supplenze, anche brevi, perché comunque servono ad accumulare punteggio;
- in generale la maggioranza arriva stanca al ruolo: per loro é la fine di una "carriera" piuttosto che l'inizio di un percorso professionale.
Le graduatorie non comprendono tutti gli aspiranti all'insegnamento : i 422.000 (che depurati da quelli già di ruolo sono 319.000) sono solo una parte degli aspiranti all'insegnamento. Oltre a questi, ci sono i "non abilitati" che affollano le graduatorie di istituto.
Questi, nonostante sia da tempo istituita la laurea abilitante per i diplomati che aspirano ad insegnare nella scuola dell'infanzia o primaria, e ci siano le scuole di specializzazione, SISS, per i laureati che intendono insegnare nella scuola secondaria, premono per avere nuove sanatorie, che regolarmente ottengono come dimostra l'approvazione della legge 53 del 2003 (art.5) e la recente 143/2004.
I posti complessivamente disponibili per supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (2002-2003) sono 88.000 (questo numero comprende sia i posti effettivamente vacanti, ossia senza titolare, sia quelli disponibili per l'intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, ma occupati da un titolare a vario titolo distaccato dall'insegnamento (distacchi sindacali, parlamentari, amministrativi, ecc..). I posti effettivamente vacanti e quindi disponibili per nuove immissioni in ruolo (2002-2003) sono circa 42.000 (Tab.5).
|
|---|

