La fine silenziosa del concorso
> Anche dopo l'approvazione delle legge 124, le cause principali del riprodursi del precariato sono rimaste intatte:
- l'urgenza di utilizzare personale comunque qualificato (anche privo di titolo di abilitazione) per coprire i posti disponibili;
- l'inefficienza, la lentezza e la macchinosità delle procedure di selezione (i concorsi) , che sono rimaste quasi identiche in più di un secolo e mezzo di storia scolastica: Luigi Settembrini diventò insegnante di liceo nel 1835 con una procedura molto simile (un compito scritto e un orale davanti a una commissione) a quella utilizzata nell'ultimo concorso "ordinario" bandito nel 1999 con le legge 124; 9
- l'assenza di una pianificazione del personale che tenesse conto del turn-over, delle modificazioni dei programmi, dell'espansione della domanda e dell'evoluzione organizzativa del sistema;
- l'accentramento della gestione delle procedure selettive, che aumenta il tasso di inefficienza e, soprattutto, accresce la pressione degli interessi particolari sul Parlamento. In questo caso l'amministrazione centrale funziona come un organo di "rappresentanza" e di mediazione tra gli interessi dei precari e le soluzioni legislative reclamate, predisposte dalla stessa amministrazione e "offerte" al Parlamento.
La legge 124/1999 voleva essere la soluzione definitiva del precariato, ma non ha evitato nessuno di questi difetti. In realtà si trattava di un tentativo di "salvare" il principio del concorso selettivo e meritocratico, e, nello stesso tempo, di chiudere "una volta per tutte" il debito contratto con i supplenti, ma la legge 143/04 è la dimostrazione lampante del suo fallimento.
Nonostante le intenzioni , si può affermare che la prima vittima della 124 é il sistema concorsuale, il quale scompare silenziosamente dalla scena del mercato del lavoro scolastico senza che se ne sia ancora trovata una alternativa altrettanto prestigiosa.

