Il precariato

peculiarità ed evoluzione

•  Alcuni dati storici sul precariato

> Il moltiplicarsi delle ipotesi di sistemazione in ruolo senza concorso é legato alle ingenti dimensioni assunte nel Dopoguerra dal fenomeno del precariato, soprattutto nelle scuole secondarie. Peraltro, un'analisi sia pure sommaria dei dati disponibili relativamente agli anni precedenti, sembrano smentire il diffuso convincimento che il fenomeno del precariato nella scuola sia tipico e limitato al secondo Dopoguerra. Esso va piuttosto configurato come un elemento del mercato del lavoro scolastico a carattere endemico: secondo i dati forniti dalla Ragioneria Generale relativi agli anni del Fascismo 3, il fenomeno era largamente presente durante il Ventennio.

Inoltre, il precariato e le continue sanatorie fu assai diffuso anche in tutto il periodo compreso tra la legge Casati (1859) e l'emanazione nel 1906 del primo "Stato giuridico" degli insegnanti, a causa soprattutto del forte squilibrio tra il numero delle cattedre e la scarsità di insegnanti in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge Casati per la partecipazione ai concorsi. Il dato emerge chiaramente dalle testimonianze dei contemporanei e dalle indicazioni sul ricorso alle abilitazioni straordinarie da parte di numerosi ministri dell'istruzione (soprattutto Coppino, Boselli, Bacelli), riportate dagli storici (Tab. 2) 4.

La grande espansione della scolarità, iniziata negli anni Sessanta, non modificò i caratteri essenziali del sistema di reclutamento, che continuò a ricercare un difficile equilibrio tra il concorso meritocratico e rigorosamente selettivo da una parte e, dall'altra, l'inevitabile sanatoria di coloro che rivendicavano il diritto alla sistemazione in ruolo per aver effettuato alcuni anni di supplenza senza nessuna qualificazione, che non fosse il titolo di studio: laurea o diploma magistrale.

Tab. 2
Dati storici sulla consistenza del personale non di ruolo
5

 Anno

insegnanti
di ruolo

non
di ruolo

% precari
/ruolo

totale
insegnanti

1932 *

12.041

6.758

56,1

18.799

1935 *

14.261

11.127

78,0

25.388

1940 *

19829

13.820

69,7

33.649

1946

123.724

52.364

42,3

176.088

1950

162.911

76.755

47,1

239.666

1958

230.832

83.546

36,2

314.378

1965

281.156

69.623

24,8

350.779

1970

360.785

186.115

51,6

546.900

1975

569.235

161.833

28,4

731.068

1980

721.188

98.862

13,7

820.050

1982

649.925

137.750

21,2

787.675

1983

701.776

113.845

16,2

815.621

1985

830.420

66.326

8,0

896.746

1991

813.339

95.122

11,7

908.461

1992

817.825

80.314

9,8

898.139

1993

811.976

69.598

8,6

881.574

1994

794.422

75.968

9,6

870.390

1995

789.874

72.606

9,2

862.480

1996

774.386

87.460

11,3

861.846

1999

751.330

88.360

11,8

839.690

2000

716.085

139.797

19,5

855.882

2001

736.010

92.015

12,5

828.025

2002

722.182

105.049

14,5

827.231

* insegnanti universitari e secondari


_______________________
3 cfr. M. Gigante, L'amministrazione della scuola , Milano, Giuffré, 1988, pp.202-204.
4 A. Santoni Rugiu, Il professore nella scuola italiana , Firenze, La Nuova Italia, 1967.
5 Varie fonti: M. Gigante, L'amministrazione scolastica , Milano, Giuffré, 1988; Eurydice 1986. L'anno dell'educazione e della formazione , Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1987; Studi e Documenti degli Annali della Pubblica Istruzione, La scuola italiana degli anni Ottanta , Firezne, Le Monnier, 1987; R. Barone, La spesa pubblica per l'istruzione in Italia , Tesi di laurea, Roma, Università "La Sapienza", 1998; Quaderni degli Annali dell'Istruzione, Il chi é della scuola italiana , Firenze, Le Monnier, 2003.

©2004 ADi Associazione Docenti Italiani