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La
mostra presenta una serie di splendidi oggetti legati all’arte della spada
giapponese, tra i quali 60 spade, 100 fornimenti (tra i quali tsuba, koshirae,
kozuka), quattro armature ed elmi, una ventina tra stampe e kakemono in
tema, provenienti da collezioni private e dalle raccolte del Museo Medievale
e del Museo del Risorgimento di Bologna.
Da
più di mille anni, la spada giapponese rappresenta uno dei massimi
risultati artistici e tecnologici della lavorazione manuale dell'acciaio.
La sua valenza artistica (inscindibile per altro da quella di efficacissima
lama) fece sì che solo le classi più abbienti, dai bushi
e samurai ai più ricchi mercanti, potessero esserne i committenti
(persino l'imperatore Gotoba, nel XII sec., volle, con successo, cimentarsi
in questa arte raffinata), anche se parallelamente emerse una produzione
di massa specialmente nei periodi più turbolenti di guerre, ove
la qualità passava necessariamente in secondo piano. le diverse
tecniche di guerra e di duello nel corso dei secoli influenzarono forma,
dimensioni e misure delle lame giapponesi.
Ogni spada è irripetibile nella sua unicità, per quanto
modesta o aulica ne sia stata la concezione, sì da poterne individuare
l'epoca, la scuola, l'autore, con un attento esame delle sole caratteristiche
esteriori: la firma dell'artista, bulinata sul codolo della lama, spesso
è assente in quanto l'opera d'arte è chiara è sufficiente
firma a se stessa.
Particolarmente affascinante è il procedimento tecnico di realizzazione
della spada, che prevede una serie di passaggi successivi determinati
da canoni precisi ma sempre variati. Lo spadaio forgiatore, dopo aver
purificato il metallo con ripiegature e martellature incessanti che creano
una struttura simile ad un tessuto di damasco, forgia la lama, che viene
poi temperata e ritemprata con un composto refrattario d'argilla e acqua,
e infine raffreddata in acqua mai fredda, ottenendo una superficie più
o meno ricca di strutture metalliche diverse. Indispensabile è
il successivo intervento del politore, il quale con un faticoso e lungo
intervento sulla lama, utilizzando particolari pietre naturali di diverse
durezze, farà assumere al manufatto quella lucentezza così
peculiare ed inimitabile che solo la spada giapponese possiede, rivelando
quel che lo spadaio forgiatore ha voluto creare nell'acciaio, quasi trasmettendovi
una parte della propria personalità.
Queste complesse tecniche di forgiatura e politura delle
lame verranno illustrate da pannelli didattici in mostra e dal vivo, tutte
le domeniche mattina, attraverso visite guidate e dimostrazioni di politura
a cura di esperti dell'Intk, a cui si accompagneranno conferenze di esperti
della storia dell'arte giapponese.
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