mostre
4 febbraio-18 marzo 2001 (prorogata al 1 aprile)
Token
L’arte della spada giapponese

Museo Civico Medievale

Organizzata dall'Associazione Italiana per la spada giapponese- Itaria Nihon Token Kyokai- Intk e Musei Civici d'Arte Antica di Bologna nel quadro del progetto Fikta 2000 promosso dalla Fikta Federazione Italiana Karatè Tradizionale e.d.a. nell'ambito delle manifestazioni per Bologna Città Europea della Cultura nel 2000 con la collaborazione di Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Università degli Studi di Bologna e con il patrocinio dell'Istituto Giapponese di Cultura-The Japan Foundation e del Consolato Generale del Giappone con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e di Canon Italia
ALLESTIMENTO
iniziative

 

La mostra presenta una serie di splendidi oggetti legati all’arte della spada giapponese, tra i quali 60 spade, 100 fornimenti (tra i quali tsuba, koshirae, kozuka), quattro armature ed elmi, una ventina tra stampe e kakemono in tema, provenienti da collezioni private e dalle raccolte del Museo Medievale e del Museo del Risorgimento di Bologna.

Da più di mille anni, la spada giapponese rappresenta uno dei massimi risultati artistici e tecnologici della lavorazione manuale dell'acciaio.
La sua valenza artistica (inscindibile per altro da quella di efficacissima lama) fece sì che solo le classi più abbienti, dai bushi e samurai ai più ricchi mercanti, potessero esserne i committenti (persino l'imperatore Gotoba, nel XII sec., volle, con successo, cimentarsi in questa arte raffinata), anche se parallelamente emerse una produzione di massa specialmente nei periodi più turbolenti di guerre, ove la qualità passava necessariamente in secondo piano. le diverse tecniche di guerra e di duello nel corso dei secoli influenzarono forma, dimensioni e misure delle lame giapponesi.
Ogni spada è irripetibile nella sua unicità, per quanto modesta o aulica ne sia stata la concezione, sì da poterne individuare l'epoca, la scuola, l'autore, con un attento esame delle sole caratteristiche esteriori: la firma dell'artista, bulinata sul codolo della lama, spesso è assente in quanto l'opera d'arte è chiara è sufficiente firma a se stessa.

Particolarmente affascinante è il procedimento tecnico di realizzazione della spada, che prevede una serie di passaggi successivi determinati da canoni precisi ma sempre variati. Lo spadaio forgiatore, dopo aver purificato il metallo con ripiegature e martellature incessanti che creano una struttura simile ad un tessuto di damasco, forgia la lama, che viene poi temperata e ritemprata con un composto refrattario d'argilla e acqua, e infine raffreddata in acqua mai fredda, ottenendo una superficie più o meno ricca di strutture metalliche diverse. Indispensabile è il successivo intervento del politore, il quale con un faticoso e lungo intervento sulla lama, utilizzando particolari pietre naturali di diverse durezze, farà assumere al manufatto quella lucentezza così peculiare ed inimitabile che solo la spada giapponese possiede, rivelando quel che lo spadaio forgiatore ha voluto creare nell'acciaio, quasi trasmettendovi una parte della propria personalità.

Queste complesse tecniche di forgiatura e politura delle lame verranno illustrate da pannelli didattici in mostra e dal vivo, tutte le domeniche mattina, attraverso visite guidate e dimostrazioni di politura a cura di esperti dell'Intk, a cui si accompagneranno conferenze di esperti della storia dell'arte giapponese.

 
Il catalogo


Token.
L'arte della spada giapponese

a cura di Alberto Roatti, Stefano Verrina e Massimo Rossi
Costa, 2001

                                                                         
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