mostre  
B. Cesi, Ritratto di frate

dal 23 settembre 2005 al 6 gennaio 2006

Ritratti coi libri

Opere dalle Collezioni Comunali d'Arte e dal Museo Davia Bargellini

Collezioni Comunali d'Arte

 
   

Ritratto di Scipione Bargellini

Lavinia Fontana (Bologna, 1552-Roma, 1614)
Ritratto di Scipione Bargellini
olio su tela
Museo Davia Bargellini

La mostra espone una selezione di ritratti in gran parte conservati in deposito e normalmente non visibili al pubblico.
Assai differenti tra loro sia per tipologia (dal ritratto celebrativo di grandi dimensioni ai preziosi ritrattini miniati) che per ambito cronologico (dal XVI al XIX secolo), tutti i ritratti esposti sono accomunati dalla presenza di libri tra gli attributi dei personaggi effigiati.
Tradizionalmente utilizzati nelle arti figurative come simboli di sapienza, cultura, erudizione i libri compaiono in questa breve carrellata di dipinti con diverse eccezioni: dal consunto breviario, veicolo della morale cattolica controriformata nelle mani del frate, dipinto da Bartolomeo Cesi, al voluminoso testo ostentato dal giurista Scipione Bargellini che si fa pomposamente ritrarre tra gli scaffali della propria biblioteca.

Ritratto del cardinale Prospero Lambertini
Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnolo (Bologna, 1665 - 1747)
Ritratto del Cardinale Prospero Lambertini, 1739-1740
olio su tela
Museo Davia Bargellini

(...)Mancano notizie dirette su questo ritratto di piccolo formato del cardinale Prospero Lambertini. Qui è ripreso nel suo studio, con la penna in mano, in un ambiente dove tutto appare mosso: i volumi sul fondo, il libro aperto sullo scrittoio, la tenda tirata dal servo(...)

(Elisabetta Berselli)
Ritratto di Giovanni Antonio Davia

Pittore bolognese (?), fine XVII-inizio XVIII secolo
Ritratto di Giovanni Antonio Davia
olio su tela
Museo Davia Bargellini


(...)Il ritratto raffigura uno dei più brillanti esponenti della famiglia Davia, uomo di cultura e amante delle scienze, oltre che valoroso militare e accorto diplomatico. Il quadro ritrae Giovanni Antonio in abito ecclesiastico (nel 1690 fu consacrato vescovo di Tebe), sul quale indossa una preziosa sopraveste foderata di pelliccia, mentre sul capo un colbacco di pelo sostituisce un più consono copricapo ecclesiastico. Questi elementi alludono chiaramente al suo soggiorno nei paesi del nord Europa, dove per molti anni ricoprì la carica di nunzio apostolico a Bruxelles, a Colonia e a Varsavia(...)
(Silvia Battistini)


 
 
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