26 gennaio-10 marzo 1991

Piccoli artifici
Miniature e ritrattini delle raccolte civiche
Lapidario del Museo Civico Medievale

 
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La rassegna vuole documentare con un’attenta scelta, la ricca collezione di miniature
civiche, un complesso di 255 pezzi che per ampiezza e qualità può essere annoverato tra i maggiori in Italia.
Lo studio dei materiali ha permesso di individuare tra gli altri un capolavoro di Bartolomeo Passerotti e un bellissimo pendant di Rosalba Carriera che sarà reso noto per la prima volta in occasione della mostra.

Il gruppo di miniature più bello ed omogeneo è quello conservato nelle Collezioni Comunali d’Arte, facente parte del lascito Rusconi.
Sono 160 di cui, ad olio su rame, 23 ritrattini tra i quali il presunto ritratto di Ferdinando II dè Medici attributo a Giusto Sustermans, e 9 paesaggini ad olio su materiali vari. Le rimanenti 126 sono miniature ad acquerello su avorio, tra le quali la più antica è una scena galante attribuile a Carl Glingstedt, mentre le altre sono ritrattini scalabili dai primi anni del Settecento agli anni ’60 dell’Ottocento.
36 sono firmate, quasi tutte del XIX secolo, talora da sconosciuti, talora da artisti noti e di talento come Busset, Guerin, Jacques, Dun, Saint, Cior, il bolognese Barera con il graziosissimo ritrattino del figlio, Faja, il bolognese Paradisi, Millet, Wailand, Meuret per citare solo i migliori fra stranieri e italiani.
Fra le miniature attribuite spiccano quelle ascrivibili a Rosalba Carriera, Augustin, Ritt Lesseur, Fueger, Betoldi con un bel gruppo di famiglia, Aubry con 5 ritratti, Vougt con un ritratto di Napoleone I, Lieder con ritratto di Francesco II imperatore d’Austria, Restallino con il ritratto di Luigi I di Baviera; sono tutte di ottima qualità.
In questo gruppo vi sono molti esempi di miniature settecentesche racchiuse in medaglioni decorati di strass e destinati a figurare come gioielli nell’abbigliamento, e anche di porta-ritratti dell’Ottocento da appoggiare, portare in tasca o in valigia.

Più modesto il gruppo del lascito Verzaglia Rusconi ora conservato al Museo Davia Bargellini, 48 miniature ad acquerello su avorio di cui solo la più antica attribuibile a Cabbaey raffigura Ercole ed Onfale mentre le altre sono ritrattini scalabili dai primi anni del Settecento sino alla fine dell’Ottocento e 12 inserite su coperchio di scatoline rotonde. Solo 4 sono firmate mentre tra le attribuite spiccano quelle ascrivibili al Gigola, Bencini, Hornemann, Delgado, Landolfi con il ritratto di Maria Luisa d’Austria, Legenvre, D’Aubigny, Horsley, Sauvinet.

Il terzo gruppo, sempre al Davia Bargellini, è costituito dai 35 piccoli dipinti in maggioranza ad olio su metallo, facenti parte del lascito di Giuseppe Davia al quale spettano 4 paesaggini firmati e datati, mentre 18 sono di soggetto religioso, 11 ritrattini e 2 nature morte molto belle, di scuola romana della II metà del ‘600.
Fra i ritrattini ve n’è uno virile che sul retro reca una scritta antica che lo attribuisce al Cavedoni ed è datato 1628, un altro virile di scuola olandese della metà del ‘600 molto bello su tartaruga, uno su legno attribuibile a Bartolomeo Passerotti, bellissimo, altro femminile al Marchesi. Fra i soggetti religiosi 11 sono attribuibili al Capuri.
Splendido è poi il ritrattino di Re Sole, a smalto del Petitot e riccamente incorniciato, proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Vita.
All’interno di questa ricca collezione verranno selezionate circa 150 opere particolarmente significative per qualità intrinseca e perché esemplificative di un gusto molto diffuso.

La rassegna si inserisce nell’ambito della più ampia attività istituzionale dei Musei Civici d’Arte Antica e giunge al termine di un lungo e minuzioso lavoro di schedatura e restauro, cui hanno sovrinteso gli ispettori al museo Carla Bernardini e Massimo Medica.

Lo studio delle opere è stato curato da Simonetta Stagni, cui si debbono i testi in catalogo.

                                                       
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