15 aprile - 16 luglio 2000
Duecento.
Forme e colori del Medioevo a Bologna

Museo Civico Archeologico
organizzata dai Musei Civici d’Arte Antica nell’ambito delle iniziative per "Bologna Città Europea della Cultura del 2000"
 
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ALLESTIMENTO

    iniziative  

 
I Musei Civici d’Arte Antica organizzano, con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Bologna e di alcuni dei più autorevoli studiosi italiani e stranieri d’arte medievale, la mostra Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, curata da Eugenio Riccòmini e da Massimo Medica, che si terrà dal 15 aprile al 16 luglio 2000 presso il Museo Civico Archeologico.
 
La mostra intende rievocare, attraverso le trame dell’arte locale, uno dei periodi di massima fioritura della città: nel corso del XIII secolo Bologna si segnala infatti come una delle maggiori capitali d’Europa, allora più grande di Londra, di Colonia e della stessa Parigi.
 
Come per altre città padane, la maggiore autonomia politica e l’affermazione delle magistrature comunali fu resa possibile, alla morte di Enrico VI nel 1197, dall’allentarsi del potere imperiale sui domini italiani; ma ancor più epico sarebbe stato, per la città , il contrasto vittorioso con il nuovo imperatore Federico II, che quelle stesse autonomie cercò di annullare ed il cui figlio Enzo consumò la propria vita proprio a Bologna, in una lunga prigionia dorata.
 
Sede di un’Università in continua espansione, la città si caratterizza a livello europeo come uno dei più importanti centri di studio, polo assai vivo di scambi culturali e punto di incrocio di tendenze artistiche di diverse origini, grazie anche all’intervento degli ordini religiosi. Aperta assai per tempo agli influssi del Gotico d’oltralpe ed alle diverse sollecitazioni dell’arte bizantina, la città manifesta anche una vivace comunicazione con i contemporanei fatti della cultura dell’Italia centrale, come testimoniano—oltre al precoce episodio legato alla decorazione del Santo Sepolcro in Santo Stefano, probabile opera del lucchese Marco Berlinghieri – le opere di Giunta Pisano e di altri maestri giunteschi provenienti dalla Toscana e dall’Umbria, nonché la maestà di Cimabue.
Risalgono a questo periodo anche alcuni dei più importanti interventi architettonici ed urbanistici compiuti nella città, come documentano la realizzazione del Palazzo del Comune e dell’adiacente piazza pubblica (oggi Piazza Maggiore) e la costruzione dei grandi complessi conventuali degli Ordini Mendicanti, ad iniziare da San Domenico e San Francesco.
 
Una vicenda in larga misura ancora inesplorata che la mostra intende ripercorrere, riunendo per la prima volta circa centocinquanta opere –comprendenti dipinti su tavola, affreschi, sculture, codici miniati, oreficerie, avori, vetrate e tessuti-- provenienti, oltre che dalle chiese e dalle collezioni cittadine, da varii musei e collezioni italiani e stranieri.
 
Seguendo un percorso espositivo articolato in più sezioni, si potranno pertanto ammirare, a fianco della grande Croce dipinta da Giunta Pisano per la Chiesa di San Domenico e degli altri crocifissi duecenteschi ancora oggi conservati a Bologna e nella Romagna, la maestà di Cimabue della Chiesa dei Servi e alcuni importanti frammenti scultorei appartenuti all’Arca di San Domenico, opera di Nicola Pisano, per la prima volta riuniti a Bologna dopo la loro dispersione. verranno inoltre esposti alcuni capolavori dell’oreficeria (Reliquiario di S. Luigi) e soprattutto della decorazione libraria, a testimonianza dell’attività svolta sia dagli scriptoria laici d’ambito universitario (per lo più legati al settore dei testi giuridici) che da quelli conventuali. La mostra sarà quindi l’occasione per ripercorrere gli sviluppi della miniatura locale, il cui avvio agli inizi del secolo appare ancora non del tutto chiarito.
 
Proprio il confronto con la ricca produzione dei miniatori consentirà di seguire le successive vicende dell’arte locale quando a partire dalla seconda metà del Duecento andò affermandosi in città una cultura figurativa di grande elezione formale, caratterizzata da tratti inconfondibilmente occidentali e da suggestioni bizantine. Protagonista di quest’ultima fase fu il cosiddetto "Maestro di Gerona" di cui la mostra presenterà la famosa Bibbia della Cattedrale di Gerona, insieme ad una ricca selezione di opere prestate per l’occasione dalla Biblioteca Capitolare di Toledo, dalla Biblioteca dell’Escurial, dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles e da altre importanti biblioteche e collezioni italiane. Un gruppo di importanti manoscritti miniati proverrà poi dalla Bibliothéque Nationale di Parigi. In mostra sarà esposto anche un grande plastico della Bologna duecentesca realizzato per l’occasione.
 

Il comitato scientifico

La mostra, organizzata dai Musei Civici d’Arte Antica, è curata da Eugenio Riccòmini, direttore dei Musei Civici d’Arte Antica, e da Massimo Medica, conservatore del Museo Civico Medievale, con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Bologna e di alcuni dei più autorevoli studiosi italiani e stranieri di arte medievale: François Avril (Bibliothèque Nationale di Parigi); Luciano Bellosi (Università degli Studi di Firenze); Jadranka Bentini (Soprintendenza Beni Artistici e Storici di Bologna); Daniele Benati (Università degli Studi di Udine); Miklos Boskovits (Università degli Studi di Firenze); Andrea Emiliani (Soprintendenza Beni Artistici e Storici di Bologna); Massimo Ferretti (Università degli Studi di Bologna); Anna Maria Matteucci (Università degli Studi di Bologna); Giovanni Romano (Università degli Studi di Torino).

Le opere

In mostra saranno esposte circa 150 opere (comprendenti dipinti su tavola, affreschi, sculture, codici miniati, oreficerie, avori , vetrate, e tessuti) provenienti da:

musei e biblioteche italiani: Bologna: Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d’Arte, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Pinacoteca Nazionale, Archivio di Stato, Biblioteca Universitaria, Collegio di Spagna, Museo di Santo Stefano; Ferrara: Pinacoteca Nazionale, Museo del Duomo; Firenze: Museo Nazionale del Bargello, Museo di San Marco, Biblioteca Medicea Laurenziana, Biblioteca Riccardiana; Forlì: Pinacoteca Civica; Faenza: Pinacoteca Comunale; Imola: Museo Diocesano; Lucca: Biblioteca Capitolare; Parma: Biblioteca Palatina; Piacenza: Archivio Capitolare; Roma: Biblioteca Apostolica Vaticana; Torino: Biblioteca Nazionale, Biblioteca Universitaria; Venezia: Biblioteca Marciana; Fondazione Giorgio Cini.

musei e biblioteche stranieri: Boston: Museum of Fine Arts; Budapest: Szépmuvészeti Muzeum; Escuriale: Biblioteca del Monastero; Gerona: Biblioteca Capitolare; Londra: British Library; Los Angeles: J. Paul Getty Museum; Madrid: Biblioteca Nazionale; Monaco: Staatliche Graphische Sammlung; Parigi: Bibliothèque Nationale, Bibiothèque Mazarine; Toledo: Biblioteca Capitolare; Washington: National Gallery of Art.

collezioni private

chiese bolognesi: San Domenico, San Francesco, San Giacomo, Santa Maria dei Servi, Santa Maria della Mascarella, San Pietro, San Procolo, San Vittore.

Visite guidate

per gruppi e scolaresche, a pagamento e solo su prenotazione. per informazioni: Guide d’Arte, Piazza dei Martiri 5/2, 40121 Bologna, tel +39 051 4210809, fax +39 051 4214652, e-mail: assgart@iperbole. bologna.it

Il catalogo

Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna
a cura di Massimo Medica
Venezia, Marsilio, 2000

Il cd-rom

Duecento. I luoghi e le opere d’arte a Bologna
a cura di Fabrizio Lollini e Silvia Battistini
realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola
Video’s, 2000


                                                                          
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