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I Musei Civici d'Arte Antica di Bologna presentano presso le Collezioni Comunali d'Arte la mostra " di bella mano". Disegni antichi dalla raccolta Franchi": più di ottanta disegni dei secoli XVI-XIX, tra i quali molti inediti, provenienti da un'importante collezione privata e fino ad oggi mai esposti tutti insieme. Notevole è soprattutto il nucleo bolognese, con opere di Pupini, Tibaldi, Cesi, Sabatini, Domenichino, Lanfranco, Cantarini, Burrini, Creti, Minozzi, Basoli, Giani ed in particolare dei Gandolfi (con ben 16 fogli tra i quali, di Gaetano, le Insegne araldiche per le nozze di Luigi XIV e Maria Antonietta). Di grande interesse sono specialmente i bozzetti preparatori per alcune delle più importanti decorazioni barocche ad affresco di ben noti palazzi e monumenti di Bologna: dall'Apoteosi di Ercole di Domenico Maria Canuti per Palazzo Pepoli a Pietro Aldrovandi sconfigge i turchi di Vittorio Maria Bigari per la galleria di "Fasti" del Palazzo oggi Montanari, fino al progetto di Gaetano Gandolfi per la cupola di S. Maria della Vita a Bologna. La raccolta comprende inoltre opere delle altre principali scuole: milanese (Procaccini), genovese (Benso, Castiglione), napoletana (Salvator Rosa, De Matteis), fiorentina (Giovanni da San Giovanni e volterrano) e soprattutto romana (con Gimignani e Corvi). Di particolare fascino sono il disegno del romano Filippo Luzi (sec. XVIII) per la famosa serie medicea dei piatti d'argento "Di San Giovanni", poi fusi durante la rivoluzione francese, e la serie visionaria del marchigiano artista giacobino Fortunato Duranti. Tra le gemme della collezione, tre splendidi disegni del XVI secolo: un San Sebastiano di Perugino, uno studio di Giulio Romano per le decorazioni di Palazzo Te a Mantova, ed uno studio per cavaliere attribuito a Leonardo da Carlo Pedretti, uno dei maggiori specialisti viventi dell'artista e considerato per i suoi requisiti qualitativi, pur essendo "senza storia", nel novero degli studi per la celebre e mai eseguita Battaglia di Anghiari. Illustre la provenienza di molte delle opere, certificata da scritti e timbri di collezione: dal Padre Filippino Sebastiano resta al principe viennese Nicolaus Esterhazy al celebre fotografo tedesco recentemente scomparso Herbert List. La mostra, a cura di Eugenio Riccòmini, Carla Bernardini, Massimo Medica e Stefano Tumidei con la collaborazione del proprietario delle opere, è illustrata da un catalogo di autori vari coordinato da Stefano Tumidei e pubblicato da Monofotolito con il contributo di Synthelabo. |