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I musei Civici dArte Antica presentano la mostra "Il museo che non si vede. Cose belle e curiose dai depositi dei Musei Civici d'Arte Antica", allestita presso il Museo Civico Medievale. "Cose mai viste", è stato detto: escono infatti per la prima volta dai depositi, dopo un attento restauro, circa ottanta opere di grande pregio, insieme ad alcune nuove acquisizioni e doni, in attesa della |
| definitiva collocazione presso le tre sedi dei Musei Civici d'Arte Antica di Bologna - il Museo Civico Medievale, il Museo Davia Bargellini, le Collezioni Comunali d'Arte.Tra le opere esposte si segnalano la Vergine costantinopolitana in mosaico (XII secolo), il prezioso trittico cinquecentesco con le Storie del Battista in smalto di Limoges collocato in origine nella Cappella Poggi in San Giacomo Maggiore, il grande cartone preparatorio per l'Adorazione dei pastori attribuito al fiammingo Pedro de Campana, i settecenteschi ritratti dei nobili "principi" dell'Accademia degli Argonauti, | ||
| gli splendidi ovali di Ubaldo Gandolfi provenienti dalle "doti" degli istituti assistenziali cittadini, i due scenografici orologi bolognesi dei secoli XVIII-XIX, i rari strumenti musicali antichi, le ceramiche rinascimentali appartenenti alle collezioni del Museo Medievale (una delle più ricche d'Europa), i bronzi, le terracotte e gli stucchi. Una varietà di materiali che ripropone la tipologia specifica del "Museo Civico" quale è venuto definendosi nel corso del secondo Ottocento, | ![]() |