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9 marzo - 6 maggio 2001
Aemilia Ars: 1898-1903
Arts and Crafts a Bologna
Collezioni Comunali d’Arte
 
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iniziative

21 aprile, dalle ore 10 alle ore 12
Giornata Aemilia Ars a Bologna

Organizzata in collaborazione con l'Associazione Dimore Storiche Italiane- sezione Emilia Romagna e
l'Associazione Commercianti di Bologna

Sabato 21 aprile dalle ore 10 alle 12 in occasione della Giornata Aemilia Ars a Bologna verranno aperti al pubblico per la prima volta alcuni edifici cittadini decorati dagli artisti dell'Aemilia Ars: l'ex Sala dei Matrimoni in Palazzo Comunale (Piazza maggiore 6, presso gli Uffici dei Servizi Demografici al piano terra), Palazzo Pizzardi (via Castiglione 29) e Palazzo Cavazza (via Farini 3).
Le visite, a cura di Gaia-Guide accompagnatori interpreti autorizzati, avranno inizio in ognuno degli edifici interessati ogni quarto d'ora dalle 10 alle 12 (inizio ultima visita alle 11.45); l'ingresso è gratuito.

Già a partire dagli ultimi due decenni dell'Ottocento il gruppo degli artisti dell'Aemilia Ars aveva avviato interventi in diversi edifici pubblici e privati a Bologna ed in altri centri della regione, ispirati all'eclettismo storicista ed al revival del Gotico e del primo Rinascimento, ed al contempo già influenzati dal nuovo gusto liberty.

Particolarmente significativi furono le opere realizzate per le residenze di nobili impegnati in prima persona nell'impresa dell'Aemilia Ars. La decorazione del Palazzo Pizzardi, residenza del filantropo marchese Carlo Alberto, fu progettata a partire dal 1894 da Achille Casanova e Augusto Sezanne sulla base di un progetto che integrava ornamento pittorico e arredamento, ispirati all'eclettismo storicista ed a squisiti elementi naturali, come nel leit-motiv dell'orchidea stilizzata e dorata del mobilio e nei fregi con rappresentazioni simboliche dei quattro momenti della giornata, affollate di fiori ed uccelli. In Palazzo Cavazza, gli appartamenti dei conti Francesco e Lina (fondatrice quest'ultima della sezione "Merletti e Ricami" della società) furono arredati e decorati tra 1898 e 1900 da Achille Casanova e altri artisti con gusto già pienamente liberty, evidente nell'esplosione degli oleandri nel soffitto e nel fregio con bianchi pavoni sullo sfondo di ireos, come nella bella porta decorata a motivi floreali. Rappresenta invece un esempio del nuovo ruolo assunto nello stato postunitario dalla committenza pubblica la ex Sala dei Matrimoni in Palazzo Comunale, decorata tra 1900 e 1902 da Achille Casanova con elementi floreali allegorici, allusivi alla verginità, all'amore, alla bellezza ed alla fecondità-- rami e ghirlande di fiori d'arancio, garofani e rose-- mentre la boiserie fu realizzata da Vittorio Fiori.