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La mostra
Strumenti a fiato in legno dalle collezioni
private italiane presenta per la prima volta circa duecento
strumenti a fiato provenienti da ventisei collezioni private italiane,
a cui si affiancano alcuni pezzi della preziosa raccolta del Museo Civico
Medievale. Gli strumenti, appartenenti alla categoria dei legni d'orchestra
(flauti traversi, oboi, clarinetti e fagotti) e degli strumenti affini
(flauti dolci, flagioletti, cucù, pifferi) sono tutti riferibili alla
musica colta e databili tra la fine del Sei e gli inizi del Novecento.
Tra i pezzi di maggior pregio sono presenti flauti dolci e flagioletti
in avorio del Seicento insieme a flauti traversi d'avorio del Settecento;
rare varietà di flauti dolci dell'Ottocento, oboi unici del periodo classico
e fagotti di fattura viennese e francese tra Sette e Ottocento. |
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| La
mostra --a cura di Gianni Lazzari, docente di flauto e Presidente della
Società Italiana del Flauto Traverso Storico-- si propone innanzitutto di
presentare al grande pubblico ed agli studiosi un prezioso patrimonio storico,
che si affianca a quello delle Accademie rinascimentali e delle istituzioni
private di formazione ottocentesca e che risulta ancora in gran parte sconosciuto.
Se già da tempo in Italia si riscontra infatti un rinnovato interesse per
gli strumenti musicali delle collezioni pubbliche e semiprivate (che ha
prodotto anche l'edizione di nuovi cataloghi, come quelli del Museo Nazionale
degli Strumenti Musicali a Roma, del Museo del Castello Sforzesco a Milano,
della raccolta dello stesso Museo Civico Medievale a Bologna), non altrettanta
attenzione è stata finora riservata al collezionismo privato dei fiati,
e dei legni in particolare. Un collezionismo che ha ricevuto in Italia grande
e diffuso impulso grazie all'esplosione del movimento della musica antica
negli anni Settanta, dando vita a raccolte sia "generalistiche" (che comprendono
cioè ogni varietà di strumenti) che specializzate (solo i flauti italiani,
solo i flagioletti di una data epoca e regione europea ...). I proprietari
--la maggior parte dei quali pratica direttamente la musica, in modo professionale
o amatoriale-- hanno sviluppato sull'argomento competenze di altissimo livello,
promuovendone la divulgazione con esposizioni, conferenze, articoli e CD-rom.
Un lavoro di indagine, di scoperta e di raccolta estremamente prezioso per
comprendere realtà musicali italiane finora del tutto ignote, per quanto
concerne tanto la costruzione quanto la pratica degli strumenti; e che ha
consentito di accrescere le conoscenze sui tipi di strumenti che circolavano
in Italia in un dato periodo, sulla loro fattura e le loro caratteristiche
sonore sia solistiche che nell'assieme delle orchestre e delle bande italiane
del tempo, su quanto possa essere attribuito al gusto e all'invenzione italiana
e quanto sia invece acquisizione di varianti e mode provenienti dall'estero.
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L'iniziativa si propone inoltre una funzione storico-didattica rivolta in particolare ai giovani studenti di musica, mirando a diffondere la conoscenza della storia più recente dei legni d'orchestra e la grande varietà di forme, taglie, varianti sonore e meccaniche, invenzioni e brevetti che li caratterizzava fino a un passato recente, in contrasto con l'altissimo grado di standardizzazione degli strumenti odierni. I legni d'orchestra hanno infatti in larga parte una storia comune, fatta di influenze reciproche nelle invenzioni costruttive, ma anche di scuole esecutive regionali e nazionali differenziate che gli strumenti rivelano nei particolari delle loro forme e imboccature. L'esposizione
è realizzata nell'ambito del progetto "Gli strumenti della musica antica"
che intende raccontare la storia completa del flauto traverso nella musica
colta occidentale, e che prevede in contemporanea
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il catalogo Strumenti
a fiato in legno dalle collezioni private italiane |
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