mostre  
Famiglia Insom

dal 21 maggio 2004

Arte a Palazzo
Pelagio Palagi
alle Collezioni Comunali d' Arte

Collezioni Comunali d' Arte
Palazzo Comunale

 
Dal 21 maggio presso le Collezioni Comunali d’ Arte è aperta una nuova sezione dedicata a Pelagio Palagi (Bologna 1775 - Torino 1860), artista di grande levatura nel campo della pittura, della progettazione di interni, dell’ ornato e delle arti applicate fra Neoclassicismo e Romanticismo, che conosce ampia fama nel quadro della cultura italiana e straniera. Attivo durante la sua carriera per importanti commissioni artistiche a Roma, Milano, e soprattutto Torino, presso la corte Sabauda. A Bologna Palagi è soprattutto noto come collezionista di ampia cultura e interessi multiformi, la cui raccolta storico-artistica contribuì ad arricchire in modo determinante il sistema museografico civico negli anni successivi all’Unità d’ Italia.
 

Fantasia architettonica con archi e piramide

Questo soprattutto dopo la grande mostra che la città di Bologna, in collaborazione con la città di Torino, gli aveva dedicato nel 1976, evidenziando la ricchezza della sua personalità, oltre che di collezionista, di artista e progettista di interni e arredi.
Al suo patrimonio non sempre è stata dedicata dalle istituzioni civiche la dovuta attenzione.
 
Infatti, molte delle opere dipinte dallo stesso Palagi per anni non hanno avuto un adeguato allestimento che ne garantisse la fruizione pubblica.
La nuova sezione si propone di ovviare finalmente a questa lacuna da troppo tempo esistente nel sistema dei Musei Civici, e nello stesso tempo di valorizzare due importanti ambienti neoclassici di Palazzo Comunale, compresi all’interno del museo. Uno di questi viene inserito per la prima volta nel percorso di visita: si tratta una sala di oltre 100 mq di superficie, con affreschi di Filippo Pedrini nella volta. L’insieme dei due ambienti – il secondo con un Trionfo della repubblica Cispadana dipinto da Mauro Gandolfi - risale al 1797, quando giunto a Bologna Napoleone con le truppe Francesi, si affermò un ampio progetto di trasformazione del palazzo comunale in sede del Governo della Repubblica Cispadana.
Si tratta quindi di due sale particolarmente adatte ad accogliere i dipinti di Palagi e di artisti a lui contemporanei, che esordirono proprio in quel periodo.
L’ iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna, organizzata e realizzata dai Musei Civici d' Arte Antica e dal Settore Ingegneria civile e infrastrutture, con la collaborazione della Galleria d’ Arte Moderna e con la partecipazione della Biblioteca Comunale dell’ Archiginnasio e del Museo Civico Archeologico di Bologna, e inoltre della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio del Piemonte.
Teseo viene riconosciuto dal padre Egeo

Vengono presentate al pubblico opere di proprietà comunale risalenti all’ intero arco della carriera di Pelagio Palagi, molte delle quali conservate in deposito per lunghi anni, divise tra la Galleria d’ Arte Moderna e le Collezioni Comunali e quivi solo in parte esposte. E’ la prima occasione, dall’ atto dell’ acquisizione della raccolta nel 1860, in cui si presenta al pubblico in forma permanente l’intero nucleo ottocentesco di dipinti appartenenti alla collezione, dopo la mostra dedicata a Pelagio Palagi pittore presso il Museo Civico Archeologico nel 1996.
 
Dalle giovanili sperimentazioni prospettiche degli anni bolognesi, l’ artista si indirizza progressivamente verso la pittura di storia e il ritratto. Il genere del ritratto è un capitolo fondamentale, tra i più apprezzati e noti del percorso pittorico di Palagi, rappresentato fra gli altri dal celebre ritratto della Famiglia Insom, da quelli di Giuseppe Guizzardi, Teresa Cuty Tambroni, Bonifacio Asioli. In veste di pittore storico, Palagi intervenne tra il 1812 e il 1815 nei due più importanti cantieri della Roma napoleonica: la residenza del Quirinale, quartier generale del Bonaparte, e il palazzo del banchiere Torlonia in piazza Venezia (distrutto nel 1901), decorato da una schiera internazionale di artisti.
Ritratto del professor Giuseppe Guizzardi
  Per quest’ ultima, prestigiosa commissione, Palagi affrescò la volta di una galleria con una serie di riquadri mitologici ispirati ad episodi della vita di Teseo che culminano in lunette di soggetto allegorico.
 
Arianna dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto
Alcune riprese di questi soggetti, ad olio su tela, vengono esposti in questa occasione:
La Verità scaccia la Frode e fa smascherare la Calunnia
, Arianna dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto, Arianna sogna la partenza di Teseo, Teseo e Piritoo rapiscono Elena, Teseo viene riconosciuto dal padre Egeo.

Alla fase milanese (1816-1832) risalgono alcuni suggestivi studi di teste maschili e a quella torinese alcuni importanti progetti ad olio su tela per la sala da Ballo in Palazzo Reale.
E’ parte integrante dell’insieme l’ esposizione temporanea di un piccolo nucleo di opere riguardanti il momento torinese di Pelagio Palagi e la committenza sabauda poste a riscontro coi dipinti: tre preziose poltrone intagliate provenienti da Palazzo Reale di Torino e alcuni disegni conservati presso la Biblioteca Comunale dell’ Archiginnasio.
E’ l’ inizio di un dialogo con la figura dell’ artista che verrà rinnovato con continuità attraverso piccole esposizioni temporanee.
L’ allestimento e le strutture espositive sono state realizzate nel rispetto dell’ originale fisionomia neoclassica degli ambienti, il progetto illuminotecnico ha tenuto conto del difficile raccordo fra l’ allestimento intensivo delle opere e le volte dipinte.

  Per l’ occasione i Musei Civici d' Arte Antica hanno promosso una pubblicazione a presentazione del nuovo allestimento e sulla figura di Palagi artista e collezionista, a cura di Carla Bernardini, con scritti di Claudio Poppi, Carla Bernardini, Cristina Bersani, Lucia Calzona, Enrico Colle, Francesca Lui, Antonella Mampieri, Valeria Roncuzzi Roversi Monaco, Sandra Saccone. Vi sono affrontati il momento bolognese e il momento torinese dell’ artista, la vicenda della sua collezione, il suo attuale inserimento nel percorso delle Collezioni Comunali d’ Arte, accanto ad un’ introduzione alla visita. Diana cacciatrice
 
 
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