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Dal
21 maggio presso le Collezioni Comunali d’ Arte è aperta
una nuova sezione dedicata a Pelagio Palagi (Bologna 1775 - Torino 1860),
artista di grande levatura nel campo della pittura, della progettazione
di interni, dell’ ornato e delle arti applicate fra Neoclassicismo
e Romanticismo, che conosce ampia fama nel quadro della cultura italiana
e straniera. Attivo durante la sua carriera per importanti commissioni
artistiche a Roma, Milano, e soprattutto Torino, presso la corte Sabauda.
A Bologna Palagi è soprattutto noto come collezionista di ampia
cultura e interessi multiformi, la cui raccolta storico-artistica contribuì
ad arricchire in modo determinante il sistema museografico civico negli
anni successivi all’Unità d’ Italia. |
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Questo soprattutto dopo la grande mostra che la città di Bologna,
in collaborazione con la città di Torino, gli aveva dedicato nel
1976, evidenziando la ricchezza della sua personalità, oltre che
di collezionista, di artista e progettista di interni e arredi. Al suo patrimonio non sempre è stata dedicata dalle istituzioni civiche la dovuta attenzione. |
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Infatti,
molte delle opere dipinte dallo stesso Palagi per anni non hanno avuto
un adeguato allestimento che ne garantisse la fruizione pubblica.
La nuova sezione si propone di ovviare finalmente a questa lacuna da troppo tempo esistente nel sistema dei Musei Civici, e nello stesso tempo di valorizzare due importanti ambienti neoclassici di Palazzo Comunale, compresi all’interno del museo. Uno di questi viene inserito per la prima volta nel percorso di visita: si tratta una sala di oltre 100 mq di superficie, con affreschi di Filippo Pedrini nella volta. L’insieme dei due ambienti – il secondo con un Trionfo della repubblica Cispadana dipinto da Mauro Gandolfi - risale al 1797, quando giunto a Bologna Napoleone con le truppe Francesi, si affermò un ampio progetto di trasformazione del palazzo comunale in sede del Governo della Repubblica Cispadana. Si tratta quindi di due sale particolarmente adatte ad accogliere i dipinti di Palagi e di artisti a lui contemporanei, che esordirono proprio in quel periodo. |
L’ iniziativa
è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna,
organizzata e realizzata dai Musei Civici d' Arte Antica e dal Settore
Ingegneria civile e infrastrutture, con la collaborazione della Galleria
d’ Arte Moderna e con la partecipazione della Biblioteca Comunale
dell’ Archiginnasio e del Museo Civico Archeologico di Bologna,
e inoltre della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio
del Piemonte.
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Vengono
presentate al pubblico opere di proprietà comunale risalenti all’
intero arco della carriera di Pelagio Palagi, molte delle quali conservate
in deposito per lunghi anni, divise tra la Galleria d’ Arte Moderna
e le Collezioni Comunali e quivi solo in parte esposte. E’ la prima
occasione, dall’ atto dell’ acquisizione della raccolta nel
1860, in cui si presenta al pubblico in forma permanente l’intero
nucleo ottocentesco di dipinti appartenenti alla collezione, dopo la mostra
dedicata a Pelagio Palagi pittore presso il Museo Civico Archeologico
nel 1996. |
| Per quest’ ultima, prestigiosa commissione, Palagi affrescò la volta di una galleria con una serie di riquadri mitologici ispirati ad episodi della vita di Teseo che culminano in lunette di soggetto allegorico. |
Alcune riprese di questi soggetti, ad olio su tela, vengono esposti in
questa occasione: La Verità scaccia la Frode e fa smascherare la Calunnia, Arianna dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto, Arianna sogna la partenza di Teseo, Teseo e Piritoo rapiscono Elena, Teseo viene riconosciuto dal padre Egeo. |
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Alla fase milanese (1816-1832) risalgono
alcuni suggestivi studi di teste maschili e a quella torinese alcuni importanti
progetti ad olio su tela per la sala da Ballo in Palazzo Reale. |