| Gli
organizzatori La mostra Donato Creti. Melancholy and perfection è stata organizzata dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna presso il Metropolitan Museum of Art e il Los Angeles County Museum of Art nell’ambito delle iniziative per Bologna Città Europea della Cultura del 2000, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri Italiano, l’Ambasciata Italiana presso gli Stati Uniti, gli Istituti Italiani di Cultura di New York e di Los Angeles e Edizioni Olivares. Ha ottenuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro agli Affari Esteri e del Ministro ai Beni Culturali. |
| I
curatori Eugenio Riccòmini, direttore dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna Carla Bernardini, conservatore delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna Keith Christiansen, Jayne Wrightsman curator of italian painting del Metropolitan Museum Patrice Marandel, curator of the european painting and sculpture Department del Los Angeles County Museum of Art |
![]() |
|
Gli
sponsor I
visitatori I
supporti scientifici e didattici I musei hanno inoltre prodotto, sull’opera di Creti, un cd-rom in collaborazione con Loop ed una video-conversazione con Eugenio Riccòmini in collaborazione con filmaster. |
La mostra
![]() |
Per la prima volta, il pubblico statunitense ha potuto ammirare uno dei più importanti cicli pittorici unitari del primo Settecento, opera di Donato Creti (Cremona, 1671-Bologna, 1749), grande erede della tradizione bolognese dei Carracci e di Reni. Idipinti, importante lascito storico (1744) del gentiluomo bolognese Marco Antonio Collina Sbaraglia al Senato cittadino e a tutt’oggi di proprietà del Comune di Bologna, hanno costituito uno dei nuclei fondanti delle civiche raccolte d’arte e sono ora stabilmente esposti presso le Collezioni Comunali d’Arte. |
| Si tratta di un gruppo di diciotto "quadri da stanza" di soggetto mitologico ed allegorico, -- quattro Virtù su rame, quattro Storie di Achille, due grandi tele con Mercurio e Paride e Mercurio e Giunone, otto sovrapporte monocrome (di cui solo due sono state presentate in mostra) e di una tela, non appartenente al ciclo, con Due putti scherzanti (il genio dell’esperienza e il genio della ragione), libera ripresa di un particolare della Memoria commemorativa di Girolamo Sbaraglia, insigne medico e patrono di Marco Antonio, affrescata dallo stesso Creti nel palazzo dell’Archiginnasio tra i monumenti ai docenti dello studio bolognese. |
| Questi dipinti, insieme al San Francesco Saverio guida i naviganti (ca.171o-11) ed alla preziosa grisaglia Cupido e satiri, proveniente dalla collezione Volpe e recentemente concessa in deposito ai musei, fanno del nucleo di opere di Creti in possesso delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna il più importante ciclo pittorico unitario dell’artista oggi esistente, seguito dalla collezione "astronomica" delle Gallerie Vaticane, e che può essere considerato il "manifesto" della sua concezione pittorica. |
![]() |
Nei dipinti del lascito Collina Sbaraglia, in particolare, Creti --pur recuperando le suggestioni della cultura bolognese e veneta verso una resa naturalistica e classicamente composta dei soggetti-- approda ad una chiarezza narrativa e didascalica perfettamente in linea con le tendenze riformatrici del primo Settecento, sullo sfondo del nuovo clima culturale di ritorno ai classici greci e latini e della nuova estetica improntata alla chiarezza ed alla razionalità. |
| I restauri realizzati in occasione della mostra hanno posto in rilievo il particolarissimo modo di dipingere dell’artista, che affida l’effetto finale di compattezza cromatica, di fermezza e di lucidità d’insieme delle immagini a strati pittorici lievissimi, costruiti con fini pennellate di colori liquidi, ed al continuo sovrapporsi ed incrociarsi di tratti di pennello. una tecnica che trova i suoi esiti maggiori nei morbidi drappeggi che avvolgono figure maestose, nei profili muliebri che sembrano incisi, nei putti sorridenti che osservano dall’alto scene campestri o dormono, pacificamente abbandonati, sulle pieghe di un manto, e nelle figure gemelle che racchiudono nella loro perfetta identicità il concetto di bellezza di creti, che vuole la perfezione unica e riproducibile all’infinito. | ![]() |
|
Le opere in mostra Storie
di Achille quattro dipinti, olio su tela, cm 125x163 ciascuno Le virtù
quattro tondi, olio su rame, diametro cm.79 ciascuno Le sovrapporte
sei di otto sovrapporte monocrome, cm.105x175 ciascuna Mercurio,
Paride e Giunone due dipinti, olio su tela, cm 272x166 ciascuno Due putti
scherzanti un dipinto, olio su tela, cm. 163,5x119,5 Donato
Creti per Bologna Città Europea della Cultura del 2000 |