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La Corea vanta inoltre una millenaria tradizione ceramica la cui produzione
è suddivisa in tre tipologie: celadon, buncheong e porcellana,
dapprima influenzata dalla Cina, poi sviluppatasi in maniera autonoma
fino a raggiungere connotati tipici coreani. La principale caratteristica
della ceramica coreana risiede nell’estrema semplicità della
forma, del decoro e dei colori che la rendono unica ed inconfondibile.
Oltre al mirabile manufatto ceramico con Tazza e sostegno in celadon,
(fig. 1) risalente al XII secolo, vengono esposti altri nove pezzi che,
nell’insieme, rappresentano quanto di più caratteristico
possa essere espresso nel settore della ceramica coreana nel corso delle
diverse epoche.
Per quanto
concerne i dipinti, sono esposti otto ritratti eseguiti su seta di mirabile
fattura, in un periodo di tempo che va dal XVII al XIX secolo, che ritraggono
illustri aristocratici coreani. La tecnica usata è quella della
baechae ovvero pittura sul retro.
Questi ritratti sono realizzati con una tecnica unica al mondo, dove in
un primo momento si applicava sul retro della tela in seta uno spesso
strato di colore, finchè questo non traspariva sulla superficie
frontale. Una volta affiorato il colore venivano realizzati con l'inchiostro
i dettagli più minuti quali le ombreggiature, i panneggi e i motivi
decorativi delle vesti, la barba e i baffi.
La mostra,
attraverso documenti, mobili e paraventi del XVIII-XIX secolo, rappresenta
anche il momento per descrivere il Sarang-bang, l'ambiente di vita quotidiana
degli aristocratici, l'elite culturale e morale durante la dinastia di
epoca Joseon (1392-1910). Erano ambienti adibiti allo studio e al ricevimento
degli ospiti, esclusivamente di sesso maschile, e furono importanti centri
di aggregazione e di relazioni sociali e culturali.
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