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Una mostra di Costume
è come leggere un racconto: i corpi sono immaginari perché
l’astrazione dei manichini ne cancella la fisicità, ma restano
le forme, i colori, la materia e la 'fattura' a testimoniare un mondo
di verità quando i Costumi sono autentici pezzi di abbigliamento
di questo o quel periodo storico; oppure un mondo di rappresentazione
se creati per un film o uno spettacolo teatrale.
Il Medioevo che ho immaginato per "Christine Cristina" affonda
una radice nella storia e una nell’immaginazione, qui direi piuttosto
nella stilizzazione che mi hanno ispirato i personaggi quando, ancora
prima di ricevere l’anima dagli attori, già sulla carta,
nella sceneggiatura, ne avevano una grazie alla sensibilità di
Stefania Sandrelli, autrice e regista del progetto.
Mentre scrivo queste note, penso allo straordinario processo di 'fabbricazione'
delle idee, una parabola che parte da studi e intuizioni individuali e
arriva alla visione d’insieme attraverso un intenso lavoro di confronto
collettivo e di realizzazione.
Ma c’è
un momento magico nel percorso di lavoro, e cioè quando i costumi,
da volumi informi, iniziano via via ad assumere identità e carattere…
in quel momento si può intravedere la scintilla dell’idea
iniziale, del primo disegno, che aspetta di essere portata in piena luce
dal corpo e dal temperamento dell’attore.
E qui, nella solennità del Museo Civico Medievale, luogo che mi
onora, che mi intimidisce e che mi è familiare allo stesso tempo,
sento di poter rivivere quella fase così emozionante: la conferma
prima del completamento.
Il linguaggio
della semplicità, della linearità della forma , l’espressività
del colore, l’assenza della decorazione sono le pietre miliari del
mio lavoro, di questo lavoro in particolare.
Per "Christine Cristina" mi sono orientata piuttosto verso un
disegno in sottrazione, come se camminassi nel racconto in punta di piedi,
accompagnata dalla pittura delle miniature.
La leggerezza e l’essenzialità che ho cercato di esprimere
spero possano stimolare la curiosità di chi guarda, insieme al
desiderio di voler conoscere l’intero mosaico di cui questo tassello,
il lavoro di costume, fa parte.
Grazie.
Nanà
Cecchi
Assessorato
Pari opportunità Regione Emilia-Romagna
Assessorato
Cultura, Sport, Progetto Giovani Regione Emilia-Romagna
Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Giunta Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con Assessorato Pari opportunità e Politiche
di genere e delle differenze del Comune di Bologna
Progetto e organizzazione:
Assessorato Pari opportunità Regione
Emilia-Romagna
Assessorato Cultura, Sport, Progetto Giovani Regione Emilia-Romagna
Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Giunta Regione Emilia-Romagna
Musei Civici d'Arte Antica Comune di Bologna
Sponsor
tecnici
Costumi d'arte, Roma
Pompei, Roma
Giovanni Lauretta
QZ Brocker
Borghi International
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