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14 novembre 1998-17 gennaio 1999

Valerio Castello
Madonna della fruttiera
Collezioni Comunali d’ Arte

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  Dal 14 novembre 1998 al 17 gennaio 1999 le Collezioni Comunali d’ Arte presentano la Madonna della fruttiera, olio su tela del pittore genovese Valerio Castello (1624-1659), proveniente da una raccolta privata della città ligure. La mostra è realizzata nell’ ambito dell’ iniziativa "ospiti da Genova", che prevede la contemporanea presentazione, presso il Museo Medievale, dei bronzi monumentali realizzati da Alessandro Algardi per la chiesa di San Carlo.  
 
L a tela, nota agli studiosi da un quarto di secolo, ed esibita al pubblico per la prima volta solo sei anni fa in occasione della mostra sulla Genova barocca, appartiene alla produzione giovanile dell’ artista, una delle figure di maggior rilievo della pittura ligure del Seicento. Formatosi sui manieristi toscani, romani e genovesi, e sulle opere genovesi di Van Dick, Castello venne poi profondamente influenzato dalla pittura lombarda prima e da quella parmense --in particolare Correggio e Parmigianino -- poi, nel corso di un lungo viaggio di istruzione in quelle città.
 
 


Proprio alle opere del Parmigianino- ed in particolare alla Madonna dal collo lungo, oggi agli Uffizi, ma che nel corso del soggiorno di Castello si trovava ancora a Parma, presso la chiesa dei Servi- è ispirata la Madonna della fruttiera, summa di citazioni soprattutto iconografiche dalle opere del pittore parmense, di cui vengono rievocate le maniere squisite con un delicatissimo tratto di pennello.
L’ opera genovese potrebbe anche essere una libera interpretazione, raffinata e delicatissima, del capolavoro del Parmigianino, in una rilettura assai personalizzata in cui le forme, pur

 
 

mantenendo intatta la loro plastica consistenza, appaiono come filtrate ed immerse in un’ atmosfera soffusa, definite in maniera lieve e preziosa da una materia cromatica ricca, stesa a tocchi leggeri ed impalpabili velature. Le figure, prive di contorni netti, risultano così collocate in uno spazio profondo creato dai vari piani di luce, fra il primo piano costituito da un alto basamento architettonico e l’ampia e fluttuante tenda cremisi sullo sfondo.

La mostra è accompagnata da un libretto a cura di Federica Lamera, con introduzione di Eugenio Riccòmini.

catalogo

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Valerio Castello
Madonna della fruttiera

testi di Eugenio Riccòmini e Federica Lamera,
a cura di Carla Bernardini,
Sate, 1998  
                                                                    

 



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