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Secondo
appuntamento della serie "ospiti" con il dipinto del pittore lombardo Giacomo
Ceruti (1698-1767) L’ incontro al pozzo,
commissionato a metà Settecento per il palazzo Busseti di Tortono
ed oggi di proprietà del collezionista cavalier Giacomo Bizzini della Nadini
spa di Vignola.
Ceruti, detto il Pitocchetto, deve il suo soprannome al gran numero di soggetti
"poveri"—contadini e pastorelle, pitocchi e pezzenti, mendicanti e miserabili—da
lui ritratti durante il primo periodo bresciano con un gusto sospeso tra
naturalismo antropologico e il genere di maniera.
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Il quadro, che ritrae una contadinella corteggiata (o forse molestata) da
un giovane cavaliere con cani e tricorno, fu eseguito intorno al 1750 durante
gli anni piacentini dell’artista, quando la sua pittura --dopo gli anni
delle rivoluzionarie sperimentazioni pauperistiche e passando attraverso
una "normalizzazione" favorita dalle esperienze venete e dagli stimoli europei—si
riconfermò più aderente ai gusti della raffinata committenza, senza perdere
però la sua carica di umanità.
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Questo
incontro "galante", in cui gli sguardi si incrociano e i gesti ricompongono
la trama dei sentimenti, si inserisce nella pittura di genere in voga nel
Settecento (con richiami anche al tema venatorio molto frequentato in Europa
e riconducibile alla "etica cinica" ed alla riscoperta arcadica della natura),
ma con valenze tese a stimolare la riflessione e la meditazione sulla realtà
anche sociale.
il
catalogo
ospiti 2
Giacomo Ceruti
L' incontro al pozzo
testi di E. Riccòmini e C. Bernardini, a cura di C. Bernardini
1996
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